In Nigeria proseguono le persecuzioni dei cristiani
Il monito non è servito.
Il raid aereo compiuto il giorno di Natale dagli Stati Uniti contro le basi dell’Isis nel Sokoto non è bastato per dissuadere i jihadisti.
Ed anche il piccolo contingente militare americano giunto in Nigeria, per sostenere con attività di intelligence le autorità locali nella lotta al terrorismo islamico, pare non aver prodotto per ora frutto.
La persecuzione dei cristiani nel Paese, infatti, continua senza sosta. I terroristi islamici lo scorso primo febbraio, nella diocesi di Kontagora, hanno ucciso una persona e ne hanno rapite altre.
Il 5 febbraio, nella stessa zona, hanno fatto altre 42 vittime e sequestrato un numero imprecisato di donne e minori.
Ancora. Nella notte tra il 6 ed il 7 febbraio scorsi alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nella casa di Padre Nathaniel Asuwaye, parroco della chiesa della Santa Trinità, a Karku.
Lo hanno prelevato assieme ad una decina di individui. Durante l’attacco tre agenti di sicurezza sono stati freddati.
Anche nella notte tra il 9 ed il 10 febbraio i jihadisti hanno fatto irruzione nei villaggi di Kutaho e Kugir, ed hanno sequestrato 30 persone.
Tra queste, vi sono anche un catechista, sua moglie incinta ed il loro primogenito. Per il terrore di nuovi blitz, oltre il 98% degli abitanti ha lasciato le proprie case.
Papa Leone XIV all’Angelus dello scorso 8 febbraio ha espresso «vicinanza» alle comunità colpite. Ci associamo alle sue parole e preghiamo anche per la conversione di questi terroristi.
È molto importante farlo: lo Pseudo-Giovanni Crisostomo, non a caso, ha scritto un trattato dal titolo La forza della preghiera.
Ed è così! Per questo vorremmo che tanti si unissero a noi in questo gesto semplice, che è però al contempo il modo più concreto ed immediato per essere accanto a questi nostri fratelli nella fede.
Ma, affinché ciò avvenga, occorre che le cose, innanzi tutto, si sappiano. La grande stampa, purtroppo, non concede grande spazio alla persecuzione dei cristiani in Nigeria.
Ecco per quale motivo intendiamo lanciare una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha però un costo, che da soli non riusciremmo a sostenere. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È importante, anche perché è ormai chiaro come le bande jihadiste abbiano nel mirino le comunità cristiane, cui da tempo infliggono lutti, sofferenza, dolore.
Nell’attacco dello scorso primo febbraio hanno incendiato una chiesa, saccheggiato un convento e distrutto un ospedale cattolico.
Qui, in particolare, la loro furia si è accanita in modo devastante contro ambulatori, attrezzature e strutture mediche, facendo venir meno un punto di riferimento sanitario per la popolazione.
Il terrore seminato ha spinto molti residenti a fuggire, a lasciare le proprie case ed a trovare rifugio nei boschi.
Nulla di tutto questo è stato improvvisato: il Ministero degli Affari Esteri nigeriano, anzi, in una propria nota ha denunciato l’esistenza di una rete jihadista, strutturata con complici internazionali.
Dal 2015 al 2025 ben 12 sacerdoti cattolici sono stati uccisi ed almeno 212 sono stati rapiti; di questi, 4 risultano tuttora prigionieri.
Il Cancelliere della Diocesi di Kafanchan, Jacob Shanet, ha invitato tutti i fedeli a pregare per i morti e per le vittime di sequestri.
Ecco quel che possiamo e dobbiamo fare! Aiutaci, con la tua migliore offerta, a farlo sapere, promuovendo, anche qui in Italia, una vasta campagna di sensibilizzazione.
La storia del Cristianesimo dimostra come la Chiesa, in Nigeria, abbia sempre superato le persecuzioni grazie alla fede ed alla perseveranza.
Stiamole vicini!