
L'Italia che si arrende: chiesa trasformata in moschea a Brindisi!
Ancora una volta assistiamo a un atto di resa, un segnale inquietante della progressiva sottomissione della nostra identità cristiana e nazionale all'Islam.
Dopo gli assurdi "venerdì di Ramadan" nelle parrocchie, ora arriviamo al punto in cui una chiesa viene ceduta, per un giorno, alla celebrazione islamica.
Accade a Brindisi, dove la parrocchia San Carlo di Gesù si trasforma in una sorta di moschea improvvisata, con il placet del vescovo e la compiacenza delle solite sigle della sinistra militante.
Non si tratta di semplice dialogo interreligioso, bensì di un episodio di pura capitolazione.
Il vescovo Giovanni Intini, invece di difendere la fede cattolica e i suoi luoghi sacri, ha consegnato la parrocchia agli islamici, permettendo che fosse addobbata con simboli musulmani e trasformata in "casa dell'Islam" per un giorno.
Un'umiliazione in piena regola, con il paradosso grottesco di un invito rivolto dai musulmani ai cristiani nella loro stessa chiesa. Incredibile!
Politica e religione: l’islam penetra il sistema
Ma non basta: a presenziare all'evento c'è Khaled Bouchelaghem, non solo imam ma anche ex candidato del Partito Democratico.
Come se non bastasse l'infiltrazione politica islamista, a fare da cornice c'è la solita compagnia dell'ANPI e dell'ARCI, che confermano ancora una volta il pericoloso connubio tra comunismo e islamismo, un'alleanza che si nutre della complicità dei cattolici più ingenui o, peggio, più conniventi.
Questa non è accoglienza, non è dialogo: è un cedimento senza condizioni!
L'Islam, si sa, non è una semplice religione, ma un progetto politico di conquista. Ogni spazio ceduto, ogni porta aperta, ogni segnale di debolezza viene interpretato come una vittoria e la complicità di certi ecclesiastici in questa operazione non è più tollerabile.
Quante altre chiese dovremo vedere trasformate in centri islamici prima che qualcuno si accorga di quello che sta succedendo? Quanto ancora dovremo subire questa sistematica erosione della nostra identità, delle nostre radici, della nostra cultura?
Il progetto di sottomissione: una strategia mirata
Siamo di fronte a una strategia chiara: l'occupazione progressiva degli spazi della nostra cultura e della nostra fede. E a facilitarla non sono solo gli attivisti islamici, ma anche la Chiesa. Non possiamo restare in silenzio!
Dobbiamo alzare la voce, far capire che la nostra storia, la nostra fede e la nostra civiltà non sono merce di scambio per un'utopica "integrazione" che, nei fatti, si traduce solo in una resa incondizionata.
Questa resa deve finire. Occorre svegliarsi prima che sia troppo tardi! L'Italia è nostra, la nostra identità non si tocca!
Quello che è successo a Brindisi purtroppo non è un caso isolato. A Monfalcone è stata presentata una lista politica a forte connotazione islamica, con l’obiettivo dichiarato di conquistare il governo della città. Prima le amministrazioni locali, poi le chiese, e poi?
Se non l’hai ancora fatto, firma subito la petizione indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale di Monfalcone, Ciro Del Pizzo, per chiedergli di fermare questo pericoloso precedente e garantire che simili ingiustizie non si ripetano mai più nel nostro Paese.
Non stare a guardare. Ogni firma è un segnale forte: l’Italia cristiana non si arrende!
I media tacciono o, peggio, promuovono questo processo come se fosse inevitabile. Ma noi non ci arrenderemo!
Per questo, vogliamo incrementare la nostra vasta campagna di sensibilizzazione online tramite Facebook per informare milioni di italiani su quello che sta accadendo sotto i loro occhi. Ma per farlo, abbiamo URGENTE bisogno del tuo aiuto!
Ogni donazione è un passo in più per fermare questa invasione silenziosa. Contiamo su di te!
Insieme, possiamo fermare questa deriva e difendere ciò che è nostro. Il futuro dell'Italia è nelle nostre mani!