Pakistan: Cristiano sgozzato per un sorso d’acqua
È una notizia davvero triste, ma val la pena che te la raccontiamo…
Non la troverai, infatti, da nessun’altra parte… Sadiq era un 39enne cristiano. Viveva a Pattoki, in Pakistan.
Lavorava presso una fornace di mattoni. È una mansione massacrante, questa, specialmente d’estate.
Pochi giorni fa, Sadiq aveva appena impilato alcuni mattoni, quando il caldo torrido lo ha sopraffatto.
La sua gola bruciava. Aveva sete. Così si è avvicinato istintivamente alla prima fontana d’acqua che ha trovato, quella più vicina. E ne ha bevuto un sorso.
Ebbene, Questo semplice gesto gli è costato la vita! Perché quella fonte apparteneva ad alcuni suoi colleghi musulmani. Uno di loro, Ahmed, lo ha subito apostrofato.
Gli ha detto che non poteva bere la loro acqua, in quanto, essendo lui cristiano, l’avrebbe «contaminata». Un’affermazione di una gravità inaudita!
Ne è scoppiata una vivace discussione tra i due. Gli altri colleghi li hanno separati ed hanno consigliato ad Ahmed di allontanarsi e di calmarsi.
Ahmed è tornato poco dopo. Con un coltello. Nel frattempo, Sadiq, credendo che tutto fosse stato ormai chiarito, si è seduto ed ha bevuto ancora un po’ d’acqua.
A quel punto Ahmed si è avvicinato di spalle a Sadiq e, con la lama che aveva portato, gli ha inferto un colpo secco, sgozzandolo.
Ecco perché dovevo raccontarti questa notizia: perché almeno noi possiamo pregare per quest’uomo, ammazzato solo a causa della propria fede.
Sadiq si recava ogni giorno al lavoro solo per poter mantenere la propria famiglia: lascia, infatti, la moglie e 4 figli, di cui uno, Daud di soli 10 anni, è malato.
Quest’omicidio rappresenta l’ennesimo esempio di quanto in Pakistan i musulmani disprezzino i Cristiani. Li trattano come “intoccabili”, li emarginano, li rendono invisibili agli occhi del mondo.
Di loro nessuno sa nulla, nessuno se ne cura. Diventano fragili, vulnerabili, vivono ogni giorno di stenti, nel bisogno.
Ciò che è certo, oggi, è che Sadiq è morto. Perché cristiano. Noi troviamo questa notizia estremamente importante, perché descrive il clima imposto qui ed altrove dal radicalismo islamico.
Vorremmo che tutti sapessero quanto è accaduto e che pregassero per questo fratello nella fede, barbaramente ucciso.
Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione. Intendiamo servirci dei social, che consentono di raggiungere tanti in poco tempo.
Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante, perché, vedi, le forze dell’ordine hanno arrestato il colpevole, Ahmed, e le autorità si sono impegnate a garantire giustizia alla vedova di Sadiq.
Alla stazione di Polizia è stato ordinato espressamente di non manipolare, né alterare in alcun modo il fascicolo di questo caso. Cosa che purtroppo, da queste parti, può accadere…
Inoltre, sono state messe in atto misure per garantire che la famiglia sia protetta legalmente. Ma che le cose vadano davvero per il verso giusto è ancora tutto da dimostrare.
Qui in continuazione vengono denunciate violazioni delle garanzie procedurali nei processi, discriminazioni, violenze ed intimidazioni.
Non dimentichiamoci che in Pakistan sono in vigore le orribili leggi sulla blasfemia contro l’islam, leggi che prevedono addirittura la pena di morte per i trasgressori, veri o presunti.
La tragica vicenda di Sadiq ci dice quanto sia urgente agire! L’Europarlamento ha recentemente emanato una risoluzione di condanna della persecuzione dei Cristiani in Pakistan.
Ma non basta! Occorre colpire direttamente gli interessi di Islamabad, ricordando come i vantaggi commerciali loro concessi dipendano prima di tutto dal rispetto dei diritti umani fondamentali.
Questa è una prima condizione imprescindibile: in assenza di progressi su questo fronte, lo status privilegiato concesso al Paese deve essere revocato!
Per questo è ancor più urgente far sapere all’opinione pubblica quel che accade in Pakistan: perché le pressioni aumentino a livello internazionale.
Non v’è nulla che possa giustificare il ripetersi nel 2026 di vicende come quella di cui è stato vittima il povero Sadiq!
Aiutaci, con la tua migliore offerta, a promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione in merito.
Difendiamo tutti insieme i Cristiani in Pakistan!