Difendiamo la Sacralità della Fede Cristiana!
Petizione indirizzata al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Maria Zuppi
È il secondo Comandamento: «Non nominare il nome di Dio invano» (Es 20,7). Tanto meno per farne un business.
Eppure, è quanto accade oggi, tra chatbot e ologrammi che pretendono di “riprodurre” Gesù Cristo.
Da un lato, app a pagamento, come “Just Like Me”, che permettono di chattare con una versione artificiale di Cristo, promettendo “guida e consolazione”; dall’altro, esperimenti come “Deus in machina”, con un ologramma installato persino in un confessionale.
Gesù Cristo non è un algoritmo. Non è una macchina che risponde in base a dati inseriti, né un servizio disponibile “24 ore su 24”.
È il Dio vivo, fatto uomo, che si incontra nella fede, nei Sacramenti, nella relazione autentica.
Ridurre questo mistero a un software o a un ologramma significa svilirne la sacralità. Significa trasformare la fede in un prodotto e sfruttare le fragilità delle persone, offrendo risposte preconfezionate che possono persino contraddire la Dottrina.
Il confessionale è luogo sacro, dove agisce la misericordia di Dio attraverso il sacerdote, non uno spazio per tecnologie senz’anima.
Già in passato abbiamo denunciato queste derive. Oggi si ripresentano in forme ancora più insidiose, ammantate di buone intenzioni ma orientate al profitto e all’indifferentismo religioso.
Non possiamo restare in silenzio! Come Cristo scacciò i mercanti dal tempio, così dobbiamo opporci a chi trasforma la fede in mercato.
Per questo, ti invitiamo a firmare subito la petizione per chiedere al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Maria Zuppi, di:
1) Condannare pubblicamente queste derive pericolose che minano la sacralità della nostra fede.
2) Impegnarsi affinché iniziative simili non trovino mai spazio nella Chiesa italiana.
La pastorale non può diventare un servizio “smart”: ha bisogno dell’incontro umano e della verità del Vangelo.
Dio non si è fatto macchina. Dio si è fatto uomo. E nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituirlo.
Sì, firmo questa petizione
Sua Eminenza,
mi rivolgo a Lei con profonda preoccupazione per la diffusione di iniziative che riducono il Mistero di Gesù Cristo a simulazione tecnologica.
Oggi, tra app a pagamento, come “Just Like Me”, che promettono di “chattare” con Cristo e progetti come “Deus in Machina”, con un ologramma nel confessionale, si rischia di trasformare la fede in prodotto.
Gesù Cristo non è un algoritmo né un servizio: è il Dio vivo, che si incontra nei Sacramenti e nella relazione autentica. Il confessionale è luogo sacro, non spazio per esperimenti senz’anima.
Tutto ciò svilisce la sacralità, confonde i fedeli e può contraddire la Dottrina.
Le chiedo, pertanto, di:
1) Condannare pubblicamente iniziative che trasformano la fede in un esperimento tecnologico.
2) Impegnarsi affinché tali derive non trovino mai spazio nella Chiesa italiana.
Non possiamo restare in silenzio davanti a chi mercifica la fede. Dio non si è fatto macchina, ma uomo.
Cordialmente,
Sei indispensabile in questa battaglia
Per favore, condividi questa petizione il più possibile.