Pugno di ferro contro l’eversione!
Violenza, devastazione, sangue!
Questo hanno prodotto anarchici, autonomi, antagonisti e gruppi organizzati a Torino lo scorso 31 gennaio, ufficialmente per protestare contro lo sgombero del “centro sociale” Askatasuna.
Di fatto, però, hanno provocato soltanto distruzione. Il bilancio è pesantissimo: un centinaio i feriti, tra cittadini spaventati, manifestanti e forze dell’ordine.
Tra questi ha colpito l’opinione pubblica in modo particolare il massacro perpetrato contro l’agente Alessandro Calista, violentemente colpito con martelli, calci e pugni.
Per il resto, scene da incubo con lanci di pietre, bombe carta, razzi, puntatori laser, tubi di lancio artigianali, roghi, cassonetti bruciati, cartelli stradali divelti e usati come armi.
Tutto come da copione. Ma c’è un dato, su cui crediamo sia doveroso ragionare con te: non si è trattato di un corteo pacifico, né tanto meno “popolare”.
Lo hanno detto chiaramente le forze dell’ordine: era stato tutto pianificato e programmato nel dettaglio, seguendo uno schema coordinato e militarizzato.
A Torino sono giunti circa 1.500 “specialisti” della guerriglia da tutta Italia ed anche dall’estero, soprattutto dalla Francia. Gente addestrata e socialmente pericolosa.
Altro che manifestazione spontanea! In piazza c’era l’associazione filo-palestinese riconducibile a Mohammad Hannoun, in carcere poiché ritenuto a capo della cellula di Hamas in Italia.
C’erano i Gpi (che a Bologna inneggiavano al 7 ottobre), Nur (sigla creata dall’imam Brahim Baya, che sogna il partito islamico) ed altre realtà pro-Pal.
Vanno a braccetto con i pugni chiusi levati dai CARC-Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, dall’API, da Potere al Popolo, dai No Tav.
Bandiere con falce e martello e con la stella a 5 punte delle BR brandite e sventolate. E troviamo veramente riprovevole che, a sfilare, vi fossero anche esponenti politici, ovviamente di Sinistra.
Le cronache raccontano anche della presenza in corteo di militanti di Alleanza Verdi e Sinistra, Europa Verde, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana.
E poi ancora c’erano Cgil, “Non Una di Meno” e Paolo Ferrero, ex-ministro del governo Prodi e oggi dirigente di Rifondazione Comunista: una vergogna!
Sigle comuniste, islam organizzato, black block, antagonisti e maranza in piazza, tutti insieme appassionatamente in mezzo a scene di anomala follia.
Lo ha detto bene la premier, Giorgia Meloni: «Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta».
Sarebbe bene che certi magistrati dalla scarcerazione facile scendessero in piazza a fianco delle forze dell’ordine, durante una mattanza come quella avvenuta a Torino, per poter poi ben giudicare.
Per questo troviamo gravissimo: 1) che vi fossero esponenti politici e sindacali in corteo, dovrebbero scusarsi con gli Italiani; 2) questa sorta di pericolosa alleanza tra islam estremo e Sinistra radicale.
I grandi media han dato sì notizia degli scontri, ma non si sono soffermati su questi due punti, che invece secondo me sono fondamentali.
È urgente ed importante metterli in risalto e fare una seria riflessione in merito, perché se ne deve tenere conto sia quando si vota, sia quando ci si schiera.
Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione in merito. Il modo più semplice a disposizione per raggiungere, se non tutti, almeno tanti in poco tempo sono i social.
Ma hanno un costo, che da soli non potremmo sostenere. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È fondamentale, perché nulla vi è stato di spontaneo in quanto avvenuto non solo a Torino, ma anche in occasione delle manifestazioni contro la presenza dell’ICE alle Olimpiadi invernali.
Si è trattato di cortei “fotocopia” rispetto a quelli organizzati nel Minnesota, Stati Uniti, dove intere cittadine americane sono state messe a ferro e fuoco.
Devi sapere che tutti questi eventi non nascono dal caso, ma vengono finanziati con ingenti somme di denaro. Da chi?
Il New York Post, Breitbart e, in Italia, La Nuova Bussola Quotidiana hanno puntato l’indice in modo chiaro e netto contro la Sinistra radicale.
Si tratta di reti finanziate da Fondazioni e miliardari radical-chic, nonché da accademici veri o presunti infiltratisi, ma con inquietanti legami col Partito Comunista Cinese.
In piazza non scendono fanatici e facinorosi: «Questi non sono manifestanti - ha ben detto il ministro Crosetto – si comportano da nemici, terroristi, guerriglieri, spinti dall’odio».
Ed, ha aggiunto, «vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante». Secondo il vicepremier Salvini «per questa gentaglia il carcere non basta».
Le scarcerazioni disposte dalla magistratura e seguite ai primi arresti non lasciano ben sperare. Proprio per questo dobbiamo informare quanta più gente possibile.
È necessario dare forza e voce ai tanti ormai che chiedono di intervenire con fermezza e radicalità, a tutti i livelli e senza remore.
Quelle remore che gli “esperti” di guerriglia, debitamente foraggiati, non usano certo verso i tutori dell’ordine e verso i civili.
Qui ormai serve il pugno di ferro!