
Belgio stretto nella morsa dell'islamismo: identità cristiana in pericolo!
L'Europa sta cambiando sotto i nostri occhi. Quartieri un tempo simbolo della nostra cultura e tradizione si trasformano in enclave islamiste dove la sharia detta legge, mentre la nostra identità cristiana viene silenziosamente cancellata.
È in atto una progressiva “halalizzazione” dell’Occidente, favorita dal cieco buonismo della sinistra multiculturale e dall’indifferenza di chi dovrebbe difendere i nostri valori.
Il reportage del Figaro Magazine svela una realtà inquietante che troppi vogliono ignorare: il Belgio è il laboratorio di un islamismo sempre più aggressivo, sostenuto da un’economia parallela, dall’autocensura nelle scuole e dall'inerzia di politici complici o pavidi.
Schaerbeek, Molenbeek, Boom: nomi che non evocano più l’Europa delle cattedrali, della cultura e della libertà, ma un territorio sempre più sottratto alla nostra civiltà, dove il comunitarismo islamico ha ormai soppiantato le regole democratiche e il rispetto dei diritti universali.
Chi osa denunciare questa deriva viene immediatamente bollato come “islamofobo”, silenziato, licenziato, emarginato.
- È il caso di Peter, un educatore che ha dovuto subire l’imposizione del Ramadan e poi è stato espulso dal proprio lavoro per aver detto la verità.
- È il caso di Nadia Geerts e degli insegnanti che assistono impotenti alla censura imposta dalla religione nei programmi scolastici, costretti a rinunciare a portare gli studenti nei musei per evitare proteste contro le statue e i dipinti.
- È il caso di Fadila Maroufi, una donna coraggiosa, premiata per il suo impegno contro l’islamismo e subito bollata come “nemica” dalla sinistra benpensante, che preferisce chiudere gli occhi di fronte alla minaccia.
Questa non è integrazione, è sottomissione! È il tradimento della nostra storia, delle nostre radici, della nostra libertà. E chi non si inginocchia viene ridotto al silenzio.
Ma fino a quando? Quanto ancora dovremo assistere passivamente alla trasformazione delle nostre città in avamposti di un’ideologia che rifiuta i nostri valori? Il Belgio di oggi è l’Europa di domani.
La domanda non è più se questo processo andrà avanti, ma se siamo disposti a fermarlo prima che sia troppo tardi.
Il tempo delle illusioni è finito: è ora di svegliarsi e difendere ciò che siamo, prima che sia irrimediabilmente perduto!