L’UE ancora non ha nominato un coordinatore contro la persecuzione anticristiana

L’UE ancora non ha nominato un coordinatore contro la persecuzione anticristiana

Il termine «Cristianofobia» indica la feroce persecuzione in atto contro i Cristiani.

Dilaga ovunque: non solo nei Paesi a maggioranza islamica o nei regimi comunisti, anche nella nostra “civilissima” Europa, anche a casa nostra.

Son passati circa tre mesi da quando l’Europarlamento ha approvato per la prima volta una risoluzione, che ha codificato l’esistenza di questa grave discriminazione religiosa.

A favore si sono schierati il Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, il Partito Popolare Europeo e qualche liberale. Contro – prevedibilmente - tutte le Sinistre ed i Verdi.

Tutto come da copione, insomma. Il testo, comunque, è passato ed è stato inserito nella relazione annuale su «Diritti umani e democrazia nel mondo e politica dell’UE».

Esso definisce la cristianofobia come «ogni atto di violenza, discriminazione, molestia, vandalismo o incitamento all’odio diretto contro persone, simboli o luoghi di culto cristiani».

Dopo anni di discussioni in sede di Commissioni e di emendamenti rimasti lettera morta, finalmente si è giunti a questa definizione in un documento istituzionale ed ufficiale. Era ora!

La risoluzione si è basata sui rapporti di organizzazioni indipendenti, che hanno evidenziato, dati alla mano, l’incremento di fenomeni dichiaratamente anticristiani.

E questo tanto dentro quanto fuori l’Europa. Un recente rapporto dell’OIDAC-Osservatorio sull’Intolleranza e la Discriminazione contro i Cristiani in Europa lo ha confermato.

2.211 crimini d’odio anticristiano sono stati documentati nel corso del 2024 in ben 35 Paesi del Vecchio Continente, soprattutto Francia, Regno Unito, Germania, Spagna ed Austria.

Il testo dell’Europarlamento non è stato, insomma, solo una dichiarazione politica, ha esortato anzi la Commissione europea ad individuare un coordinatore specifico per contrastare il fenomeno.

Strasburgo equipara così, di fatto, le risorse istituzionali contro la cristianofobia a quelle già esistenti contro l’antisemitismo e l’islamofobia.

La Commissione europea, però, ad oggi non ha ancora provveduto, nonostante la COMECE-Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione europea lo abbia chiesto a gran voce.

Visto che la situazione non si sblocca, il Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei ha evidenziato come la cristianofobia rappresenti l’intolleranza religiosa più diffusa nel Continente.

Essa si traduce in centinaia di aggressioni fisiche (omicidi compresi), danneggiamenti ed incendi di chiese, profanazioni ed atti discriminatori, il tutto nel silenzio imbarazzante dei media.

Possiamo permettere che questo andazzo vada avanti? Assolutamente no! È necessario intervenire. Come?

È molto semplice, basta un click per firmare la petizione «Fermiamo il Maligno!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata a Davide Dionisi, inviato speciale del governo per la promozione della libertà religiosa, affinché intervenga contro la persecuzione anticristiana in tutte le sue forme.

Si tratta di un’iniziativa importante, che merita di essere sostenuta anche lanciando contemporaneamente una vasta campagna di sensibilizzazione.

I social sono il mezzo più efficace, poiché ci consentono di arrivare a tanti in poco tempo, ma hanno un costo di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto.

È urgente, poiché dentro e fuori l’Europa la nostra fede è sempre più vittima di un clima d’odio e di una forte, violenta ostilità.

Ciò si estende anche all’ambito mediatico ed allo spazio digitale: nel Regno Unito il 56% dei Cristiani dichiara di esser stato deriso ed emarginato sui social per le proprie convinzioni.

In Germania l’aborto è stato ormai integrato nella formazione medica obbligatoria e gli obiettori di coscienza si trovano così nel mirino dei settori pro-choice.

In Spagna i sanitari, che si rifiutino di praticare aborti, vengono d’ufficio iscritti in un registro ufficiale, una sorta di “lista di proscrizione” contro la Vita.

In aprile, quindi circa un mese fa, il Centro Europeo per il Diritto e la Giustizia ha denunciato la drammatica situazione al Segretario generale delle Nazioni Unite.

È paradossale, non trovi? Il Cristianesimo è, ad oggi, la religione più perseguitata in Europa ed al mondo, eppure nessuno se ne preoccupa, come se il problema non esistesse!

Difendiamo la nostra fede!

 

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