In Congo Cristo è ancora sulla Croce!
Un altro sacerdote è stato ridotto in fin di vita e derubato.
Ogni volta ci sconcerta sapere quel che accade nel mondo nell’indifferenza generale di un Occidente ormai dimentico dei Valori ricevuti dalla Fede cristiana. Eppure è così…
Verso metà febbraio abbiamo ricevuto una notizia dal Congo relativa ad un episodio accaduto tre settimane prima, lo scorso 24 gennaio per la precisione.
Padre Jean-Richard Ilunga, parroco della chiesa del Cuore Immacolato di Maria nella Diocesi di Mbujimayi, nel Kasai Orientale, in Congo, è stato brutalmente aggredito da banditi armati.
I malintenzionati, dopo averlo malmenato con forza, gli hanno sottratto i soldi – 2.000 dollari in tutto -, che aveva ricevuto come donazione per costruire una nuova chiesa a Kalambayi.
Oltre a questo, gli hanno sottratto anche 512.000 franchi congolesi, il suo cellulare, la moto e la borsa, poi lo hanno legato e abbandonato esanime, in condizioni critiche.
Soccorso da alcuni passanti, è stato trasportato nel centro medico più vicino. Una volta stabilizzatosi il suo quadro generale, è stato comunque tenuto nella struttura sotto osservazione.
Il Congo fa forse meno rumore di altri Paesi africani, come la Nigeria o il Kenya, però anche qui la Chiesa cattolica viene gravemente perseguitata e messa a dura prova.
Quanto accaduto a questo sacerdote, infatti, non è un caso isolato. Anche qui la jihad colpisce – ed in modo pesante - i nostri fratelli nella Fede.
Lo scorso 8 dicembre, per la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, i terroristi islamici hanno decapitato otto cristiani.
La strage è avvenuta nel villaggio di Apakulu, nella provincia del Nord Kivu ovvero in un’area già tormentata dagli scontri tra le forze lealiste ed il movimento M23.
Le bande criminali vengono spesso sostenute dagli Stati confinanti, soprattutto dal Ruanda, che intende impossessarsi delle risorse minerarie congolesi.
Una delle milizie più temute è l’ADF-Allied Democratic Forces, una banda di criminali violenti e senza scrupoli affiliata all’Isis. Come si può vivere in queste condizioni?
Possiamo pregare per loro e chiediamo anche a te di farlo. Ma, per far sentire loro anche la nostra vicinanza umana e materiale, occorre innanzi tutto che si sappia quel che accade.
I grandi media, invece, tacciono. Così molti, potenziali benefattori delle realtà operanti sul posto, coordinate dalla Chiesa locale, neppure sanno della persecuzione che qui i cristiani patiscono.
Ed il sangue, i lutti, il dolore, la violenza continuano. Visto che la stampa tace, ho deciso di promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione con lo scopo preciso di informare.
I social ci consentono di arrivare a tanti in poco tempo, ma hanno un costo di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È più urgente di quanto tu forse creda. Sono decine i gruppi armati, che continuano a seminare morte e distruzione, soprattutto nell’est della Repubblica Democratica del Congo.
I bambini vengono spesso rapiti e costretti a “convertirsi” all’islam. Chi si rifiuta, viene ammazzato senza pietà.
In parte vengono addestrati ad usare le armi ed a combattere, in parte vengono utilizzati come manodopera.
Le bambine, invece, diventano schiave sessuali, abusate e spesso ridotte in fin di vita. A chi di loro resti incinta, viene strappato il figlio appena nato, poi viene massacrato e gettato in una buca.
La loro infanzia finisce lì. L’obiettivo è molto chiaro: decimare i cristiani e far vivere nel terrore i sopravvissuti, fino a rendere la loro presenza sempre più marginale ed insignificante nel Congo.
Non possiamo lasciare soli questi nostri fratelli nella Fede! Aiutiamoli con le nostre preghiere. Facciamo in modo che ci sentano vicini e che tutti sappiano in quali condizioni vivano!
Solo sensibilizzando l’opinione pubblica potremo sperare che la Chiesa locale riceva da benefattori generosi aiuti sufficienti, per riuscire a resistere e ad operare nel Paese.
Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna d’informazione tramite i social. Aiutaci anche tu con la tua migliore offerta!
In Congo Cristo è ancora in Croce!