388 milioni di cristiani perseguitati nel mondo

388 milioni di cristiani perseguitati nel mondo

Di fronte a noi non ci sono solo numeri. C’è un grido! Ci sono vite spezzate, famiglie distrutte, comunità cristiane cancellate dalla notte al giorno.

Oggi la persecuzione anticristiana nel mondo ha raggiunto il livello più alto mai registrato in oltre trent’anni di monitoraggio.

Secondo l’ultimo rapporto World Watch List 2026, stilato da Open Doors, oltre 388 milioni di cristiani vivono sotto un livello alto, molto alto o estremo di persecuzione e discriminazione a causa della loro fede: un cristiano ogni sette nel mondo.

I numeri della vergogna

È un aumento di circa 8 milioni di persone rispetto all’anno precedente, il tredicesimo anno consecutivo di crescita senza interruzioni. E’ una deriva costante!

E se questi numeri fanno paura, è necessario ricordare che sono stime prudenti. Lo stesso rapporto sottolinea che, per ragioni di sicurezza, censura e paura di ritorsioni, moltissimi casi non vengono denunciati.

Eppure, anche queste cifre “al ribasso” raccontano un’escalation drammatica: 4.849 cristiani uccisi in un solo anno, 373 in più rispetto all’anno precedente. Tredici ogni giorno.

Accanto alle uccisioni, cresce la violenza silenziosa e sistematica: stupri, abusi sessuali e matrimoni forzati sono passati da 3.944 a 5.202 casi in un solo anno. Le vittime tacciono per vergogna, trauma, paura.

Ma il dato più sconvolgente riguarda gli abusi fisici e psicologici complessivi: 67.843 cristiani colpiti, con un aumento del 58% in meno di due anni.

Una ferita che si allarga, soprattutto contro donne e minori.

Donne e bambini: il volto più crudele della persecuzione

Tra questi 388 milioni di cristiani perseguitati, 201 milioni sono donne o bambine e circa 110 milioni sono bambini sotto i 15 anni.

Donne costrette a rinnegare la fede per sopravvivere. Ragazze rapite e date in sposa con la violenza. Bambini che imparano presto a nascondere una Bibbia, a non pronunciare il nome di Gesù, a vivere nella paura.

Questa è una persecuzione che entra nelle case, nei corpi, nelle coscienze. Una violenza silenziosa che il mondo non vede – o finge di non vedere.

E’ per questo che ora tocca noi. Davanti a questa realtà non possiamo restare spettatori!

Vogliamo potenziare al massimo la nostra grande campagna di sensibilizzazione online tramite i social, per raggiungere il maggior numero di persone e dare visibilità a chi oggi è invisibile. Ma riuscirci, abbiamo assolutamente bisogno del tuo aiuto!

Ogni persona raggiunta è una voce che si unisce a un coro sempre più forte, capace di spezzare l’indifferenza e smuovere le coscienze.

Nigeria, l’epicentro dell’orrore

Il volto più crudele di questa persecuzione resta la Nigeria.

3.490 dei 4.849 cristiani uccisi nel mondo – il 72% del totale globale – sono stati assassinati lì. Un numero che da solo racconta l’orrore.

Nel giugno 2025, a Yelwata, nello Stato di Benue, militanti jihadisti fulani hanno attaccato per quattro ore una comunità agricola cristiana, uccidendo o bruciando vivi 258 civili, per lo più donne e bambini, gridando: «Distruggeremo tutti i cristiani».

La violenza è tale che perfino la comunità internazionale ha iniziato a reagire: nuove restrizioni sui visti e misure punitive sono state annunciate contro chi è coinvolto nella persecuzione religiosa.

Africa Subsahariana: la jihad che avanza nel vuoto

Ma la Nigeria non è un’eccezione. È il simbolo di ciò che accade nell’Africa subsahariana, dove 14 Paesi figurano tra i 50 più persecutori al mondo.

Dove gli Stati sono deboli, il vuoto di potere viene colmato dal jihadismo armato. Sudan, Mali, Burkina Faso, Mozambico: nomi diversi, stesso copione.

Chiese chiuse, villaggi cristiani rasi al suolo, credenti costretti alla fuga.

Solo in Africa subsahariana, milioni di persone sono state sfollate, trasformando intere comunità cristiane in una Chiesa profuga.

Siria: dalla speranza alla croce

La Siria rappresenta un’altra ferita aperta. Nel 2026 è il Paese che registra il peggior peggioramento: dal 18° al 6° posto nella classifica.

Dopo illusioni di cambiamento, i cristiani si trovano di nuovo sotto un’oppressione islamica crescente.

L’attentato suicida alla chiesa di Mar Elias a Damasco, nel giugno 2025, ha ucciso 22 fedeli e ne ha feriti 63.

Oggi i cristiani sono sottoposti a intimidazioni, richieste di conversione forzata, imposizione della jizya. Da oltre un milione, sono rimasti circa 300.000.

Non solo jihad: persecuzione anche senza bombe

La persecuzione assume forme diverse anche altrove.

In America Latina, non è il jihadismo a colpire, ma la criminalità e l’autoritarismo: leader cristiani vengono presi di mira, perché rappresentano un ostacolo al controllo dei territori e delle coscienze.

In Colombia, tra il 2023 e il 2025, 36 leader cristiani sono stati uccisi e 18 sono scomparsi. Dove la Chiesa crea comunità e dignità, qualcuno vuole spezzarla.

In Cina, invece, la persecuzione è fredda, burocratica, totalitaria.

Nuove norme soffocano la fede online e offline: divieti di evangelizzazione digitale, controllo totale dei contenuti, obbligo di allineamento ideologico.

La religione è tollerata solo se sottomessa allo Stato. Chi non si piega, scompare nel silenzio.

Ignorare questa realtà significa accettarla e tacere significa abbandonare milioni di persone.

Per questo, ti chiediamo nuovamente di aiutarci, con la tua migliore offerta, ad ampliare la nostra già vasta campagna di sensibilizzazione online, per sapere a tutti cosa stanno vivendo i nostri fratelli cristiani nel mondo.

Solo così possiamo fare pressione sull’opinione pubblica, sulle istituzioni, sui governi, affinché la persecuzione anticristiana non venga più nascosta.

Perché nessun cristiano perseguitato deve sentirsi solo. Perché il mondo sappia. Perché il silenzio finisca, una volta per tutte!

 

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