Ancora sangue cristiano in Congo ed in Nigeria
Altro sangue cristiano versato...
È accaduto di nuovo, benché pochi media ne abbiano parlato. Come sempre, del resto. L’ADF, gruppo affiliato all’Isis, ha sferrato nei giorni scorsi un violento attacco.
Ha colpito i villaggi di Alima, Manyama, Baliba Babombi e le aree circostanti, nella Repubblica Democratica del Congo.
Pesantissimo il bilancio: si parla di almeno 17 Cristiani uccisi, molti ancora quelli dispersi. Ma sono cifre provvisorie, perché gli jihadisti sono ancora liberi, quindi possono tornare a colpire.
È terrore vero quello che sta sconvolgendo queste popolazioni, decimate da una parte dai terroristi islamici e dall’altra dall’epidemia di Ebola, che ha già fatto 7 morti accertati.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, vi sarebbero 82 casi confermati, ma si sospetta che i numeri reali possano essere, in realtà, molto più alti.
Il Congo è, subito dopo la Nigeria, il Paese africano in cui si registra la più feroce persecuzione di Cristiani con 390 morti solo nel periodo compreso tra il novembre 2022 ed il 2024.
Incredibile! Ma ciò che troviamo ancor più incredibile è l’indifferenza, con cui l’Occidente guarda a queste immani tragedie…
Noi non possiamo più sopportare tanta omertà! È necessario darci da fare per far conoscere queste notizie e supplire così al silenzio complice della grande stampa.
Per questo intendiamo servirci dei social, che sono il mezzo più efficace e veloce per arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante, perché oggi c’è pure chi mistifica. Nella vicina Nigeria, dove la strage dei Cristiani ha raggiunto livelli “record”, il governo finge ormai che tutto vada bene.
Per evitare ripercussioni diplomatiche con gli Stati Uniti, che minacciano di intervenire qualora la persecuzione proseguisse, il presidente Bola Tinubu ha sferrato la “politica del sorriso”.
Ha lanciato un’offensiva diplomatica e mediatica senza precedenti, costata uno sproposito, circa 10 milioni di dollari, ed architettata appositamente per neutralizzare le pressioni del Congresso Usa.
Foraggiando appositi gruppi di pressione, Tinubu vuol far credere che la violenza nel suo Paese non sia religiosa, bensì dovuta ai “cambiamenti climatici” ed all’instabilità del Sahel.
Eppure i numeri sono lì a parlare da soli… Quella che rivelano è una cruda realtà: dal 2009 ad oggi, in Nigeria, sono stati ammazzati dagli jihadisti almeno 128.750 Cristiani.
Già nei primi 78 giorni del 2026, si stima che siano stati almeno 1.050 i fedeli sterminati dai terroristi islamici, mentre 1.690 sarebbero quelli rapiti.
Non solo: negli ultimi 17 anni oltre 19.500 chiese sarebbero state incendiate e distrutte, più di 400 solo nell’ultimo anno e mezzo.
Qui il clima non c’entra niente, quella in atto è un’autentica forma di persecuzione religiosa contro i Cristiani, persecuzione che il regime al potere cerca oltre tutto di nascondere!
L’unica speranza è che Stati Uniti ed Europa non credano alle bufale propagandistiche divulgate dal governo nigeriano e che esercitino pressioni a tutela di questi nostri fratelli nella fede in Cristo.
Ma, perché ciò avvenga, occorre prima di tutto sapere quel che accade. Per questo ti chiediamo di aiutarci, con la tua migliore offerta, a lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione.
Potremo così pregare per loro, cercare di aiutarli tramite i canali ufficiali della Chiesa e soprattutto insistere con le Cancellerie occidentali affinché l’eccidio abbia fine.
Basta sangue cristiano!