Soldi stranieri per islamizzare l’Italia
Questa volta non si tratta “solo” di islamizzazione…
C’è molto di più! Nella Grande Moschea di Roma si è tenuto da poco un seminario per formare nuovi imam e guide spirituali da inviare poi in tutta Italia. E già questo non va bene.
Ma quel che è peggio è che l’iniziativa è stata posta sotto l’egida diplomatica dell’Ambasciata saudita a Roma. E questo decisamente è inaccettabile!
Perché? Perché l’iniziativa è frutto della sinergia tra il Centro Islamico Culturale d’Italia ed il Ministero degli Affari islamici, della Da’wah e dell’Orientamento del Regno dell’Arabia Saudita.
Riad ha peraltro organizzato corsi analoghi, più o meno nello stesso periodo, anche in Etiopia, Camerun, Gibuti, Thailandia, Bosnia ed Erzegovina.
Tutto questo con l’intento, prima di tutto politico, di affermarsi sulla scena internazionale quale custode e propagatore dell’islam.
Ma l’ingerenza straniera nelle strategie nazionali rappresenta un grosso problema. Non possiamo accettare che dall’estero provengano soldi per pagare progetti ideologici e di propaganda!
Il nostro è un Paese cristiano per storia, cultura, tradizioni, fede e identità! Non possiamo accettare che il suo volto venga sfigurato con idee e credenze a noi del tutto estranee.
Non possiamo soprattutto restare passivi ed indifferenti di fronte ad un processo di progressiva ed aggressiva islamizzazione dell’Italia. Non siamo disposti a farci colonizzare!
Oggi possiamo porre un freno a tutto questo, sottoscrivendo la petizione «La tua firma contro il radicalismo islamico», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché si adoperi per bloccare un fenomeno, alimentato con flussi importanti di denaro proveniente da Stati esteri.
Perché quest’iniziativa abbia successo, è necessario però sostenerla, promuovendo contemporaneamente una vasta campagna di sensibilizzazione.
I social rappresentano il mezzo più idoneo, veloce ed efficace, perché consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È importante: nel nostro Paese i capitali esteri, provenienti per lo più dai Paesi del Golfo, hanno permesso finora di erigere i principali luoghi di culto islamici ed opere faraoniche.
Per consentire tutto questo, sono state strutturate specifiche Ong. Ma questi progetti non sono frutto di semplice filantropia, bensì di un progetto politico, pianificato a tavolino.
Sovvenzionare la costruzione di una moschea significa acquisirne il controllo teologico e trasformarla in un avamposto strategico per diffondere l’islam in Italia.
L’idea che l’Arabia Saudita o qualunque altra potenza straniera possano plasmare direttamente la classe dei futuri imam non rappresenta solo una pericolosa ingerenza geopolitica.
Apre anche la possibilità di uno stravolgimento inquietante e profondo delle nostre radici e del nostro tessuto sociale, etico ed istituzionale, in grado di deformare il volto del nostro Paese!
E non fa dormire sonni tranquilli il fatto che il seminario per imam organizzato presso la Grande Moschea di Roma sia stato promosso dal ministero saudita della Da’wah.
Questo svela la vera natura dell’intera operazione: non un’attività missionaria o umanitaria, bensì una precisa strategia di pressione politica.
L’operazione si pone un obiettivo chiaro, quello di islamizzare il nostro tessuto civile e di erodere gradualmente la nostra democrazia, rimpiazzandola con la sharia, la legge islamica.
Difendiamo le nostre radici cristiane!