Il Corano non si può bruciare. E la Bibbia?

Il Corano non si può bruciare. E la Bibbia?

Perché se un Corano è bruciato in Svezia tutto il mondo protesta, mentre se viene data alle fiamme una Bibbia tutti restano indifferenti?

Le risposte a questa domanda possono essere molte.

Ma forse si possono racchiudere in due considerazioni.

  1. I musulmani fanno paura, alzano la voce, minacciano e arrivano anche a tagliare la gola. Non hanno problemi a dichiarare guerra e poi sono molto ma molto fieri della loro religione. Meglio quindi trattarli bene, assecondarli, accarezzarli per il verso giusto. Inoltre, non possiamo dimenticare che il centro del mondo islamico, ovvero l’intera penisola arabica, ha il petrolio, che è un’arma non indifferente per ricattare e tenere al guinzaglio l’Occidente.
  2. L’Occidente odia il cristianesimo. Lo odia profondamente, sebbene ancora non sia arrivato alla persecuzione violenta. L’Europa in particolare ha profonda vergogna della sua identità cristiana. E ad essere disprezzato particolarmente è il Cattolicesimo. Lo vediamo, ogni giorno, in tanti modi.

Ecco allora che si spiega il perché dell’indifferenza verso Bibbie, crocifissi e chiese bruciate, distrutte o comunque bersagliate.

Ma a destare ancor più perplessità è che papa Francesco spesso e volentieri tace sulle persecuzioni ai cristiani e invece approfitta di ogni occasione per deplorare la cosiddetta islamofobia.

In un’intervista concessa ieri al quotidiano degli Emirati Aravai, Al-Ittihad, Francesco si è detto indignato per quanto accaduto in Svezia lo scorso 28 giugno, quando davanti alla principale moschea di Stoccolma, un trentasettenne di origini irachene ha dato fuoco una copia del Corano.

Per carità, va bene la riprovazione.

Eppure, non ha detto mezzo parola contro lo schiavismo e lo sfruttamento di esseri umani in vigore proprio nei Paesi del Golfo. E peraltro non risulta si tratti di Stati con una grande libertà religiosa per chi non è islamico!

Forse ci vorrebbe un po’ più di coerenza!

Capisci bene.

Bruciare il Corano è una provocazione e un’offesa. E non serve certo per ricostruire la civiltà cristiana.

Perché per far questo occorre prima di tutto essere fedeli a Gesù Cristo in tutto. E non solo in quel che ci fa più comodo.

All’islam non vanno opposti laicismo e materialismo, tanto cari all’Unione europea, alla sinistra e purtroppo anche a gran parte della cosiddetta destra. Con l’islam ci si confronta parlando di Gesù!

Con gli immigrati che vivono nei nostri Paesi serve l’integrazione, e questa non può certo avvenire con le offese.

Solo così potremo reagire agli attacchi verso la nostra cultura e la nostra religione, che spesso e volentieri, però, arrivano più da noi europei che dai musulmani.

Insomma, l‘Europa non si rigenera offendendo gli altri ma solo amando, valorizzando e difendendo i nostri simboli identitari, quelli che ci hanno plasmati e ci hanno resi grandi.

Per far questo, ovviamente dobbiamo credere nella nostra cultura.

E attenzione: Turchia e Marocco si sono schierati contro l’incendio del Corano. Sono scesi in campo per difendere i musulmani.

Ma c’è qualche Paese europeo che farebbe lo stesso per i cristiani perseguitati nel mondo?

Attribuzione immagine: Di Cezary Piwowarski - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wikimedia

Dona