Altri casi in tutta Italia: Ramadan al centro della scena, radici cristiane ai margini! Quanti segnali servono per capire?

Altri casi in tutta Italia: Ramadan al centro della scena, radici cristiane ai margini! Quanti segnali servono per capire?

Ci rivolgiamo a te con un senso di inquietudine che, giorno dopo giorno, cresce invece di attenuarsi.

Quest’anno, come sai, il Ramadan coincide con la Quaresima.

Eppure, nello spazio pubblico italiano, sembra che uno occupi sempre più visibilità, mentre l’altro scivoli sullo sfondo, quasi fosse un elemento secondario.

E questo, in un Paese che affonda le sue radici nella tradizione cristiana, non può non suscitare domande profonde.

Dall’inizio di questo Ramadan gli episodi si sono moltiplicati. Ogni giorno una nuova notizia, ogni giorno un nuovo “caso”, ogni giorno un nuovo segnale che va nella stessa direzione.

Quelli che oggi voglio sottoporre alla tua attenzione non sono che gli ultimi esempi di una tendenza che ormai appare costante, insistente, sempre più visibile.

A Torino, nel quartiere di Porta Palazzo, durante il Ramadan si denuncia la creazione di una sorta di “zona franca” per la vendita irregolare di cibo e merci.

“Non permetteremo che Torino diventi il laboratorio di una sottomissione culturale dove la religione diventa un passaporto per fare ciò che a chiunque altro sarebbe vietato, si legge in una nota riportata dalla stampa.

È la voce di chi chiede che le regole valgano per tutti, senza eccezioni dettate dal calendario religioso.

A Firenze, nella scuola Sassetti-Peruzzi, è stata dedicata un’aula alla preghiera islamica durante l’orario delle lezioni.

“La sinistra combatte per la laicità quando si tratta di rimuovere crocifissi e presepi, ma applaude quando un’aula pubblica diventa spazio confessionale islamico”, denunciano le europarlamentari della Lega Silvia Sardone e Susanna Ceccardi.

È una questione che tocca un nervo scoperto: la laicità è un principio universale o selettivo?

A Castelmassa, in provincia di Rovigo, un Iftar è stato organizzato nei locali di una chiesa cattolica, con l’autorizzazione del parroco.

Tra i commenti dei cittadini, uno esprime una frustrazione evidente: “Quanti di questi per Natale sono andati alla Santa Messa?”

Al di là delle polemiche, resta la percezione di uno squilibrio simbolico che pesa.

A Civitella di Romagna, nel forlivese, il canto del muezzin è stato diffuso ad alto volume da un’abitazione privata, suscitando proteste dei cittadini per il disturbo alla quiete pubblica.

Non esiste in zona una moschea autorizzata, e proprio per questo l’episodio ha colto di sorpresa molti residenti, che si sono ritrovati il richiamo alla preghiera diffuso nello spazio pubblico senza alcuna autorizzazione.

“Le regole vanno rispettate indipendentemente da tutto. Chiunque deve rispettarle”, ha ribadito il sindaco, Claudio Milandri. Un richiamo al principio di convivenza civile che dovrebbe essere scontato, ma che evidentemente oggi non lo è più.

E mentre questi episodi si susseguono, la Quaresima passa quasi sotto silenzio. Solo chiese spesso più vuote e una tradizione che sembra arretrare.

Per questo, proprio ora, nel momento in cui il disagio cresce e tanti si sentono soli nel porre queste domande, ti chiediamo di compiere un gesto concreto: se non l’hai ancora fatto, firma subito la petizione “Basta con la sottomissione all’Islam!”, promossa da Pro Italia Cristiana.

È un modo per affermare che il rispetto deve essere reciproco e che l’integrazione non può significare cancellazione delle radici.

E dopo aver firmato, ti chiediamo di fare un passo ulteriore: sostieni, con una generosa donazione, la nostra grande campagna di sensibilizzazione online, tramite i social.

Solo rompendo il muro del silenzio, solo diffondendo testimonianze e fatti, possiamo raggiungere il maggior numero possibile di persone che, come noi, hanno a cuore la tradizione e l’identità cristiana del nostro Paese. Contiamo su di te!

Ma ciò che accade in Italia è parte di un quadro europeo più ampio.

A Colonia, il maestoso Duomo convive con una Moschea Centrale imponente, finanziata dall’organizzazione turca DITIB e inaugurata dal presidente Erdoğan.

Dal 2021 il richiamo del muezzin viene diffuso dagli altoparlanti nel quartiere, con l’approvazione delle autorità locali.

A Londra, il Ramadan è diventato una vera e propria stagione pubblica, con luci dedicate nelle strade centrali, promozioni commerciali, eventi istituzionali.

Persino nel calcio inglese sono state introdotte pause per consentire ai calciatori musulmani di interrompere il digiuno durante le partite.

La domanda allora diventa inevitabile: l’Europa sta ancora custodendo le proprie radici o le sta mettendo tra parentesi? Non si tratta di negare diritti a nessuno, si tratta di non rinnegare noi stessi.

La Quaresima è tempo di verità! Ed è anche tempo di scegliere da che parte stare.

 

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