
Sotto attacco perché cristiani: il mondo tace, noi NO!
Mentre i riflettori mediatici restano puntati su ben altri palcoscenici, nelle tenebre dell’indifferenza internazionale si consumano tragedie atroci, sempre più feroci, sempre più dimenticate.
Il sangue dei cristiani, inermi e silenziosi, continua a scorrere. E lo fa nell’indifferenza quasi totale di governi, istituzioni e opinione pubblica.
Cisgiordania: nel mirino la comunità cristiana di Taybeh
Nella notte tra il 27 e il 28 luglio, il villaggio cristiano di Taybeh, vicino Ramallah, è stato nuovamente aggredito da coloni israeliani.
Auto incendiate, muri imbrattati da scritte d’odio, terrore nella notte.
Tra le vittime dell’intimidazione, un giornalista e un leader religioso. “La mia più grande paura era per mio figlio di due anni” ha detto Jeries Azar, costretto a fuggire in piena notte con la famiglia.
Un’altra aggressione in una lunga serie.
Il parroco locale, p. Bashar Fawadleh, lo ripete da mesi: la violenza è sistematica, pianificata, crescente.
Eppure, nessuna misura concreta, nessun arresto, nessuna voce da parte delle cancellerie occidentali.
Egitto: convertirsi al cristianesimo è reato
Il 15 luglio, Saeid Mansour Abdulraziq, ex islamista convertito al cristianesimo, è stato arrestato al Cairo con l’assurda accusa di terrorismo.
La sua colpa? Aver chiesto che i suoi documenti riflettessero la nuova fede.
Una richiesta “scomoda”, che l’ha portato direttamente in prigione. In Egitto, chi si converte al cristianesimo viene isolato, minacciato, perseguitato.
“Migliaia di cristiani vivono nel terrore”, ha dichiarato l’avvocato Saeid Fayaz.
Le leggi sulla blasfemia, l’intolleranza culturale e l’impunità sociale trasformano la vita dei convertiti in un calvario.
In nome di quale giustizia può un uomo essere trattato da nemico pubblico per aver scelto Cristo?
È proprio per raccontare queste storie che la nostra voce deve farsi più forte!
Ogni giorno, attraverso la nostra vasta campagna di sensibilizzazione online, ci impegniamo a documentare, informare, denunciare. Ma per continuare a farlo, abbiamo bisogno del tuo sostegno!
La tua donazione è un atto concreto di solidarietà, un gesto che rompe l’isolamento delle vittime, dà forza a chi non ha voce e costruisce una rete di consapevolezza che nessuna censura può spegnere.
Congo: una chiesa trasformata in un mattatoio
Nella notte tra il 26 e il 27 luglio, la parrocchia della Beata Anuarite a Komanda, nell’Ituri, è stata invasa dalle ADF (Forze Democratiche Alleate).
Più di 40 cristiani sono stati massacrati con i machete.
Molti erano in preghiera, altri sono stati uccisi nelle loro case, bruciate con loro dentro. I resti carbonizzati parlano più di qualunque parola.
L’intera comunità è fuggita, la parrocchia è stata chiusa e il vescovo ha sospeso le attività a tempo indeterminato.
Il silenzio delle forze ONU e dell’esercito congolese, presenti a pochi chilometri, è agghiacciante.
La Caritas locale denuncia apertamente: “Lo stato d’assedio è un fallimento. L’impunità regna. Le autorità sono complici.”
La voce del Papa: un appello che non può cadere nel vuoto
Al termine dell’udienza generale, Papa Leone XIV ha pronunciato parole chiare, dure e vere:
“Prego per i feriti e per i cristiani che nel mondo continuano a soffrire violenze e persecuzioni. Esorto quanti hanno responsabilità a livello locale e internazionale a collaborare per prevenire simili tragedie.”
È un appello che non può essere ignorato! Non è solo una questione religiosa: è una questione umana, di giustizia e di dignità.
Non lasciamo che il silenzio uccida due volte. Abbiamo scelto di stare dalla parte della verità, anche quando costa. Ma non possiamo farlo da soli.
La nostra campagna online, tramite Facebook, sta già raggiungendo migliaia di persone in tutto il mondo. Con una piccola donazione, puoi diventare parte attiva di questo sforzo!
Ogni cristiano perseguitato, ogni chiesa bruciata, ogni fedele imprigionato o massacrato ci riguarda. Nel silenzio del mondo, grida la Croce!