Chi era davvero Quentin Deranque
Ci ha molto commosso la morte di Quentin Deranque.
Ne avrai sentito parlare, benché la grande stampa, in Italia, abbia riferito di lui solo con giorni di ritardo… È il 23enne ucciso a causa di un violento pestaggio subìto dai cosiddetti “antifa”.
Quattro giorni dopo il triste episodio, avvenuto a Lione, il Procuratore, Thierry Dran, ha aperto un’inchiesta per «omicidio volontario», 11 in tutto gli indagati.
Della vittima son state dette tante falsità: c’è chi lo ha definito un “militante nazionalista”, altri gli hanno attribuito un’appartenenza all’”estrema Destra”…
In realtà, il giovane stava solo cercando di difendere sette ragazze del gruppo «Némésis», aggredite dagli anarchici dopo aver esposto uno striscione fuori dall’Università Sciences Po.
Protestavano contro la conferenza, in corso all’interno dell’Ateneo, tenuta dalla deputata Rima Hassan, esponente de La France insoumise, partito della Sinistra più radicale.
Ma chi era davvero Quentin Deranque? Era una persona solare, di indole tranquilla e pacifica. Era iscritto con profitto a Matematica e Data Science.
Amava leggere testi di Filosofia, in particolare Aristotele, Sant’Agostino e la Summa teologica di San Tommaso d’Aquino.
Studiava spesso fino a tarda notte, poiché di giorno lavorava presso la SNCF, la compagnia ferroviaria francese.
Legato inizialmente al gruppo monarchico Action Française, si era convertito al Cattolicesimo tradizionale, coinvolgendo anche suo padre in questo percorso di fede.
Frequentava la parrocchia di Saint-Georges e della Collegiata di Saint-Just, affidata alle cure della Fraternità Sacerdotale San Pietro.
Partecipava alla S. Messa tridentina e cantava nel coro gregoriano. Aveva aderito al gruppo Saint-Martin per distribuire pasti ai poveri, visitava ed aiutava anche i senzatetto.
La scorsa primavera ha manifestato davanti al Palazzo di Giustizia di Lione contro l’approvazione in prima lettura della legge sull’eutanasia.
I suoi familiari han ricordato come abbia «sempre difeso le sue convinzioni senza violenza», preferendo «il confronto di idee».
I giovani del pellegrinaggio di Chartres, cui partecipò, lo hanno ricordato con le parole di San Giovanni: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).
Infatti, proprio per aver difeso quelle ragazze dalla violenza furibonda degli «antifa», Quentin è stato bloccato e ripetutamente colpito al capo, riportando un trauma cranico, rivelatosi fatale.
Prima di morire, un sacerdote gli ha amministrato i Sacramenti. Oggi ottenere giustizia significa anche chiedere, dunque, il dovuto rispetto per questo povero ragazzo.
Ed il primo modo per farlo consiste senza dubbio nell’offrire di lui, della sua vita, di ciò che era un ritratto autentico.
Viceversa l’immagine che su tanti, troppi media ne è stata fornita è parsa spesso orientata a fare della sua fede una caricatura ed a cercar di dare della vicenda una lettura solo politica.
Non è così! Per questo il vile massacro compiuto dall’estrema Sinistra non si configura solo come un grave atto di terrorismo, ma anche come un’azione profondamente anticattolica!
Ecco, noi vorremmo far conoscere il vero Quentin Deranque e ricordarlo come merita. Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione.
I social rappresentano il mezzo più adatto, perché consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante, lo si deve alla memoria di questo bravo giovane! Le Sinistre in Francia non fanno altro che ripetere ipocritamente di «non strumentalizzare» l’accaduto.
Ma da loro non è giunta alcuna vera condanna di quell’episodio, né del brodo di coltura ideologico, di cui sono moralmente complici ed in cui si muovono gli «antifa».
Chi sono i responsabili di questo omicidio? Appartengono al gruppo La Jeune Garde, fondato dal giovane deputato Raphaël Arnault di La France insoumise, di cui oggi si chiedono le dimissioni.
Dal Ministro degli Interni francese, invece, in molti si aspettano che sciolga questa organizzazione e che venga qualificata come terroristica.
È necessario ormai finirla con i silenzi complici e condannare le azioni da guerriglia promosse dall’estrema Sinistra piazzaiola ed anticattolica, dai centri sociali e dalle varie sigle anarchiche.
I circoli cattolici tradizionali in Francia hanno organizzato recite del Santo Rosario e veglie per l’eterno riposo dell’anima del giovane e coraggioso Quentin.
Ed in Italia? In Italia molti, troppi giornali hanno prima tentato di passar sotto silenzio l’accaduto, poi, quando è diventato di pubblico dominio, han cercato di gettare fango sulla vittima.
È un’infamia! Per questo è urgente dire ed a gran voce come stiano realmente le cose! Aiutaci anche tu a farlo, con la tua migliore offerta.
Solo una vasta campagna di sensibilizzazione può spiegare come siano andati i fatti e dire chi fosse davvero Quentin Deranque, un bravo cattolico massacrato dall’estrema Sinistra.
Fermiamo i nemici della Fede!