In Cina nuova, pesante stretta del regime comunista contro la Chiesa

In Cina nuova, pesante stretta del regime comunista contro la Chiesa

È bastato un anno per strozzare la Chiesa Cattolica a Shanghai.

La Cattedrale di Xujiahui, intitolata a Sant’Ignazio, è chiusa ai visitatori e nel suo negozio interno non è più possibile acquistare né la Bibbia, né libri di teologia o di preghiera.

Questi testi sono stati tutti ritirati dal regime. E non si tratta di un caso isolato: dallo scorso giugno sono spariti anche da tutte le chiese di Pechino. Non sono più in vendita.

In merito un accurato rapporto, ovviamente anonimo per ragioni di sicurezza, datato primo agosto 2026, è stato diffuso sul social “X” dalla dissidenza all’estero.

Non solo. In Cina i pellegrinaggi al di fuori della regione di residenza sono stati cancellati. Per essere effettuati, occorre sottoporsi a procedure di autorizzazione estremamente complesse.

Ed alle parrocchie è stato affidato il compito di segnalare eventuali trasgressori. Ma la stretta imposta dalle autorità cinesi ha colpito anche il mondo virtuale.

La app cattolica cinese «Wan You Zhen Yuan» ha interrotto bruscamente la trasmissione quotidiana in cinese del S. Rosario in diretta dal Santuario di Lourdes.

Inoltre, ha dovuto sospendere i propri video informativi, nonché tutti i corsi di formazione spirituale online.

A darne notizia è stata «ChinaAid», un’organizzazione internazionale per i diritti umani di ispirazione cristiana fondata nel 2002.

Ma non basta: da agosto le pompe funebri di Shanghai si rifiutano di celebrare i funerali cattolici. Ed il peggio deve ancora venire.

Un cristiano è stato arrestato perché stava ascoltando la Bibbia in auto, grazie ad una chiavetta Usb collegata all’impianto stereo. Incredibile!

Stava compiendo con la sua famiglia un lungo viaggio, quando, ad un posto di blocco, la Polizia ha scoperto la chiavetta.

L’uomo ha cercato di giustificarsi dicendo di credere in Gesù, ma, così facendo, ha solo peggiorato la situazione.

Gli agenti hanno ordinato alla moglie di portar via i figli, tra cui un bimbo di pochi mesi. È stata accolta temporaneamente da un’altra famiglia cristiana residente nei pressi.

Per diversi giorni non ha avuto notizie di suo marito. Poi ha saputo che sarebbe rimasto in stato di fermo per altri quindici giorni, benché non sia stata formulata contro di lui alcuna accusa concreta.

Episodi come questo stanno diventando sempre più frequenti nella Cina comunista. I controlli del regime si stanno inasprendo più di quanto già non fossero.

Possono contare, del resto, su di un inatteso alleato: il silenzio complice e l’indifferenza totale dei grandi media occidentali, che non riportano queste notizie.

Per questo crediamo che tutti noi abbiamo un compito preciso, molto importante: far sapere quel che davvero accade in questa regione del mondo!

Per farlo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Solo informando, potremo sperare che sempre più genti preghi per le sorti della Chiesa cinese, la aiuti quando possibile e soprattutto faccia pressioni sui governi, affinché inizino a protestare.

Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non potremmo farcenecarico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante: tutto questo dimostra infatti, una volta di più, come l’accordo provvisorio tra la Cina ed il Vaticano (il cui testo ufficiale e completo non è mai stato reso pubblico) sia fallito.

La realtà è che la persecuzione del clero e dei fedeli avanza e ci si difende come si può. Almeno dieci nuovi Vescovi sono stati consacrati in segreto nella sola provincia del Fujian.

E questo è avvenuto per il timore concreto che in quella zona l’integrità della fede cattolica potesse essere compromessa.

Secondo il prof. Anthony E. Clark, docente di Storia cinese alla Whitworth University di Spokane, c’è, in effetti, qualcosa che alimenta e dà forza alla fede in Cina.

La spina dorsale dell’identità cattolica è costituita dalla memoria dei tanti martiri e dei confessori delle fede.

Vengono commemorate tutte quelle figure di religiosi, che si sono fermamente rifiutati di aderire alla cosiddetta “Chiesa Patriottica” o di Stato, guidata di fatto dal Partito Comunista.

Ad esempio, il gesuita Padre Zhu Hongsheng (1916-1993), che trascorse più di 31 anni nelle prigioni cinesi senza mai rinnegare la propria fede.

Oppure Padre Stanislas Shen Baishun (1903-1985), che venne accusato dal regime di essere guidato da «forze straniere ostili».

Questa resistenza all’Associazione Patriottica costituisce uno dei tratti distintivi della Chiesa cattolica, già a partire dagli Anni Cinquanta.

Secondo il prof. Clark, i confini tra le comunità registrate “ufficiali” e quelle non registrate, quindi clandestine, sono alquanto labili.

I fedeli di entrambe si rispettano e si considerano tutti appartenenti alla stessa Chiesa. Ciò a cui entrambi si oppongono, invece, sono le politiche governative, visceralmente anticristiane.

I vescovi “patriottici” non godono affatto della fiducia dei credenti. La situazione è precipitata proprio dopo la formalizzazione dell’accordo sino-vaticano del 2018.

Il vescovo Peter Shao Zhumin, nominato nel 2007 da Benedetto XVI, viene periodicamente arrestato e sottoposto a “rieducazione” per essersi rifiutato di aderire all’Associazione Patriottica.

Suore, sacerdoti e laici, che ottengono visti turistici per recarsi in pellegrinaggio fuori dalla Cina, vengono arrestati al loro rientro in Patria.

Fino al 90% delle cappelle clandestine della regione di Wenzhou sono state confiscate oppure chiuse.

Il prof. Clark ha descritto i modi ingegnosi con cui i Cattolici cinesi riescono ad aggirare le restrizioni, che il regime vorrebbe loro imporre.

Ma l’eliminazione della religione in Cina è un programma graduale ed accuratamente pianificato dal Partito Comunista al potere.

È assolutamente necessario ed urgente, pertanto, pregare per questi nostri fratelli nella fede, dimenticati dal mondo ed abbandonati alle persecuzioni di cui sono vittime.

Ma, per poterlo fare, occorre innanzi tutto che la gente sappia.

Aiutaci anche tu, con la tua migliore offerta, a promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione online.

Difendiamo i Cristiani in Cina!

 

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