Ancora chiese profanate in Spagna e Francia: è ora di reagire!
Ormai scritte blasfeme, chiese date alle fiamme, statue decapitate non si contano più…
È questa la nuova “normalità”, con cui fare i conti ogni giorno ed a cui vorrebbero abituarci. Ma in certi casi si oltrepassa qualsiasi limite.
Questo si verifica quando, ad esser violato, è il tabernacolo, che custodisce le Ostie consacrate ovvero il Corpo reale di Cristo.
In questo caso non siamo di fronte a semplici vandalismi, all’azione di qualche teppista sconsiderato… In questo caso siamo di fronte ad una vera e propria profanazione.
Come quella avvenuta lo scorso 6 ottobre presso la chiesa di San Marned de Priegue, a Pontevedra, in Spagna.
Da qui non sono stati asportati solo calici, patene ed una brocca d’argento, ma anche il copone contenente le Ostie consacrate.
Dopo l’accaduto, la Diocesi di Tui-Vigo ha emesso un comunicato ufficiale, in cui ha espresso «particolare tristezza» per l’accaduto.
Ed ha ricordato come la Santa Eucaristia rappresenti «la fonte ed il culmine della vita di fede». Il Vescovo, mons. Antonio Valin, ha manifestato vicinanza alla comunità dei fedeli.
Inoltre ha deciso di celebrare una Santa Messa di riparazione ed espiazione in risposta all’atto sacrilego compiuto.
Purtroppo non si è trattato di un episodio isolato. Solo un paio di settimane prima, sconosciuti hanno strappato letteralmente il tabernacolo da una chiesa di Lugo, sempre in Spagna.
Poi i criminali hanno sparso le Ostie consacrate sulla piazza. Tutte? Non è dato sapere. Una o più potrebbero essere state vendute a gruppi di satanisti per celebrare le loro “messe nere”.
Esiste malauguratamente un florido mercato sotterraneo per questo. Il motivo lo si ricava dal comunicato emesso dalla Diocesi di Mondoñedo-Ferrol dopo questa ennesima profanazione.
Nel testo si ricorda che quanto avvenuto «costituisce un affronto diretto all’Eucaristia, centro della fede e della vita della Chiesa».
È il Corpo di Cristo ed è esattamente questo che vogliono i seguaci del demonio, per poterlo ulteriormente profanare, calpestare, offendere. È orribile…
Ma la cosa ancor più orribile è che nessuno, dicasi nessuno ne parli. Dimmi: avevi già saputo queste notizie? Sicuramente no, perché la grande stampa le ignora.
E questa omertà complice da parte dei media è proprio ciò che consente ai malintenzionati di commettere simili sacrilegi, certi di restare impuniti.
Ecco perché noi non possiamo tacere quel che accade nelle nostre chiese! Dobbiamo denunciare a voce alta queste profanazioni, perché la gente sappia!
Solo così potremo pregare - magari in una chiesa, così da poterla al contempo presidiare -, affinché fatti simili non si ripetano più ed i colpevoli si convertano.
Non è esagerato parlare di emergenza: te ne puoi rendere conto, riguardando i casi che abbiamo già segnalato anche solo nelle scorse settimane. Molti sono già avvenuti anche in Italia.
Per questo non possiamo più restare a guardare, dobbiamo agire! Come? Firma subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo il Maligno!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata a Davide Dionisi, inviato speciale del governo italiano per la promozione della libertà religiosa. Gli chiediamo di intervenire, affinché le profanazioni abbiano fine.
Dobbiamo essere liberi di professare la nostra fede: nel mirino – questo è chiaro – c’è la Chiesa Cattolica. E noi non possiamo accettarlo, né permetterlo!
È necessario allora sostenere questa petizione, promuovendo al contempo una vasta campagna di sensibilizzazione, che dica alla gente quel che accade.
Dobbiamo contrastare il silenzio dei giornali, utilizzando i social, un mezzo che consente di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Vedi, i due casi avvenuti nei giorni scorsi in Spagna non sono tutto… Anche in Francia le cose non vanno per niente meglio.
Sempre lo scorso 6 ottobre un gruppo di adolescenti ha profanato anche la chiesa di Saint-Hilaire, a Soullans, in Vandea.
Un video, ch’essi stessi hanno girato, li mostra mentre ballano e cantano sull’altare e tra i banchi un brano rap, che inneggia ad Hitler ed ai terroristi islamici.
Hanno ribaltato l’ambone, rovinato il leggio e rovesciato l’acqua dei fiori collocati ai piedi dell’altare.
La Diocesi di Luçon ha espresso ferma condanna. In conseguenza dell’accaduto, la chiesa è stata chiusa fino alla celebrazione di una S. Messa di riparazione.
Una deputata della Vandea, l’on. Véronique Besse, ha parlato di «un attacco intollerabile ad un luogo di culto, al nostro patrimonio ed alla memoria delle vittime del terrorismo» islamico.
Non possiamo accettare che si vada avanti così! Ciò che chiediamo è solo di essere liberi di professare serenamente la nostra fede.
Proteggiamo le nostre chiese!