Il femminismo internazionale ha i giorni contati?
Ci ha fatto molto riflettere quanto avvenuto in piazza, a Roma, lo scorso 8 marzo…
Le attiviste femministe e transfemministe “dure e pure” di «Non una di meno» non hanno voluto le “colleghe” iraniane in corteo con loro.
Le hanno letteralmente scacciate, coprendole di insulti e formando poi una catena umana per impedire loro l’ingresso tra le manifestanti.
Eppure erano lì per protestare contro le violenze e le vittime provocate dal regime iraniano. Niente da fare, troppo scomode per chi condanna l’intervento anti-ayatollah di Usa e Israele.
La ragion politica ha prevalso sulla solidarietà con donne che soffrono davvero e che non parlano a vanvera di “patriarcato”, ma patiscono ogni giorno in patria abusi e angherie di ogni genere.
Duro il commento di un’altra donna, la senatrice Cinzia Pellegrino di Fratelli d’Italia: «L’episodio dice molto sulla coerenza e sull’onestà intellettuale del movimento “Non Una di Meno”».
Ed ha aggiunto: «È chiaro che la Sinistra è più interessata alle proprie categorie politiche che alla libertà concreta delle donne». Ecco, crediamo che sia proprio questo il punto.
Quando i partiti con le loro bandierine s’insinuano nei cortei, questi smettono di rivendicar diritti, veri o presunti, e badano solo all’ideologia ed agli interessi di bottega.
Lo hanno ben capito in Spagna: qui il 49,2% dei giovani è convinto che il femminismo sia diventato ormai uno strumento di mera manipolazione politica e nient’altro.
Lo rivela il Barómetro de Juventud y Género 2025, uno strumento messo a punto dall’associazione Fad Juventud.
Lo studio, che si svolge ogni due anni, è finanziato dalla Delegazione del Governo contro la Violenza di Genere e si basa su 3.327 interviste condotte tra l’aprile ed il maggio dello scorso anno.
Secondo tale indagine, solo il 38,4% degli spagnoli tra i 15 ed i 29 anni si dichiara “femminista” contro il 49,9% del 2021.Si tratta del livello più basso mai raggiunto!
Tenendo conto che al potere nel Paese iberico c’è una coalizione social-comunista, questi risultati sono assolutamente indicativi di un chiaro orientamento assunto dalle nuove generazioni.
Alla fine, la propaganda non paga e queste percentuali sono lì a dimostrarlo in modo chiaro. È questo che non funziona nel femminismo internazionale: la sua matrice ideologica!
Tale matrice mina il discorso fin dall’inizio, lo compromette, lo inquina e lo rende così ben poco credibile agli occhi dei giovani.
L’espulsione dal corteo romano delle donne iraniane è lì a provarlo: si è trattato di un autogoal clamoroso. Solo che ben pochi ne hanno parlato.
I grandi media, in linea con l’ideologia gender e transfemminista, frequentatori abituali dei “salotti buoni” della Sinistra, hanno per lo più taciuto questo episodio rivelatore.
Dire la verità fa paura a molti, a troppi. Ed è per questo che noi intendiamo invece farla sapere a tutti, promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione.
Intendiamo servirci dei social, per arrivare a tanti in poco tempo. Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciamo a farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante, perché la gente sta cominciando in tutto il mondo ad aprire gli occhi. Perfino la rivista neo-marxista inglese Spike ha definito la «Giornata della Donna un insulto alle donne»!
Tieni conto che questo giornale ha raccolto l’eredità di un’altra testata, Marxismo Vivo, che era l’organo del Partito Comunista Rivoluzionario inglese fino alla sua scomparsa.
È pertanto molto significativo che proprio Spike pubblichi oggi una delle più feroci critiche ad una delle maggiori “conquiste” del progressismo di Sinistra!
Secondo l’autrice dell’articolo, Georgina Mumford (una donna, quindi!), la Giornata internazionale della Donna sarebbe tra le manifestazioni «più inutili che esistano».
La paragona addirittura, per rilievo ed importanza, alla Giornata mondiale delle praterie marine, che pure si celebra a marzo.
Del resto, si chiede come si possano difendere i diritti delle donne «se chiunque senta l’impulso di indossarne un vestito possa considerarsi donna, a prescindere dalla sua realtà biologica».
Verissimo! E così la Sinistra inglese affossa il movimento femminista e quello transfemminista in un sol colpo.
Si tratta di un insperato rigurgito di buon senso? Può darsi. Di certo, con queste premesse, due tra le battaglie ideologiche più importanti del progressismo europeo sembrano avere i giorni contati.
Georgina Mumford, nel suo articolo, ha anche criticato il fatto che le femministe progressiste si sentano in dovere di sostenere proprio gli islamisti, che viceversa opprimono le donne.
Esattamente quello che è successo a Roma! Conclude pertanto la giornalista inglese: «Le femministe del passato si staranno rivoltando nella tomba».
Perché? È molto semplice! Perché oggi la “Giornata della Donna” è diventata «una celebrazione degli uomini che si credono donne e degli uomini che vogliono opprimere le donne».
Aggiungeremmo anche: la celebrazione di coloro che vogliono far soffrire le donne. L’aborto, tanto rivendicato da sigle pro-choice come “Non Una di Meno”, ne è un esempio.
Detto da una rivista di Sinistra questo è tutto un programma! Ecco perché è urgente farlo sapere a tutti!
Aiutaci anche tu, con la tua migliore offerta, a promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione!
Diciamo tutti insieme “basta!” all’ideologia di Sinistra!