
Dal cuore della Germania un grido d’allarme: l’estremismo islamista avanza!
Nel cuore dell’Europa, le piazze si stanno trasformando in palcoscenici per la propaganda estremista. Non si tratta più di minacce lontane, ma di realtà che marciano, urlano e si impongono sotto i nostri occhi.
A Berlino e Düsseldorf, due grandi città tedesche, nel fine settimana si sono svolte manifestazioni radicali filo-islamiste che hanno scioccato l’opinione pubblica e acceso l’allarme tra autorità, attivisti e comunità religiose.
A Berlino, davanti al Municipio Rosso, centinaia di manifestanti – molti dei quali con background migratorio siriano – hanno sventolato bandiere del regime islamista siriano, inneggiando alla conquista della regione drusa di Suwaida.
I cori contenevano incitamenti all’omicidio e allo stupro delle minoranze religiose, con attacchi verbali violenti contro i cristiani.
A Düsseldorf, la scena non è stata diversa. Circa 300 persone hanno esibito manifesti giganti di Ahmed al-Sharaa, ex leader di al-Qaeda oggi figura centrale del cosiddetto "governo di transizione" islamista in Siria.
Nei video diffusi su TikTok, i partecipanti ballano celebrando le violenze contro i drusi e compiono gesti simbolici come il taglio delle barbe – una forma pubblica di umiliazione delle vittime.
Sono volate pietre, bottiglie, e cinque agenti sono rimasti feriti. La polizia ha sporto una ventina di denunce per gravi reati, tra cui lesioni personali, disordini pubblici e incitamento all’odio.
Questi non sono episodi isolati. Sono segnali di un'espansione organizzata, strutturata e ideologicamente alimentata dell’islamismo radicale, che ha trovato terreno fertile nelle libertà garantite dall’Europa.
Le parole dell’imam Seyran Ateş e della professoressa Susanne Schröter sono un grido d’allarme: l’Europa è diventata base logistica per il reclutamento, la propaganda e la destabilizzazione interna.
Mentre le autorità esitano, gruppi estremisti avanzano!
Non si tratta di religione, ma di ideologia totalitaria. E chi inneggia al massacro nelle nostre piazze non ha nulla a che fare con l’asilo, con la libertà d’espressione o con la convivenza pacifica. È tempo di risposte chiare, ferme, legittime!
L’Europa non può permettersi il lusso dell’indifferenza. L’infiltrazione radicale non è più un’ipotesi, è un fatto. E ogni giorno di silenzio è un giorno in più regalato all’odio!