Fuori i nuovi mercanti nel tempio!

Fuori i nuovi mercanti nel tempio!

E' il secondo Comandamento: «Non nominare il nome di Dio invano».

Tanto meno se a scopo di lucro… Il versetto, contenuto nel Libro dell’Esodo (Es 20, 7), è assolutamente categorico. Il Signore «non lascerà impunito» chiunque lo trasgredisca.

Ed è invece ciò che capita oggi con la app «Just Like Me», lanciata dall’omonima azienda tecnologica nel dicembre scorso, non a caso pochi giorni prima del S. Natale.

Essa permette agli utenti di “chattare” con una versione di Gesù Cristo totalmente generata dall’intelligenza artificiale. Ovviamente a pagamento: il costo è di 1,99 dollari al minuto, non poco.

Quale lo scopo? Far soldi, ma ammantando l’operazione di tanti bei sentimenti come fornire «guida, compassione e guarigione» a coloro che lottano contro la solitudine, lo stress o l’incertezza.

È questo quanto ha detto dall’amministratore delegato dell’azienda, Chris Breed. Ma con cosa gli ideatori hanno alimentato l’intelligenza artificiale?

Con la versione della Bibbia di re Giacomo I d’Inghilterra, pubblicata nel 1611, peraltro molto diffusa tra anglicani e protestanti.

L’azienda precisa subito di non aver alcuna intenzione di promuovere la dottrina della Chiesa, ci mancherebbe, solo «di rendere il mondo un posto migliore, una conversazione alla volta».

Non attraverso la preghiera ed i Sacramenti, né attraverso la Santa Eucarestia o la Santa Confessione… E allora come?

La app vuol far leva sulle fragilità emotive della gente per spillar denaro con un chatbot, totalmente privo di coscienza. È cosa ben diversa dal parlare con un sacerdote…

Dobbiamo fermare subito queste pagliacciate, che offendono il nome di Dio e l’intelligenza degli utenti! Oggi abbiamo due modi estremamente concreti ed efficaci per farlo.

Il primo consiste nel sottoscrivere, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Difendiamo la Sacralità della Fede Cristiana!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata al Presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, affinché intervenga per por fine alle profanazioni “tecnologiche”. Gesù Cristo non è un algoritmo!

Occorre condannare pubblicamente tali iniziative ed attivarsi affinché simili derive non trovino mai spazio all’interno delle parrocchie e della Chiesa italiana.

Il secondo modo consiste nel far sapere quel che sta accadendo, aiutando l’opinione pubblica a comprendere ed a cogliere i pericoli intrinseci in tali marchingegni.

Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha tuttavia un costo superiore alle nostre sole possibilità. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Vedi, l’intelligenza artificiale, a differenza degli esseri umani, non genera pensieri propri, non prova emozioni, genera solo calcoli in funzione dei dati inseriti.

Il chatbot “Jesus AI” può fornire ai propri utenti anche consigli incompatibili o addirittura in netto contrasto con l’insegnamento della Chiesa, poiché aderirvi non è il suo scopo.

Non a caso, nel comunicato di lancio, si precisava che tale app era stata «sviluppata con cura» per essere «inclusiva» ovvero per rivolgersi potenzialmente a persone di ogni credo e provenienza.

Già nel 2024 avevamo denunciato il progetto «Deus in machina» ovvero un ologramma di Gesù alimentato dall’intelligenza artificiale, installato nella chiesa di S. Pietro a Lucerna, in Svizzera.

Già allora evidenziavamo come non si possa ridurre Cristo ad un algoritmo da installare nel confessionale per propinare una serie di frasi preconfezionate, valide per tutti e per ciascuno.

E già allora avevamo criticato con forza tale vergognoso esperimento, in quanto costituiva un attacco alla sacralità, il tentativo di sostituire un ministro di Dio, il sacerdote, con una macchina.

A maggior ragione oggi di fronte a questa nuova app, che fa mercato sfruttando abusivamente il nome di Cristo con fervorini generici, sganciati dalla Dottrina cristiana ed, oltre tutto, a pagamento!

Ricordi come Nostro Signore trattò i mercanti nel tempio? Li scacciò a malo modo, poiché avevano cercato di trasformare la casa di Dio in una «spelonca di ladri» (Mc 11, 15-18).

Fuori i nuovi “mercanti nel tempio”!

 

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