Quando il pallone perseguita i Cristiani

Quando il pallone perseguita i Cristiani

Ricordiamo bene quella data… Era il 29 marzo 2025.

Quel giorno gli ultras tedeschi del Kaiserlautern inscenarono una coreografia sfacciatamente satanica con tanto di invocazione in latino a Lucifero.

È avvenuto al Fritz Walter Stadium, durante la partita contro il Fortuna Düsseldorf. Un’immensa massa di tifosi ha composto prima un pentacolo rosso capovolto.

Poi ha formato uno striscione evocante l’angelo ribelle, affinché, risorgendo dagli abissi, prendesse le loro anime.

Infine, il pentacolo si è trasformato nella sagoma di un demonio alato con una seconda invocazione, sempre in latino, che lo invitava ad apparire ed a governare il mondo.

Uno spettacolo davvero agghiacciante… Eppure nessuno ha trovato da ridire, la società non è stata multata e sono stati pochi anche i giornali che hanno ripreso la notizia.

26 febbraio 2026: i tifosi serbi della Stella Rossa di Belgrado, durante la partita di Europa League contro il Lille, hanno creato ben altra coreografia.

Hanno composto un’icona di San Simeone accompagnata dallo striscione: «Che la nostra fede vi conduca alla vittoria».

Durante quella partita, in campo, è volato di tutto, dai lanci di oggetti all’uso di fumogeni, il che ha costretto addirittura a tardare il fischio d’inizio.

Eppure tutto questo è rimasto impunito. I dirigenti della Uefa sono balzati sulle loro sedie solo quando hanno visto quel simbolo cristiano!

E così, riunitisi lo scorso 25 marzo, hanno deciso di infliggere alla società serba una sanzione economica di ben 95.000 euro! Uno sproposito…

E perché? Perché, secondo loro, gli ultras della Stella Rossa avrebbero lanciato «un messaggio non appropriato per un evento sportivo» ed avrebbero «screditato il calcio e l’Uefa».

Come avrebbero causato tutto questo? C’è di che restare allibiti! Due pesi, due misure: siamo di fronte ad un criterio vergognoso e gravemente discriminatorio nei confronti della Fede cristiana!

Numerosi commentatori hanno accolto con stupore ed indignazione questo provvedimento, ingiustamente lesivo nei confronti dell’identità europea, che fino a prova contraria è cristiana.

Ma come? Evocare Lucifero va bene, mentre invocare un santo cristiano in modo pacifico e non violento, invece, no? È una presa in giro, questa?

Qui il calcio non c’entra più niente, qui si è di fronte ad un atto di aperta ostilità ideologica e di crescente intolleranza nei confronti di qualsiasi espressione pubblica della nostra Fede.

A scriverlo a chiare lettere, nero su bianco, è stato l’eurodeputato greco Fragkos Emmanouil Fragkoulis, in una lettera inviata al commissario europeo per lo Sport.

Nella missiva si è detto seriamente preoccupato da quest’andazzo: l’applicazione selettiva delle norme da parte della Uefa fa emergere un «chiaro doppiopesismo».

«Non si può invocare la neutralità quando la fede viene trattata in modo discriminatorio», ha commentato.

Ed è vero. Anche in questo caso la grande stampa è rimasta stranamente muta di fronte ad abusi evidenti, cui non ha dato spazio, come se nulla fosse accaduto.

E questo la dice lunga non solo sul livello raggiunto dai vertici sportivi, ma anche sulla qualità dell’informazione. Invece queste sono notizie che è giusto che la gente sappia!

Ingiustizie e discriminazioni contro i Cristiani ed il Cristianesimo passano anche e soprattutto attraverso vicende come questa, tutt’altro che secondarie…

Se nessuno protesta, se si sorvola su questi fatti è come se si desse ai nemici della Fede il cappio della corda con cui impiccarci!

Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione attraverso i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante, perché non si è trattato di semplici casualità o di eventi sporadici: lo scorso 12 marzo, infatti, si è ripetuto identico lo stesso ignobile copione.

Quel giorno i tifosi del Losc Lille, durante la partita di Europa League disputata allo stadio Pierre-Mauroy contro gli inglesi dell’Aston Villa, hanno proposto una coreografia particolare.

Hanno raffigurato una gigantesca immagine di santa Giovanna d’Arco con la spada e sotto uno striscione in inglese, che recitava: «I francesi non muoiono mai».

Immediatamente è intervenuta l’Uefa, che ha sanzionato la squadra francese con l’incredibile accusa di «incitamento all’odio»! Il tutto, tradotto in cifre, ha significato una multa da 82.750 euro.

Non dimentichiamoci che stiamo parlando della stessa Uefa, che ha promosso per anni campagne legate alla propaganda delle lobby Lgbt ed al movimento Black Lives Matter.

Negli stadi si vede di tutto: bandiere palestinesi, stendardi indipendentisti catalani, saluti militari, braccialetti “arcobaleno”, messaggi ideologici e politici…

In questi casi tutto va bene, nessuno interviene, né ha alcunché da ridire… Invece le autorità sportive si fanno sentire solo quando vengono proposte coreografie e simbologie cristiane…

Qui in ballo non c’è più il calcio in quanto tale: quella che emerge è un’ignobile farsa ideologica e prevaricatoria, di fronte alla quale non possiamo più restare in silenzio!

Il fatto che un’icona di San Simeone o un’immagine di Santa Giovanna d’Arco vengano considerate inappropriate rivela fino a che punto la Fede, per tanti, sia diventata scomoda.

Lo è almeno per quei “salotti buoni”, che gestiscono il potere economico e decisionale, anche in ambito sportivo… Tutto questo è indice dell’apostasia pratica, che sta corrodendo l’Europa!

Laddove un tempo il Cristianesimo era riconosciuto come radice e fonte della nostra civiltà, oggi viene trattato come presenza “sospetta” da emarginare ingiustamente, senza motivo.

Le sanzioni emesse dalla Uefa non hanno colpito solo le rispettive società e le loro tifoserie: rappresentano un monito anche a quanti vogliano esprimere pubblicamente la propria fede.

A minacciarli sono punizioni economiche e ritorsioni. Gli ideologismi di qualsiasi natura, invece, troveranno solo comprensione, tutela ed accoglienza.

Siamo di fronte ad una discriminazione evidente ed ignobile. Noi non ci stiamo! E tu? Non possiamo restare in silenzio, dobbiamo anzi denunciare quanto accade a voce alta!

Visto che i media tacciono, aiutaci, con la tua migliore offerta, a diffondere e far circolare il più possibile queste notizie, promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione!

Fermiamo la persecuzione anticristiana negli stadi!

 

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