Aiutiamo i Cristiani in Etiopia!

Aiutiamo i Cristiani in Etiopia!

Come sempre, se ne parla poco in Occidente. Per questo abbiamo deciso d’informarti su quanto accade. 

Il 26 febbraio jihadisti armati hanno aperto il fuoco nella zona di Arsi, regione di Oromia, in Etiopia. Prima hanno colpito un mercato, poi una chiesa.

25 i cristiani morti. Tra questi c’era anche un sacerdote. Otto i feriti. I terroristi islamici hanno poi dato fuoco a case e coltivazioni e probabilmente sequestrato otto residenti, che risultano dispersi.

Solo due giorni dopo sono tornati, hanno attaccato un monastero, causando altre sette vittime in chiesa, e saccheggiato le abitazioni. Molti, in preda al terrore, han cercato rifugio nelle città vicine.

I Vescovi cattolici, lo scorso 10 marzo, hanno diffuso un comunicato per sollecitare indagini e provvedimenti governativi, in grado di far giustizia e ristabilire la pace.

I prelati hanno espresso «profondo dolore e inequivocabile condanna». «L’uccisione deliberata di vite umani innocenti – hanno detto - è un grave peccato davanti a Dio».

Secondo l’onlus Open Doors, la responsabilità morale di quanto accade sarebbe delle autorità etiopi. Perché?

Perché hanno incoraggiato gli insediamenti musulmani a scapito dei cristiani, promettendo casa e lavoro.

Pochissimi però lo sanno. Il governo nega l’evidenza e la notizia è stata ripresa solo dalle agenzie specializzate. I grandi media l’hanno totalmente ignorata. Come sempre…

Per questo riteniamo necessario svolgere un’azione capillare di informazione, affinché tutti possano pregare per questi cristiani abbandonati nella prova ed aiutarli tramite la Chiesa locale.

A questo scopo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che sono il mezzo ideale per arrivare a tanti in poco tempo.

Hanno però un costo, che da soli non potremmo sostenere. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante. L’Etiopia è il secondo Paese più popoloso dell’Africa con circa 130 milioni di abitanti. È una nazione composta da oltre 80 gruppi etnici.

Un tempo era considerato un pilastro strategico della stabilità regionale. Ma nel tempo le tensioni sono aumentate e la coesione interna si è frantumata.

I guai sembrano iniziati quando, nel 2018, è andato al potere l’attuale primo ministro Abiy Ahmed. Da allora il clima d’incertezza si è aggravato.

Negli ultimi tre anni in diverse regioni gli attacchi armati non hanno avuto sosta ed i cristiani sono entrati nel mirino delle milizie islamiche.

Il bilancio complessivo parla di centinaia di morti, sequestri, aggressioni, abitazioni e chiese incendiate, devastazioni.

Tra le vittime vi sono anche bambini piccoli. Tra l’ottobre ed il novembre scorsi, poi, si è registrato un acuirsi della violenza.

Ed ora siamo di fronte ad una nuova ondata di lutti e di massacri. I fedeli cattolici della zona di West Harerge, sempre nella regione di Oromia, sono continuamente sotto tiro.

La Conferenza episcopale etiope ha condannato quest’ecatombe, ma le autorità negano, negano tutto, negano anche l’evidenza.

Il Consiglio dei Diritti Umani e l’Ufficio per la prevenzione dei genocidi dell’Onu sono già stati informati. Ma, da allora, nulla è cambiato.

Intanto la gente muore. La situazione peggiora di giorno in giorno e vivere nel Paese è divenuto un inferno.

I miliziani islamici uccidono e sequestrano chi vogliono, sapendo di poter godere di una totale impunità.

La situazione è in continua evoluzione, ma la prospettiva non lascia ben sperare. Per questo è urgente far sapere a tutti quel che accade e pregare per loro!

Aiutaci, con la tua migliore offerta, a promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione sui social.

Non lasciamo soli i Cristiani in Etiopia!

 

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