Proteggiamo i nostri figli sui social!
Petizione indirizzata a Giacomo Lasorella, Presidente dell’AGCOM
I nostri figli sono facili prede per i mostri online.
Lo hanno confermato due sentenze emesse da altrettanti tribunali americani, uno di Los Angeles e l’altro del New Mexico.
Le accuse rivolte alle piattaforme social sono gravissime ed il risarcimento danni richiesto sfiora i 400 milioni. Ma è una cifra potenzialmente destinata ad aumentare.
Meta, il colosso di Mark Zuckerberg che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp, sapeva di danneggiare i propri utenti minorenni, eppure, consapevolmente, non ha fatto nulla per intervenire.
Come è possibile? È molto semplice. Queste piattaforme sono state progettate appositamente per massimizzare il tempo di permanenza e generare dipendenza.
Sono stati favoriti meccanismi di fruizione compulsiva come la riproduzione automatica dei video, l’infinite scroll, i suggerimenti algoritmici ed i filtri per modificare le foto.
Il tutto, però, senza curarsi minimamente delle conseguenze. I danni, tutti documentati, sono stati pesantissimi, specialmente per i ragazzini.
Moltissimi di loro hanno avuto accesso a contenuti inopportuni, violenti o pornografici, oppure sono divenuti vittime di adescamenti posti in essere da predatori sessuali.
Non a caso i tassi di ansia, depressione e pensieri suicidi tra minori hanno subìto negli ultimi anni un’impennata senza precedenti.
Mark Zuckerberg in persona ha dovuto riconoscere che i sistemi di controllo non hanno funzionato come previsto e che Meta, pur essendone consapevole, è intervenuta troppo tardi.
L’algoritmo, insomma, non è neutro e chi lo ha costruito in quel modo ora ha dovuto risponderne in tribunale.
Migliaia di altre cause simili giacciono ancora, però, nei tribunali di tutto il mondo. Dobbiamo fermare questo squallido mercato che si gioca sulla pelle dei nostri ragazzi!
Come? Firmando la petizione «Proteggiamo i nostri figli sui social!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata a Giacomo Lasorella, presidente dell’AGCOM-Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, principale coordinatore dei servizi digitali nel nostro Paese.
Gli si chiede di vigilare, affinché da noi i social media non espongano gli utenti minorenni al pericolo di dipendenze e adescamenti online.
Proteggiamo i minori dai nuovi mostri online!
Sì, firmo questa petizione
Egregio Signor Presidente,
due sentenze emesse da altrettanti tribunali americani, uno di Los Angeles e l’altro del New Mexico, hanno confermato come i nostri figli oggi siano spesso esposti sui social a dipendenze, contenuti inopportuni - violenti o pornografici - oppure a diventare vittime di adescamenti posti in essere da predatori sessuali.
Queste piattaforme hanno favorito meccanismi di fruizione compulsiva con precisi algoritmi, che hanno massimizzato il tempo di permanenza e generato dipendenza. I tassi di ansia, depressione e pensieri suicidi tra i minori hanno subìto negli ultimi anni un’impennata senza precedenti.
Precisi documenti inchiodano i vertici dei social media alle loro responsabilità: erano consapevoli di danneggiare gli utenti minorenni, eppure nulla è stato fatto per porvi rimedio. Ciò ha comportato condanne con risarcimenti pesanti, ma le cifre sono destinate ad aumentare ancora, perché migliaia di altri processi sono in attesa di svolgimento.
Le chiedo pertanto di vigilare, affinché in Italia i nostri ragazzi non siano esposti ai rischi di questo squallido mercato.
Certo della Sua comprensione, porgo cordiali saluti.
Sei indispensabile in questa battaglia
Per favore, condividi questa petizione il più possibile.