Nigeria: l’orrore continua

Nigeria: l’orrore continua

Sono cifre da paura…

Padre Christian Okewu Emmanuel è Cancelliere dell’Arcidiocesi di Kaduna, in Nigeria. Annota con cura quel che accade nella Chiesa locale per riferirne poi ai superiori.

Ebbene, negli ultimi tre mesi ha registrato ben 9 morti e 25 sequestri, causati dagli ultimi attacchi jihadisti sferrati contro le parrocchie cattoliche della zona.

Ancora sangue, ancora dolore, ancora lacrime scorrono in quella terra martoriata, in cui essere fedeli di Cristo può costare la vita ogni giorno, a qualsiasi ora del giorno o della notte.

Un rapporto pubblicato a gennaio dava le dimensioni della strage compiuta in Nigeria: dall’ottobre 2024 al settembre 2025 son stati ammazzati 4.849 Cristiani a causa della loro fede.

Siamo di fronte ad una persecuzione religiosa gravissima. Papa Leone XIV lo scorso febbraio ha espresso il proprio dolore, pregato per questa gente e chiesto la liberazione degli ostaggi.

Anche il presidente Usa Donald Trump, alla fine dello scorso anno, ha ammonito i terroristi islamici, minacciandoli di interventi statunitensi, nel caso non fossero cessate le stragi in Nigeria.

Ma le stragi non sono cessate. E quel che fa ancora più male è il fatto che continuino nell’indifferenza generale.

I grandi media di questi orrori non si occupano… Sai, ci ho fatto caso: in questi giorni, della Nigeria, la stampa ha parlato solo con riferimento ai risultati della sua nazionale ai Mondiali.

Ti rendi conto? Per questo dobbiamo darci da fare noi e far sapere a quanta più gente possibile quale sia la situazione reale!

Per tanti motivi: innanzi tutto, affinché in tanti preghino per queste popolazioni, che attraversano una grave prova, e cerchino di aiutarle anche materialmente tramite i canali della Chiesa ufficiale.

Inoltre, perché una maggiore consapevolezza di quel che accade serva per esercitare pressioni più forti a livello internazionale, inducendo i capi delle Nazioni, soprattutto occidentali, ad intervenire.

Per questo intendo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che rappresentano lo strumento più veloce ed efficace per arrivare a tanti in poco tempo.

Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È davvero urgente. Lo provano le parole scritte da Padre Okewu nella lettera inviata al Segretario Generale cattolico di Abuja. Sono parole davvero strazianti:

«L’ultimo attacco è avvenuto giovedì 21 maggio alla stazione di Kurmin Bongo – scrive – I terroristi hanno agito tra le dieci di sera e l’una di notte, nel bel mezzo di un forte temporale».

Continua: «Nonostante gli sforzi del gruppo di sorveglianza, 5 persone sono state uccise e altre 10 rapite; 2 di loro sono state liberate», grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

Tali attacchi hanno indotto le autorità a sfollare subito, con la forza, la popolazione: molte famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case, i propri averi ed a trovar rifugio altrove.

L’Arcidiocesi di Kaduna ha chiesto al governo di impegnarsi maggiormente per garantire la protezione di tutti, soprattutto di quanti siano più fragili e vulnerabili. Ma non è facile…

Anche nelle regioni di Kwara e Kogi la situazione è pesante, tanto da indurre qui le autorità civili a chiedere di sospendere temporaneamente le celebrazioni religiose nelle zone montuose.

Non solo: 37 Cristiani, rapiti lo scorso 5 aprile, sono ancora tenuti in ostaggio nella zona di Ariko. Per il loro rilascio, gli jihadisti pretendono 630 mila euro e 35 motociclette.

Qualora le loro richieste non fossero soddisfatte, hanno minacciato di ucciderli uno ad uno, senza alcuna pietà. Ti rendi conto in quale situazione viva la Chiesa in Nigeria?

I Vescovi esortano in continuazione i fedeli ad invocare lo Spirito Santo di fronte a tanta violenza, a tanto sangue, a tanto odio...

Mons. Emmanuel Adetoyese Badejo, Vescovo di Ojo, ha pregato per la liberazione dei figli di Dio ed ha chiesto a Nostro Signore che rapitori e torturatori vengano privati di ogni potere.

Non si può vivere in questo modo… Possiamo solo ammirare e prender esempio da questi nostri fratelli nella fede, che non abiurano e che ogni domenica si recano a Messa pur in questa situazione.

Indiciamo una Crociata di preghiera militante e facciamo sentire loro concretamente la nostra vicinanza con preghiere, aiuti e pressioni internazionali.

Per questo è fondamentale far sapere a tutti quel che avviene in Nigeria! Aiutaci, con la tua migliore offerta, a lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione.

Non lasciamoli soli!

 

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