Non chiudete quella porta!

Non chiudete quella porta!

Il prete bussa alla tua porta per benedire la casa? Sanzionato!

I volontari vogliono consegnarti personalmente l’ultima copia del bollettino parrocchiale e suonano il campanello di casa? Multa!

La grande stampa non ne parla, ma in molti Comuni della Bulgaria, ormai, funziona così: il metodo porta-a-porta viene ammesso per tutto e per tutti, meno che per fini religiosi.

È accaduto a Šumen ed in molte altre città: le autorità municipali han cominciato a sanzionare a più non posso chiunque osasse presentarsi alla porta con aspersorio, immaginette o avvisi sacri.

In queste città si possono vendere impunemente porta-a-porta aspirapolvere, cosmetici, enciclopedie, fiori e tappeti, ma è assolutamente vietata qualsiasi forma di apostolato attivo.

È questa la nuova frontiera, escogitata da atei, wokisti e laicisti, per scatenare una grave forma di discriminazione – ma potremmo dire tranquillamente di persecuzione – contro i Cristiani.

E chi ha torto sono proprio i Comuni! Ma pochi sanno che è vietato sanzionare purchessia per motivi religiosi.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, questo, lo ha chiarito più volte e molto bene ed ha fermato quanti si illudessero di mettere al bando gruppi missionari, parrocchiali e sacerdoti!

Il porta-a-porta non è riconosciuto, infatti, dalla Corte come un’ingerenza nell’esercizio del diritto al rispetto del domicilio, tutelato dall’art. 8 della Convenzione europea.

Al contrario, vietare tale attività sì, costituirebbe una violazione ingiustificata degli art. 9 e 10 della medesima Convenzione, quelli relativi alla libertà di pensiero, di religione e di espressione.

Il problema è che, se lasciamo passare sotto silenzio notizie come questa, assolutamente taciuta dalla grande stampa, a qualche altro Sindaco potrebbe saltare il grillo di fare altrettanto!

Il “modello Bulgaria” potrebbe ben presto essere adottato anche altrove, magari da qualche Comune “rosso” o “verde” della nostra Italia!

Per questo è bene che parrocchie e gruppi ecclesiali sappiano di non poter essere sanzionati, qualora bussassero alle porte, casa per casa, per motivi di apostolato!

È necessario lanciare l’allarme con una vasta campagna d’informazione e condannare tutti insieme abusi come quelli perpetrati dalle autorità municipali bulgare!

A questa nuova “caccia al Cristiano”, noi non ci stiamo! E vogliamo che si sappia! I social rappresentano allora il modo più veloce ed efficace, per arrivare a tanti in poco tempo.

Più saremo a reagire, più scoraggeremo i “wokisti” di tutta Europa dal perseguire il cattivo esempio dei Sindaci, votatisi a questa nuova, ma illegale discriminazione anticristiana.

Diffondere la notizia, però, ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!

E c’è di più: le autorità municipali bulgare non hanno mai dimostrato la sussistenza di disturbi concreti e ripetuti, di gravità tale da giustificare una limitazione coercitiva di tale portata.

I Comuni hanno contestato, al massimo, il carattere sgradito ed indesiderabile di alcune visite a domicilio, ma non basta questo per sanzionare chicchessia!

In una società come l’attuale, che si pretende democratica, pluralista e tollerante, l’essere esposti a idee o convinzioni religiose che non si condividono, non giustifica divieti, multe e censure.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo capovolge anzi l’accusa: sono i Comuni sanzionanti a non essere in regola con la legge! Perché? È presto detto!

Perché, assimilando il porta-a-porta per fini religiosi ad una violazione del diritto al rispetto del domicilio, essi violano l’obbligo di neutralità e imparzialità proprio delle istituzioni.

Secondo la Corte, l’ingerenza delle autorità municipali in materia non risponde ad un imperativo sociale e non è proporzionata allo scopo perseguito.

In una parola, sono i Comuni a trovarsi dalla parte del torto ed a violare apertamente l’art. 9 della Convenzione europea relativo alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

Se però facciamo finta di niente, in altre città ed in altri Stati qualcuno potrebbe tentare la via coercitiva e discriminare a colpi di sanzioni i Cristiani nel loro apostolato, parrocchiale e non.

Per questo dobbiamo denunciare quanto avvenuto in Bulgaria e chiarire bene che si tratta di abusi belli e buoni, di forme persecutorie inaccettabili!

Aiutaci, con la tua migliore offerta, a farlo sapere a tutti!

Difendiamo la nostra fede!

 

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