Quante vite dovranno ancora essere spezzate dalla legge sulla blasfemia?

Quante vite dovranno ancora essere spezzate dalla legge sulla blasfemia?

Amir Peter, cattolico pakistano di 60 anni, è morto il 1° luglio 2026 dopo quasi un anno trascorso in custodia cautelare in Pakistan. Era stato arrestato il 19 luglio 2025 in seguito a una lite con un commerciante che lo aveva accusato di aver insultato il profeta Maometto. Una commissione medica aveva già stabilito che soffriva di demenza avanzata e non era in grado di affrontare un processo, ma la richiesta di rilascio non è mai arrivata in tempo.

LA VICENDA

Secondo quanto riportato da La Nuova Bussola Quotidiana, tutto sarebbe nato da un banale litigio commerciale. Amir Peter aveva contestato il prezzo di una merce acquistata. Poco dopo, il commerciante musulmano lo avrebbe denunciato sostenendo che avesse pronunciato frasi offensive contro il profeta Maometto.

In Pakistan accuse di questo tipo hanno conseguenze gravissime. Chi viene arrestato per blasfemia può trascorrere anni in carcere prima della conclusione del processo e porta spesso con sé, anche in caso di assoluzione, il peso sociale dell'accusa.

Durante la detenzione, secondo il racconto del fratello, padre Henry Paul, parroco della chiesa di San Francesco a Kot Lakhpat, Amir avrebbe riferito ai familiari di essere stato picchiato e sottoposto a pressioni affinché confessasse.

UNA LIBERTÀ CHE NON È MAI ARRIVATA

Come racconta AsiaNews, una commissione del Punjab, la Institute of Mental Health, aveva dichiarato Amir Peter mentalmente non idoneo a sostenere un processo. Per questo motivo l'organizzazione Christians' True Spirit aveva presentato una richiesta di libertà provvisoria per ragioni mediche.

Nel frattempo, però, le sue condizioni continuavano a peggiorare.

La direttrice dell'organizzazione, Katherine Sapna, ha dichiarato: «È straziante che, nonostante tutti i nostri sforzi, sia andato incontro al Signore prima che potessimo garantirgli la libertà da questa falsa accusa».

Secondo gli avvocati della difesa, nonostante il rapido deterioramento delle condizioni fisiche e mentali, Amir non avrebbe ricevuto cure adeguate durante la detenzione.

IL PROBLEMA DELLE FALSE ACCUSE

Il caso di Amir Peter non rappresenta soltanto una tragedia personale.

Le accuse di blasfemia possono essere utilizzate anche come strumento di vendetta personale o di pressione economica. Proprio questo sarebbe avvenuto nel caso di Amir, denunciato dopo una semplice discussione sul prezzo di una merce.

La legislazione richiamata nel procedimento, la Sezione 295-C, prevede addirittura la pena di morte obbligatoria in caso di condanna per offese al profeta Maometto.

Un'accusa di questo genere può quindi cambiare radicalmente la vita di una persona ancor prima che venga pronunciata una sentenza.

LA VOCE DELLA CHIESA CATTOLICA

Secondo quanto riferisce Agenzia Fides, la comunità cattolica di Lahore ha accompagnato Amir Peter fino all'ultimo.

Durante i funerali, l'arcivescovo Khalid Rehmat ha ricordato: «Amir Peter è rimasto saldo nella sua fede fino all'ultimo respiro. Ha vissuto tutta la sua vita secondo i valori del Vangelo».

Lo stesso documento richiama anche il caso di Nadeem Masih, cattolico cieco dalla nascita rimasto in carcere per circa dieci mesi prima di essere assolto, poiché il giudice ha ritenuto che le accuse fossero state «fabbricate ad arte».

Padre Qaiser Feroz ha quindi lanciato un appello netto: «La legge sulla blasfemia in Pakistan viene costantemente abusata e manipolata con false accuse, formulate per vendette personali».

Le autorità ecclesiali e le organizzazioni che hanno seguito il caso chiedono ora un'indagine trasparente sulle circostanze della morte di Amir Peter e maggiori tutele per chi viene incarcerato sulla base di accuse che potrebbero rivelarsi infondate.

La vicenda di Amir Peter ricorda quanto possa essere devastante una semplice accusa quando il diritto alla difesa e la tutela della dignità della persona risultano compromessi. 

Resta una domanda difficile da ignorare: quante altre vite dovranno essere spezzate prima che giustizia e verità prevalgano sulle false accuse?

 

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