In Mozambico, Niger e Mali i Cristiani vittime del jihad islamico

In Mozambico, Niger e Mali i Cristiani vittime del jihad islamico

Ci sono Cristiani che ogni giorno cadono vittime del jihad.

L’ultimo caso, di cui sia giunta notizia, riguarda la chiesa di San Luigi di Montfort a Meza, in Mozambico. È stata completamente distrutta dalle fiamme.

Era una chiesa storica, un punto di riferimento per tanti in ottant’anni di presenza, grazie ai missionari giunti e rimasti sul posto.

Eppure è stata devastata dall’incendio, appiccato lo scorso 30 aprile da Ansar al-Sunna, un gruppo affiliato all’Isis. Un gruppo che non si è fermato di fronte a nulla.

Dopo la chiesa, ha dato fuoco anche ad altre strutture della parrocchia ed a numerose abitazioni abitate da Cristiani, radendole al suolo.

Durante il blitz, alcuni civili sono stati anche catturati dai terroristi islamici e costretti ad ascoltare i loro proclami d’odio.

A denunciare l’accaduto, è stato mons. Antonio Juliasse Ferreira, arcivescovo di Pemba, che ha lanciato un appello alla preghiera ed alla solidarietà internazionale.

Da quasi nove anni nel suo Paese i Cristiani vivono nel terrore, nel lutto, nel dolore e nella prova. I morti sono stati oltre 300, per lo più sgozzati.

Almeno 117 tra chiese e cappelle sono state distrutte, 23 delle quali solo nel 2025. Eppure l’Occidente sembra indifferente a questa tragedia, per lo più ignorata.

L’Europa, impegnata in un folle processo di islamizzazione, finge di non accorgersi di quel che avviene nei Paesi a guida musulmana o stremati dal jihad islamico.

Noi vogliamo accogliere l’invito di mons. Ferreira. Vogliamo pregare per questi fratelli ed invitare tanti altri a farlo.

Desideriamo mobilitare le coscienze, affinché, tramite i canali ufficiali della Chiesa, sia possibile offrire un aiuto a questa gente, che vive nel terrore solo perché cristiana.

Sono nostri fratelli nella fede in Cristo! Ma pochi sanno quel che loro accade. Per questo intendiamo promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione.

I social sono il mezzo più efficace per questo, poiché consentono di raggiungere tanti in poco tempo. Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ho bisogno del tuo aiuto!

È molto importante. Il Mozambico non è l’unico Paese messo a dura prova dal terrorismo islamico. In Burkina Faso le vittime si sono moltiplicate negli ultimi anni.

Dal gennaio 2023 all’agosto 2025 sono stati uccisi almeno 1.837 civili, comprese decine di bambini. La stessa cosa accade in Niger.

Il Mali è devastato dal gruppo Jnim, affiliato ad al-Qaeda. Tale gruppo si è reso responsabile di attacchi ed attentati ed ha preso di fatto il controllo di vaste aree del Paese.

A Kati è stato ucciso anche il ministro della Difesa, il generale Sadio Camara: è morto dopo che un jihadista suicida si è lanciato con un’auto imbottita di esplosivo contro la sua abitazione.

La situazione è grave. Da queste parti essere Cristiani non è certo facile. La propria vita è a rischio, ogni giorno. Non si è mai certi di vedere il tramonto.

Si vive nella paura, nell’incertezza, in condizioni spesso fragili e precarie. La propria casa può essere bruciata, la propria vita è costantemente in pericolo.

Tutto può accadere all’improvviso, da un momento all’altro. E questo solo per il fatto di credere in Nostro Signore Gesù Cristo. Ti rendi conto?

Non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo pregare ed intervenire tramite i canali ufficiali della Chiesa a sostegno di queste popolazioni.

Aiutaci, con la tua migliore offerta, a lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione, con cui informare di quel che realmente accade in questi Paesi.

Non abbandoniamo i Cristiani perseguitati dal jihad!

 

Dona