Eversione “rossa”: un pericolo da non sottovalutare!
L’Italia è il covo dell’eversione di Sinistra.
Lo ha rivelato impietosamente il rapporto 2025 dell’Europol sulla «Situazione e trend del terrorismo», recentemente diffuso.
Secondo tale dettagliato dossier, l’85% degli attacchi anarchici compiuti o progettati in Europa tra il 2022 ed il 2024 è avvenuto nel nostro Paese.
In particolare, in Italia ne sono stati contati, nel 2023, 30 sul totale europeo di 32 e, nel 2024, 18 sul totale di 21. Un “record” davvero triste, questo, che evidenzia una situazione di pericolo reale.
Par di capire che, quanto avvenuto a Torino lo scorso 31 gennaio, sia da intendersi come una sorta di “prova generale”, di addestramento, un preludio per tempi anche peggiori.
Lo dimostrano le azioni di boicottaggio e gli attentati già perpetrati nei giorni scorsi contro le Olimpiadi di Milano-Cortina.
Ad esempio, nei pressi della stazione di Bologna, a Castel Maggiore, l’esplosione di un ordigno artigianale, che ha provocato un incendio ed ha tranciato i cavi ferroviari.
Ed ancora: l’incendio doloso provocato in un tombino con cabina elettrica nei pressi dei binari della stazione di Pesaro, attentato che ha causato disagi alla circolazione.
Il vicepremier Matteo Salvini e Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, hanno ricondotto tali episodi alla brodocoltura anarchica ed han parlato di «terrorismo».
Quel che è certo è che la rete dei collettivi, dei centri sociali e dei pro-Pal italiani non è isolata, ma fa parte, in realtà, di un coordinamento transnazionale ben strutturato. Ne vuoi un esempio?
A Torino sono apparse scritte in francese firmate «La banda del martello», organizzazione con sede in Germania e ramificazioni in Francia, postasi a capo dell’antagonismo europeo.
Ha dichiarato di farne parte uno dei due tedeschi imputati in Ungheria assieme ad Ilaria Salis di aver aggredito tre militanti di Destra, provocando loro lesioni che potevano porli in pericolo di vita.
La «Banda del martello» è accusata di aver condotto numerosi attacchi contro bersagli analoghi in Germania tra il 2018 ed il 2023 ed a Budapest a metà febbraio 2023.
Lo scorso novembre il Dipartimento di Stato americano ha individuato altre quattro nuove sigle terroristiche: tra queste ne figura anche una italiana, la Federazione Anarchica Informale.
Vi sono poi due gruppi greci, Classe Rivoluzionaria e Giustizia Proletaria Armata. A quest’ultimo vengono attribuiti attacchi con ordigni improvvisati contro obiettivi del loro governo.
Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, già nell’Introduzione di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, ha parlato chiaramente dell’«utopia marxista di un paradiso anarchico».
Ed ha precisato come sia lecito e «perfino indispensabile» un «combattimento (…) esplicito» contro il comunismo «con tutti i mezzi giusti e legittimi».
Per questo, di fronte al risveglio dell’anarchia, noi non possiamo tacere! Esso rappresenta un pericolo costante contro l’ordine e contro la nostra società.
Sarebbe un grave errore sottovalutarlo! Gli imbarazzanti silenzi e le giustificazioni della Sinistra di oggi sui fatti di Torino ricordano tristemente quelli analoghi ai tempi delle Brigate Rosse.
Dato che i gruppi eversivi cercano di agire nell’ombra, la prima cosa da fare è informare, smascherare le loro trame rivoluzionarie.
Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, per raggiungere tanti in poco tempo. Ma ciò ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È urgente: a provare, infatti, la presenza a Torino di una rete eversiva internazionale bastano i numeri forniti dalle forze dell’ordine.
Tra il 29 ed il 31 gennaio sono state controllate ai caselli, nelle stazioni e negli aeroporti 772 persone vicine ai centri sociali.
Tra queste sono stati identificati 54 stranieri: in particolare, 35 francesi, 3 turchi, 2 svizzeri, oltre a marocchini, spagnoli, polacchi, inglesi, tedeschi, un australiano, un nepalese ed un messicano.
Vogliono una cosa sola: scatenare una rivoluzione violenta contro lo Stato per imporre un comunismo egualitarista ed anarchico.
È coerente con questo modello il comunicato delirante diffuso dagli antagonisti di Askatasuna dopo i drammatici fatti di Torino.
In esso han definito «un successo al di là di tutte le aspettative» ed «una vera boccata di ossigeno» le devastazioni e le violenze commesse, culminate nel massacro di un poliziotto.
Hanno dichiarato di sentirsi, in quelle ore terribili, «più forti e meno soli». Il che è certo, avendo ricevuto “rinforzi” dall’eversione internazionale.
Non possiamo cedere ai ricatti di questa flottiglia di pirati, pronta a far la Rivoluzione. Non vanno sottovalutati, come non lo furono durante i tristi Anni di Piombo.
Dobbiamo reagire! E la prima cosa da fare è informare. Aiutaci, con la tua migliore offerta, a promuovere una vasta campagna d’informazione e sensibilizzazione online.
Fermiamo l’eversione “rossa”!