Baby terroristi: l’Italia sotto scacco del nuovo estremismo minorile!

Baby terroristi: l’Italia sotto scacco del nuovo estremismo minorile!

Siamo di fronte a una deriva silenziosa, ma devastante.

Bambini, ragazzini, adolescenti: sempre più giovani, sempre più radicalizzati.

A 13, 14, 15 anni, c’è chi inneggia al suprematismo, chi condivide propaganda jihadista, chi imbratta i muri con svastiche e croci celtiche, chi sogna l’attentato come forma di autoaffermazione.

L’ultima operazione nazionale delle forze dell’ordine ha svelato una realtà drammatica e sconcertante: 22 minorenni, dai 3 ai 17 anni, coinvolti in indagini per attività di matrice terroristica.

Non è un caso isolato, non è una “bravata”!

È un fenomeno in espansione, un’escalation di pericolosità alimentata dal web, dai social, da ambienti digitali dove odio, violenza e ideologie estreme trovano terreno fertile.

Dal suprematismo al jihadismo radicale: le etichette cambiano, ma la sostanza resta.

Un culto della violenza, un linguaggio d’odio che seduce i più fragili, li recluta, li arma – fisicamente o ideologicamente – e li trasforma in strumenti del terrore.

Le testimonianze emerse sono allarmanti.

Un ragazzo di 14 anni ad Oristano pubblicava su Facebook foto con il volto coperto mentre impugnava armi da taglio e da fuoco, con alle spalle una bandiera con croce celtica, e i nomi di noti attentatori incisi sul fucile.

A Cosenza, un 13enne è stato trovato in possesso di materiali esplosivi, mentre due 17enni a Bologna partecipavano a manifestazioni violente con armi improvvisate.

A San Giovanni Valdarno, tre adolescenti – tra cui un 14enne – hanno imbrattato i muri pubblici con scritte come “White Power”, svastiche e simboli neonazisti.

Tutto documentato, registrato, diffuso online come orgoglioso atto identitario.

Ed è proprio per questo che oggi chiediamo con urgenza il tuo aiuto!

Vogliamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione su Facebook per informare il maggior numero possibile di cittadini, genitori, educatori, studenti e istituzioni su questa pericolosa deriva.

Con il tuo sostegno, ci aiuterai a contrastare il radicalismo giovanile con l’arma più potente: la consapevolezza!

Il tempo medio di radicalizzazione si è ridotto a poche settimane.

I Servizi segnalano un’accelerazione inquietante: i giovani non solo si espongono ai contenuti estremisti, ma agiscono. E spesso lo fanno con una determinazione inquietante e una capacità organizzativa sottovalutata.

Mentre i Servizi di sicurezza alzano l’allerta, la politica e l’opinione pubblica rischiano di restare indietro, bloccati in una sottovalutazione pericolosa o in una narrazione che liquida tutto come "ragazzate".

Ma questa è una battaglia che si gioca sul tempo, sull’informazione, sulla prevenzione e, soprattutto, sull’educazione. Non possiamo più permetterci ritardi o ambiguità!

Il report del Viminale è inequivocabile: la “fascinazione per ambienti estremisti e terroristici, accomunati dall’esaltazione della violenza come metodo di lotta e di autoaffermazione” è in crescita vertiginosa.

Il fenomeno non è isolato: riguarda anche Francia, Germania, Regno Unito, ma in Italia sta assumendo caratteristiche sempre più inquietanti.

È qui che si registrano forme di ibridazione ideologica tra suprematismo e jihadismo.

Siamo davanti a una generazione che rischia di crescere nell’odio. Fermarci ora significa arrenderci e prevenire è l’unica vera difesa.

Per questo, vogliamo portare questo messaggio dove serve: dove la vulnerabilità rischia di diventare odio, dove un giovane può ancora essere salvato prima che sia troppo tardi.

Noi ci siamo. Ogni giorno. Ma per continuare abbiamo bisogno anche di te. Ogni contributo può fare la differenza!

Ogni settimana persa, ogni segnale ignorato, può trasformarsi in una tragedia annunciata.

 

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