In Nigeria muore un Cristiano ogni ora e mezza

In Nigeria muore un Cristiano ogni ora e mezza

C’è chi parla di 15 morti, chi di 41.

Ma il valzer delle cifre conta poco: ciò che realmente conta è che altro sangue cristiano è stato versato in Nigeria, nello Stato del Plateau per la precisione, tra il 21 ed il 25 settembre.

La firma è sempre la stessa, quella del terrorismo islamico. Che, durante gli attacchi, ha pure sequestrato un centinaio di persone innocenti.

Ancora una volta villaggi devastati, famiglie che piangono i propri cari, morti o rapiti, intere popolazioni evacuate e costrette all’esilio.

Il copione è sempre quello, ma il dramma nel dramma è che nessuno ne parla. Sono tra i pochi a farlo, «voce di uno che grida nel deserto» (Mc 1, 3). E noi questo lo troviamo davvero sconcertante!

Perché il mondo tace, indifferente, di fronte alla tragedia che si consuma, giorno dopo giorno, lasciando alle forze del male piena libertà d’azione nella certezza della più totale impunità?

In Nigeria muore un Cristiano ogni 86 minuti, in pratica uno ogni ora e mezza: lo rivela il rapporto pubblicato lo scorso 18 settembre dall’organizzazione Equipping The Persecuted.

In tutto, tra il primo gennaio e l’8 settembre di quest’anno, nel Paese, sono stati barbaramente trucidati ben 4.216 Cristiani. 

Questo bilancio è stato redatto sulla scorta delle informazioni raccolte sul campo e delle testimonianze dei sopravvissuti.

Questo significa che ogni giorno vengono uccisi quasi 17 fedeli di Cristo per il solo fatto di essere tali. E questo avviene nel silenzio e nell’indifferenza più totale del mondo. È spaventoso!

Per questo troviamo necessario far sapere, senza sosta, quel che realmente sta accadendo in questa regione del mondo.

Solo così potremo pregare per loro e cercare di aiutarli, ricorrendo ai canali ufficiali della Chiesa. Dobbiamo spezzare tutti insieme l’omertà complice, che cerca di nascondere questa tragedia!

Ecco perché ho deciso di lanciare una nuova campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Vedi, gli attacchi proseguono a ritmo sostenuto: solo nello scorso mese di settembre, si sono registrati in media almeno 35 morti ed oltre 70 sequestri a settimana.

La situazione è particolarmente grave nel Middle Belt, una regione del centro della Nigeria, dove convivono popolazioni di diverse etnie e confessioni religiose.

Qui da diversi anni i villaggi agricoli a maggioranza cristiana subiscono pesanti attacchi, durante i quali avvengono autentiche stragi, saccheggi ed evacuazioni forzate.

Qui la vita quotidiana è scandita dalla paura, dal lutto e dall’esperienza dell’esilio: vi sono oltre cinque milioni di Cristiani sfollati, che hanno abbandonato più di 600 comunità distrutte o svuotate.

Qui, per le famiglie coinvolte, la fuga significa abbandonare la propria casa, i terreni agricoli ed i mezzi di sussistenza, in pratica vuol dire perdere tutto.

Molti trovano rifugio nei campi profughi oppure presso familiari residenti altrove, senza nemmeno sapere se un giorno potranno tornare o meno al proprio villaggio.

Questo esodo continuo compromette la continuità della vita ecclesiale: la dispersione dei fedeli indebolisce le parrocchie, interrompe il catechismo e priva le comunità dei luoghi di preghiera.

In molte, troppe località ormai la presenza cristiana, radicatasi nel tempo e costruita nel corso di intere generazione, rischia ormai di scomparire. Per sempre.

Non possiamo permettere tutto questo! Dobbiamo far sapere quel che accade e fare pressioni nel mondo per por fine a questo massacro!

Ricordiamoci quel che ci ha detto Nostro Signore: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25, 40).

Aiutaci con la tua migliore offerta a promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione online!

Difendiamo tutti insieme la nostra Fede!

 

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