Tradire un Cristiano in Cina frutta tra i 14 ed i 1.400 dollari

Tradire un Cristiano in Cina frutta tra i 14 ed i 1.400 dollari

Sai quanto può valere tradire un Cristiano? Dai 14 ai 1.400 dollari!

Può sembrare incredibile, eppure è quanto ha denunciato nelle scorse settimane la rivista internazionale Bitter Winter, specializzata nella libertà religiosa e i diritti umani in Cina.

Ha addirittura precisato quale sia il tariffario della delazione contro la “Chiesa clandestina” ovvero quella non sottomessa al Partito Comunista.

Le “segnalazioni ordinarie” fruttano tra i 14 ed i 140 dollari. L’assistenza nella repressione di gruppi o membri religiosi illegali può far guadagnare, invece, tra i 140 ed i 420 dollari.

Se le segnalazioni coinvolgono organizzazioni religiose all’estero (come potrebbe essere la Chiesa di Roma, ad esempio) sono previste ricompense tra i 420 ed i 700 dollari.

L’identificazione di figure-chiave all’estero e le rivelazioni circa le loro reti nazionali possono fruttare tra i 700 ed i 1.400 dollari.

E questo è quel che avviene ormai in diverse regioni della Cina come Guangzhou, Nanchang, Chengdu, Honghe.

In queste ed altre località sono previste ricompense e garantita totale riservatezza per chiunque segnali alle autorità attività religiose ritenute “illegali”.

Ufficialmente si sostiene che tutto questo sia finalizzato a prevenire l’estremismo religioso e le infiltrazioni straniere, quindi a tutelare la sicurezza nazionale.

In realtà, fa tornare alla mente di molti la politica di “denuncia” tipica del periodo della cosiddetta Rivoluzione Culturale, che si dice abbia provocato fino a 20 milioni di morti.

In Europa ed anche in Italia di tutto questo si sente parlare pochissimo, purtroppo però è una realtà con cui tutti i giorni i Cattolici cinesi devono fare i conti.

È necessario far sapere tutto questo, perché la gente capisca fino a che punto Pechino abbia spinto la persecuzione religiosa, nell’indifferenza generale dei media e della politica internazionale.

Aiutaci a diffondere il più possibile queste notizie. Lanciando una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, possiamo arrivare a tanti in poco tempo.

La situazione è preoccupante e sta sollevando una nuova ondata di terrore in molte, troppe regioni cinesi.

Secondo il prof. Ying Fuk-tsang, decano della facoltà di Teologia del Chung Chi College presso l’Università cinese di Hong Kong, questo sistema incoraggia «le masse a controllare le masse».

Quando i fedeli si riuniscono per il culto o per una preghiera comune, non sanno mai se tra loro si nasconda qualche potenziale delatore.

Questo clima inquinato turba la serenità dell’assemblea, si insinua il sospetto che esser lì possa, in realtà, porre sé stessi e le proprie famiglie in pericolo.

Tale regime di paura colpisce e calpesta qualsiasi espressione della libertà religiosa, benché questa sia un diritto umano universalmente riconosciuto.

Non possiamo restare indifferenti. Informare è importante, poiché induce sempre più persone a pregare per questi nostri fratelli nella fede, che si trovano in una situazione di reale pericolo.

Inoltre, sapere come stiano le cose consente di esercitare pressioni a livello di politica internazionale, affinché il mondo non resti indifferente.

Aiutaci, con la tua migliore offerta, a promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione.

Salviamo i Cattolici in Cina!

 

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