Bologna chiude il cancello alla Madonna: per essere “inclusivi” dobbiamo cancellare la nostra storia?
La Madonna di San Luca potrà arrivare davanti alla scuola. Ma non potrà entrare. Dovrà fermarsi fuori dal cancello! Ti rendi conto?
È successo davvero a Bologna, alla scuola dell’infanzia comunale Grosso.
Il parroco della vicina chiesa di San Girolamo dell’Arcoveggio, don Milko Ghelli, voleva fare una cosa semplicissima: approfittare della tradizionale discesa della Madonna di San Luca per farle fare una breve tappa nel cortile della scuola.
Niente funzione religiosa. Niente preghiere obbligatorie. Solo un saluto ai bambini e il racconto di una tradizione che Bologna vive da secoli.
E invece no!
Dopo alcune proteste dei genitori, che hanno invocato il principio di laicità della scuola pubblica, il Comune ha deciso così: la Madonna può passare davanti alla scuola… ma deve restare sul marciapiede.
I bambini che vogliono vederla potranno farlo solo uscendo dal cancello, accompagnati da un adulto.
Lascia che ti facciamo una domanda semplice: come siamo arrivati al punto in cui un simbolo che appartiene alla storia di una città non può più entrare in una scuola della stessa città?
Il Santuario di San Luca domina Bologna da secoli. Ogni anno la sua immagine scende in città e viene accolta da migliaia di persone.
È fede, certo. Ma è anche storia, memoria, identità civica.
Eppure, oggi sembra che per essere “inclusivi” dobbiamo fare una cosa sola: cancellare quello che siamo.
Sempre più spesso accade questo: nelle scuole si concedono spazi per le preghiere islamiche durante il Ramadan, si introducono menù halal nelle mense, ma quando si parla dei simboli della nostra storia… improvvisamente diventano “inappropriati”.
Non è inclusione. È amnesia culturale! E se non reagiamo adesso, questi episodi diventeranno sempre più normali.
Per questo, vogliamo lanciare una grande campagna di sensibilizzazione online, per raccontare a milioni di persone cosa sta succedendo davvero. Ma per farlo, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto!
Perché ogni donazione ci permette di far arrivare questa storia a migliaia di cittadini che non ne hanno ancora sentito parlare.
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Se anche tu pensi che difendere la nostra storia non significhi escludere nessuno, aiutaci ad accendere una luce su quello che sta succedendo.
Come ha osservato il consigliere Gabriele Giordani, la Madonna di San Luca rappresenta “il simbolo più laico dell’unità dei bolognesi”, proprio perché appartiene alla storia condivisa della città.
E lo stesso concetto è stato ribadito anche dal civico Filippo Diaco, che ha ricordato come “la Madonna di San Luca sia un elemento identitario che unisce e non che divide Bologna”.
E allora la domanda diventa inevitabile: chi ha davvero paura della Madonna? Di un’immagine che rappresenta pace, speranza e carità? Di un simbolo che attraversa otto secoli di storia della città?
O forse il problema è un altro: che difendere le proprie radici sembra diventato quasi imbarazzante.
Oggi la Madonna di San Luca è rimasta fuori da un cancello. Ma domani potrebbe essere molto di più a restare fuori: la nostra storia, la nostra identità, la nostra memoria.
E allora ti chiediamo una cosa molto semplice: davvero vogliamo diventare il Paese che chiude i cancelli alla propria storia?
Se anche tu pensi che la risposta debba essere NO, aiutaci, con la tua migliore offerta, a lanciare un’imponente campagna di sensibilizzazione online, per far arrivare questo messaggio il più lontano possibile.
Perché solo insieme possiamo ricordare una verità semplice: difendere le proprie radici non significa escludere gli altri. Significa sapere chi siamo!