Troppi Khaled per le strade europee…
Sai cosa ci ha più amareggiato?
Che nessuno in Italia ne abbia parlato. Che tutti i giornali siano rimasti zitti con quella sorta di omertà complice, che cerca di nascondere i rischi dell’accoglienza indiscriminata.
A cosa ci stiamo riferendo? È presto detto. Al terrore, autentico terrore seminato nei giorni scorsi presso la piccola città di Kriften, in Germania, da Khaled, un rifugiato siriano di 34 anni.
L’uomo ha seminato letteralmente il panico tra i presenti, urlando, minacciando di morte cristiani e curdi ed inneggiando all’Isis.
Non è la prima volta che si è reso protagonista di simili follie. Già in passato aveva messo in scena teatrini simili, dando sfoggio di violenza ed inciviltà.
Non solo. Ha anche inviato un centinaio di lettere minatorie a dipendenti comunali e istituzioni, zeppe d’insulti, giungendo in esse a caldeggiare lo sterminio.
Eppure, ad oggi, le forze dell’ordine hanno preferito voltarsi dalla parte, far finta di niente e non procedere all’arresto.
Non ha commesso reati gravi, dicono… Quindi aspettiamo che li commetta? Finché non ci scappa il morto, non si può intervenire? Ma dopo è già troppo tardi…
Come possiamo tollerare che l’incolumità di semplici passanti e di lavoratori pubblici venga deliberatamente posta in pericolo da pazzi scatenati e fanatici della jihad?
Davvero bisogna aspettare inerti che accada l’irreparabile? Come può un onesto cittadino a sentirsi al sicuro ed adeguatamente tutelato in queste situazioni?
La Germania è già stata insanguinata in passato da diversi attentati di matrice islamica, come due anni fa, in occasione dei mercatini di Natale.
Anche in quel caso i terroristi furono rifugiati stranieri, già noti alle forze dell’ordine a causa del loro integralismo. Eppure non erano mai stati assunti provvedimenti seri nei loro confronti.
Vogliamo che la lista delle vittime si allunghi? Possibile che si debbano sempre attendere nuove stragi, nuovi lutti, tutti evitabili, prima che si decida di intervenire?
La cosa più drammatica è che quanto accaduto a Kriften, in Germania, è ciò che accade quotidianamente anche in altre città: in Francia, Italia, in tutta Europa.
E nessuno muove un dito… Inconcepibile! Noi non riusciamo a capacitarcene. Troviamo che non si possa tollerare oltre l’imbarazzante inerzia delle autorità competenti.
Dobbiamo anzi levare forte la nostra protesta e fare in modo che chi di dovere la senta bene! Oggi abbiamo due modi per farlo, entrambi efficaci.
Il primo consiste nel firmare la petizione «Fermiamo l’immigrazione irregolare!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché si attivi con il governo per bloccare in modo immediato e totale gli sbarchi di clandestini nel nostro Paese.
Nessuno deve più entrare! È lì, infatti, che si infiltra la maggior parte dei delinquenti e dei terroristi, che poi infestano le nostre strade.
Perché Roma ci prenda sul serio, però, dobbiamo gridare in modo deciso e vigoroso. Per questo occorre che la petizione venga sostenuta da una vasta campagna di sensibilizzazione.
Più gente saprà di questa iniziativa, più saranno le adesioni. Perciò intendiamo diffonderne la notizia sui social, l’unico mezzo che ci consente di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha però un costo non indifferente, senz’altro superiore alle nostre sole possibilità. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante. Lo scorso mese di novembre, quasi due anni dopo i fatti, in Germania, è stato finalmente aperto il processo per il grave attentato compiuto il 20 dicembre 2024 a Magdeburgo.
Quel giorno è accusato di essersi trovato al volante dell’auto, lanciata contro la folla del mercatino di Natale, il 51enne saudita Taleb Jawad al-Abdulmohsen.
Oggi quell’uomo è accusato dell’omicidio di 6 persone, tra cui un bambino di 9 anni e 5 donne, nonché di altri 338 tentati omicidi.
Secondo il giornale Volksstimme, l’imputato avrebbe inviato una lettera di 8 pagine alla Procura, in cui giustificava l’attentato, sostenendo di esser pronto a rifarlo, e formulava nuove minacce.
Però noi accettiamo ancora che in giro restino vari Khaled a terrorizzare i passanti, minacciare di morte cristiani e curdi, intimidire dipendenti pubblici e istituzioni, inneggiare alla jihad!
E tutto questo senza che le forze dell’ordine intervengano… Noi lo troviamo veramente incredibile, anzi inaccettabile!
L’Europa ha già versato troppo sangue per il terrorismo islamico infiltratosi tra i clandestini pervenuti nel Continente. È ora di dire basta!
Tolleranza zero con i clandestini!