Domenica di sangue in Nigeria: chiese attaccate, fedeli rapiti e il silenzio del mondo!

Domenica di sangue in Nigeria: chiese attaccate, fedeli rapiti e il silenzio del mondo!

Nelle prime ore di una domenica che avrebbe dovuto essere di preghiera e pace, l’orrore è tornato a irrompere senza preavviso.

Due chiese cristiane nel nord della Nigeria sono state attaccate mentre i fedeli erano raccolti per la Messa.

Uomini armati hanno circondato gli edifici di culto, bloccato le vie di fuga e trascinato via con la forza oltre 160 persone: uomini, donne, anziani, giovani.

Rapiti uno a uno, portati nella boscaglia come ostaggi senza volto, colpevoli solo di professare la loro fede.

Questo ultimo attacco, avvenuto nello Stato di Kaduna, non è un’eccezione.

È l’ennesima ferita aperta in una terra dove i luoghi di culto sono diventati bersagli e la domenica è diventata un giorno di paura.

I fedeli sono stati sequestrati durante la celebrazione eucaristica, senza rivendicazioni immediate, senza richieste di riscatto: un segnale inquietante che parla di terrore puro, di intimidazione sistematica, di volontà di colpire al cuore le comunità cristiane.

Da qui si allarga lo sguardo, e ciò che emerge è un quadro devastante: la Nigeria oggi è l’epicentro mondiale della persecuzione anticristiana.

Nel solo 2025, 3.490 persone sono state uccise per motivi legati alla fede: circa il 70% di tutte le vittime cristiane nel mondo.

Chiese assaltate, villaggi dati alle fiamme, scuole colpite, sacerdoti rapiti o assassinati, famiglie costrette a fuggire nella notte lasciando tutto alle spalle. Intere regioni rurali si stanno svuotando, mentre campi per sfollati si riempiono di donne e bambini senza futuro.

Non è solo violenza: è una lenta e continua espulsione! Le terre non vengono restituite, le comunità non vengono protette, lo Stato è spesso assente.

E mentre si moltiplicano le spiegazioni comode – banditismo, scontri per il clima, instabilità sociale – i cristiani continuano a morire, sempre e solo loro, nello stesso modo, negli stessi luoghi.

È in questo contesto che sentiamo il dovere di fermarci e prendere posizione!

Proprio per dare un senso a questo dolore nasce la nostra grande campagna di sensibilizzazione online: uno strumento per rompere il muro dell’indifferenza, per raccontare ciò che accade davvero, per far conoscere a tutti la condizione drammatica in cui sono costretti a vivere i nostri fratelli cristiani in Nigeria.

Sostenere questa campagna significa scegliere di vedere, di ascoltare, di non tacere. Possiamo contare sul tuo prezioso aiuto?

In questo grido di allarme risuona forte e chiara la testimonianza di Wilfred Anagbe, vescovo di Makurdi.

Le sue parole non lasciano spazio ad ambiguità: «Non ho paura a chiamarlo genocidio dei cristiani. Migliaia sono stati uccisi, decine di migliaia scacciati dalle campagne».

Nella sua diocesi, racconta, 21 parrocchie sono andate perdute, villaggi interi non sono più accessibili, occupati dopo gli attacchi da altri gruppi che hanno preso il posto dei contadini cristiani.

Anagbe parla di un’agenda chiara e pianificata per islamizzare la Nigeria centrale, di attacchi sistematici condotti casa per casa, di una violenza che viene mascherata con nomi diversi ma che ha un’unica direzione.

In un intervento al Parlamento Europeo ha definito questa realtà «una jihad avvolta da molti nomi: terrorismo, rapimenti, pastori assassini, banditismo», denunciando apertamente la “cospirazione del silenzio” della comunità internazionale.

Il vescovo racconta anche l’inferno dei campi per sfollati: fame, malnutrizione, malattie, assenza di istruzione, traumi profondi. Parla di bambini venduti per sopravvivere, di donne costrette alla prostituzione, di famiglie distrutte.

E lancia un appello semplice e disperato: aiutare queste persone a tornare alle loro terre, a curare le ferite del corpo e della mente, a non essere abbandonate.

Le sue parole sono un’accusa, ma soprattutto una richiesta di solidarietà.

Per questo, ancora una volta, ti invitiamo a sostenere, con la tua migliore offerta, la nostra vasta campagna di sensibilizzazione online, tramite i social.

È il modo più immediato per stare accanto ai nostri fratelli cristiani perseguitati in Nigeria e per dire, con chiarezza, che la loro sofferenza non è invisibile e non è dimenticata.

Perché quando una Chiesa viene assaltata, una comunità viene cancellata e un cristiano viene ucciso nel silenzio generale, non è solo la Nigeria a sanguinare: è la coscienza del mondo intero a essere messa sotto accusa!

 

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