Cina: per la Chiesa è sempre peggio

Cina: per la Chiesa è sempre peggio

Mai tanto perseguitati come in questo momento!

È questa la drammatica situazione dei circa 12 milioni di Cattolici residenti in Cina, così come è stata denunciata nell’ultimo rapporto recentemente diffuso dall’Ong Human Rights Watch.

Sono trascorsi dieci anni da quando è iniziata la campagna di “sinicizzazione” delle religioni, voluta dal presidente Xi Jinping, e le cose vanno sempre peggio.

Le forti pressioni ideologiche, la crescente sorveglianza e le nuove restrizioni aggiunte alle precedenti rendono sempre più difficile parlare qui di libertà religiosa e di libertà di movimento.

Ad oggi almeno dieci Vescovi, riconosciuti dal Vaticano, si trovano in galera o agli arresti domiciliari per essersi rifiutati di giurare fedeltà al Partito Comunista.

Non c’è niente da fare: l’accordo provvisorio siglato nel 2018 dalla Sante Sede con Pechino, anziché un aiuto, rappresenta una condanna per i fedeli.

O aderiscono all’«Associazione Patriottica dei Cattolici Cinesi», totalmente controllata dal regime comunista al potere, oppure per loro non c’è scampo!

Il testo completo dell’intesa sino-vaticana non è mai stato reso pubblico, però è stato già rinnovato tre volte ed attualmente è, sulla carta, in vigore fino all’ottobre 2028. Troppo!

La situazione è precipitata e Human Rights Watch ha chiesto a papa Leone XIV espressamente di intervenire e di rivedere l’intesa siglata con la massima urgenza.

Anche perché le autorità cinesi ne hanno più volte violato i termini, nominando nuovi Vescovi in modo assolutamente unilaterale e non concordato.

A farne le spese sono i fedeli, oggi ancora più oppressi di ieri. La Chiesa “clandestina”, decisa a non piegarsi ai diktat del Partito Comunista, è sempre più nel mirino del regime.

Ciò che ci stupisce è l’incredibile silenzio, che avvolge l’intera faccenda in Occidente. Pochissimi ne parlano, come se quel che accade là non ci riguardasse.

Ed invece riguarda tutti! Per questo, visto il silenzio dei media italiani, vorremmo diffondere il più possibile queste notizie.

Per farlo, intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha però un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Perché è urgente? Perché in Cina i fedeli della Chiesa “clandestina”, quella cioè che non giura fedeltà al Partito Comunista, subiscono detenzioni arbitrarie oppure spariscono all’improvviso.

I Vescovi ed i sacerdoti subiscono torture, arresti domiciliari o svaniscono nel nulla. Chi lascia il carcere, è lasciato in miseria, non può aprire conti bancari, possedere schede sim e passaporto.

Si pretende che liturgia, catechismo, arte sacra ed amministrazione divengano megafoni di propaganda per il comunismo.

Un Codice di condotta apposito dal settembre scorso vieta sul web qualsiasi contenuto religioso non autorizzato.

Le Messe sono vietate ai minori e nelle chiese sono state installate telecamere di videosorveglianza.

Sono stati sistematicamente chiusi e privati dello status giuridico tutti gli orfanotrofi ed i centri di assistenza sociale, compresi quelli per minori disabili, gestiti dalla Chiesa.

Ai genitori viene vietato di impartire un’educazione religiosa a casa propria. Sacerdoti, diaconi e religiosi non possono uscire dal Paese senza l’approvazione dello Stato.

Viceversa, agli stranieri è proibito predicare in Cina, tenere omelie o organizzare attività senza autorizzazione, nonché produrre o distribuire materiale religioso.

Tutto questo viola l’art. 18 della Dichiarazione universale dei Diritti Umani e l’art. 18 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, che la Cina ha firmato, ma mai ratificato.

Non possiamo fingere che tutto questo non ci riguardi, voltarci dall’altra parte, infischiarci della sorte di 12 milioni di fratelli nella stessa fede in Cristo!

Aiutaci, con la tua migliore offerta, a far sapere a tutti quel che sta loro accadendo, lanciando una vasta campagna di sensibilizzazione.

Più saremo a far sentire forte la protesta, prima le cose potranno cambiare.

Liberiamo i Cattolici dal giogo comunista!

 

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