Sì alla Quaresima, no al Ramadan!

Petizione indirizzata al Vescovo di Bergamo, Mons. Francesco Beschi

Sì alla Quaresima, no al Ramadan!

Si resta senza parole di fronte a notizie come questa: la diocesi di Bergamo ha formalmente invitato i propri fedeli a partecipare al Ramadan, unendosi alle preghiere ed anche ai pasti iftār della comunità musulmana.

Sembra uno scherzo, purtroppo non lo è! La diocesi giustifica l’iniziativa, giocando con le parole: chiama comprensione reciproca la resa all’islam e «dialogo interreligioso» quello che, in realtà, è sincretismo.

E questo in una lettera su carta intestata inviata ai sacerdoti bergamaschi dall’Ufficio diocesano per il dialogo interreligioso.

Il suo direttore, don Massimo Rizzi, citando Evangelii gaudium e Fratelli tutti, non solo definisce «mese sacro» il Ramadan per i musulmani, ma data la sua lettera «23 Shaʻbān 1445».

Dunque, per compiacere l’islam, cambiamo anche il nostro calendario? Non è più la nascita di Cristo il riferimento? Non è più Cristo il Signore del tempo e della storia?

Tacere la gravità di tutto questo significherebbe rendersene complici! E noi non intendiamo farlo!

Nella lettera dell’ufficio diocesano si invitano i parroci a dedicare al Ramadan «una preghiera dei fedeli durante la celebrazione comunitaria» e magari a condividere il rituale pasto serale, l’iftār, per «favorire la reciproca conoscenza e collaborazione» tra cristiani e musulmani.

Ma tutto questo con la «reciproca conoscenza e collaborazione» non c’entra proprio niente, questa è semplicemente un’offesa esplicita al Primo Comandamento, «Non avrai altro Dio al di fuori di me»!

Lo ha scritto a chiare lettere il blog Messa in Latino, che ha pubblicato la lettera di don Rizzi: «Ora anche il Primo Comandamento cade sotto i colpi apparentemente inesorabili dell’idolatria ammantata da “dialogo interreligioso”, ma non più sostenuto da qualche setta, bensì addirittura da un ufficio della diocesi di Bergamo».

Robert Spencer è un autorevole studioso di islamistica. Ebbene, lui ha criticato senza riserve l’idea che la partecipazione cattolica al Ramadan possa rappresentare davvero un’occasione di avvicinamento all’islam, evidenziando anzi il fallimento del cosiddetto dialogo interreligioso.

Tutto questo proprio nel momento in cui la presenza musulmana a Bergamo registra una preoccupante crescita, come dimostra la recente trasformazione dell’hotel “Aquiletta” di Clusone in un centro culturale islamico.

Occorre ribellarsi a tale oltraggio! Anche perché la Diocesi di Bergamo non è nuova ad iniziative a dir poco imbarazzanti, quali l’onore riservato, in una propria chiesa parrocchiale, a due demoni pagani del culto azteco, nel solco della Pachamama in Vaticano.

Tutto questo non è dialogo, non è rispetto, è sottomissione a falsi dei. I fedeli non ne possono più e questo fa ben sperare!

Di fronte a scempi come questo, è davvero urgente ed assolutamente necessario alzare la voce e dire “basta”!

Più saremo uniti e più potente sarà il nostro grido!

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