Le nostre case in pericolo

Le nostre case in pericolo

Dobbiamo sapere chi nel Parlamento europeo di Strasburgo ha votato per introdurre una patrimoniale camuffata sulla nostra casa.

Favorevoli a tartassarci la casa sono stati Pd, Movimento 5 stelle e Verdi.

Mentre si sono schierati contro Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Stiamo parlando della direttiva Ue sulle prestazioni energetiche degli edifici.

Perché di fatto, qualora si arrivasse all’approvazione definitiva, si tratterebbe di nuovi soldi che dovremo spendere per adeguare casa nostra alle manie ecologiste dell’Unione europea.

Stando alla direttiva, gli edifici residenziali dovrebbero raggiungere almeno la classe di prestazione E entro il 2030 e D entro il 2033, mentre gli edifici non residenziali e pubblici le stesse classi entro il 2027 e il 2030.

Attenzione, però. I giochi non sono ancora fatti.

Dopo il sì dato martedì da Strasburgo, infatti, ora partirà il negoziato tra Commissione, Parlamento e Consiglio, per arrivare poi al testo finale.

I Governi, quindi, hanno ancora la possibilità di intervenire e di bloccare o ridurre di molto l’impatto devastante che una norma del genere avrà sui cittadini.

Per questo, l’auspicio è che il nostro esecutivo, come promesso, si opponga alla direttiva Ue e faccia tutto il possibile, in sede di negoziato, per tutelare gli interessi degli italiani e dell’Italia.

Essere a favore dell’ambiente non significa doversi svenare economicamente. Soprattutto in questo periodo di crisi nera.

Si è parlato di tasse e patrimoniale per un motivo.

Il fatto è che per mettere le nostre case a norma dovremmo pagare pesanti opere di ristrutturazione.

Sai cosa significa in un Paese come il nostro, in cui peraltro il 70% di noi è proprietario dell’abitazione?

Come ha calcolato il Corriere della sera:

per una casa singola di 100 mq ubicata al centro nord e costruita 50 anni fa, si devono rifare gli infissi con i doppi vetri, montare la caldaia a condensazione e coibentare il tetto. Poi per passare alla [classe] D, ci vuole il cappotto termico o in alternativa la pompa di calore al posto della caldaia. A seconda di quel che è necessario fare, la spesa viaggia dai 20 ai 40.000 euro. Più o meno gli stessi interventi servono in un condominio e il costo, ovviamente, dipende dal numero degli appartamenti”.

Ed è chiaro che chi non eseguisse i lavori, vedrebbe il suo immobile perdere enormemente di valore.

Insomma, si tratta dell’ennesimo tentativo da parte dell’Ue di prelevare dalle nostre tasche le risorse per portare avanti l’agenda eco-talebana progressista.

L’Europa vuole prendere i nostri risparmi per rendere la nostra casa più ecologica nel giro di pochi anni. Semplicemente una follia! Che non ha nulla a che vedere con l’amore e il rispetto per l’ambiente. Che poi, servirà davvero a risolvere il problema delle emissioni inquinanti?

Ad ogni modo, se l’Ue ci obbliga a questo, con quali soldi intende agire?

Anche il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa esprime da tempo grande preoccupazione. E al Tempo ha detto:

Si rischia un’altra mannaia sul patrimonio immobiliare degli italiani. E peraltro sulla base di obiettivi, alcuni dei quali sono irrealizzabili. Quando leggiamo di emissioni zero entro il 2050 parliamo di qualcosa che non si può ottenere, per dire, nemmeno in Finlandia”.

E ancora:

La Commissione da tempo auspicava l’aumento delle tasse sul patrimonio immobiliare degli italiani... Questa non è una tassa ma in pratica sarà una stangata”.

Urge dare battaglia!


Attribuzione immagine: Di Diliff - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia
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