In Svizzera il 60% dei richiedenti asilo ha commesso reati. E in Italia…
La Svizzera è scossa dalla criminalità straniera.
Secondo i dati diffusi, ben il 60% dei richiedenti asilo nordafricani si rende, infatti, responsabile di reati durante il periodo di soggiorno nel vicino Paese.
E ciò avviene, nonostante lo scorso anno sia stato accolto solo lo 0,3% delle domande presentate da algerini, lo 0,7% di quelle presentate da marocchini ed il 2,5% di quelle presentate da tunisini.
Eppure le richieste continuano a giungere a valanga: presentarle consente di restare in Svizzera quanto meno per tutto l’iter procedurale e spesso anche oltre.
Molti di loro, infatti, “scompaiono” e diventano «Harraga», termine che indica chi brucia i propri documenti e, come un “fantasma”, si sposta da una città all’altra, vivendo di espedienti.
Ovviamente la maggior parte delinque, come riportato da uno studio condotto dalla società di consulenza Ecoplan, su commissione del governo federale e dei cantoni.
In Turgovia i furti d’auto sono aumentati del 242%: di oltre la metà dei casi risultano autori proprio i richiedenti asilo nordafricani, molti dei quali recidivi.
Lo stesso capita anche in Argovia e poi a Zurigo, Soletta e San Gallo. Per far fronte all’ondata di criminalità, si son dovuti aumentare i pattugliamenti ed accelerare i procedimenti giudiziari.
La gente non ne può più, come ha evidenziato ampiamente la stampa, in particolare il quotidiano NZZ am Sonntag, 20 Minuten e Remix News.
C’è solo un sistema per risolvere tutto questo: bloccare gli sbarchi dei clandestini! Ed oggi noi abbiamo due modi concreti ed efficaci, per conseguire questo obiettivo.
Il primo modo consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo l’immigrazione irregolare!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché ponga totalmente fine ai flussi di stranieri, che giungono senza aver le carte in regola, portando disordine e criminalità.
Il secondo modo consiste nel sostenere quest’iniziativa, promuovendo contemporaneamente una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consenta di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha però un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È importante, perché la Svizzera si trova a due passi dall’Italia e da noi non si vive certo una situazione migliore.
Che qui, infatti, le cose non vadano diversamente, lo provano i dati ufficiali diffusi dal Ministero di Giustizia ed aggiornati allo scorso 31 ottobre.
A quella data gli stranieri presenti nelle carceri italiane risultano essere in tutto 20.099, pari al 31,6% del totale dei detenuti.
Negli istituti penali per i minori le cose vanno ancora peggio, in quanto si supera addirittura il 50% del totale.
Si tratta di percentuali assurde, enormi, specie tenendo conto del fatto che gli stranieri residenti nel nostro Paese non raggiungono neanche il 9,2% della popolazione complessiva.
Dietro le sbarre finiscono per lo più marocchini, rumeni, albanesi, tunisini, nigeriani. In Italia la criminalità, nonostante gli sforzi egregi compiuti dalle forze dell’ordine, è difficilmente gestibile.
Ed una magistratura, sin troppo conciliante verso gli autori di questi reati, li rimette ben presto in circolazione, vanificando così il lavoro di Polizia e Carabinieri, stanchi di esser presi in giro.
Un esempio: nei giorni scorsi a Sondrio una 54enne è stata letteralmente lapidata in pieno giorno da uno sconosciuto, un 37enne congolese richiedente asilo. La donna è rimasta sfigurata.
Oggi si nutre solo di liquidi e beve con la cannuccia, perché non riesce a portare il bicchiere alla bocca a causa delle ferite riportate. È costretta ad assumere antidolorifici per far fronte al dolore.
Il colpevole è stato arrestato ed è finito in carcere, ma presto verrà trasferito in una struttura apposita con reparto psichiatrico. Il tutto a nostre spese, ovviamente…
La popolazione ha paura di fronte al’imperversare della delinquenza, sostanzialmente impunita. Oggi dilagano persino le baby-gang organizzate, costituite spesso da immigrati o figli di immigrati.
Basta con le chiacchiere perbeniste! Noi Italiani una scelta ce l’abbiamo ancora: pretendere espulsioni immediate e bloccare gli ingressi di clandestini alle frontiere.
Sbarriamo l’ingresso ai criminali!