Per il “capodanno di Satana”, profanazioni in Italia ed in Spagna
Abbiamo cercato ovunque… ma quella notizia non c’è!
È stato profanato per la seconda volta nel giro di due mesi il Santuario della Rotonda di Pumenengo. Eppure il sito della Diocesi di Cremona nemmeno ne parla!
E neanche i giornali locali vi dedicano una sola riga! Noi questo silenzio lo troviamo davvero sconcertante, siamo senza parole…
Cosa è accaduto, allora? Nella notte tra il 24 ed il 25 ottobre ignoti hanno qui sottratto il tabernacolo contenente le Ostie consacrate.
Un gesto gravissimo, inaccettabile e sacrilego. Un gesto, che va ben oltre il semplice furto di un oggetto. È un duro colpo inferto alla fede ed alla devozione di un’intera comunità.
Ma anche alla sua storia ed alla sua identità, perché per tanti il Santuario della Rotonda significa preghiera, raccoglimento, speranza e pace.
Di fronte a tanta miseria è impossibile non provare rabbia, indignazione e sgomento. Non si può restare in silenzio davanti ad una simile vergogna!
Un Santuario non è un luogo qualsiasi ed in particolare non lo è questo, che rappresenta anzi uno dei luoghi simbolo di Pumenengo.
È stato costruito nel 1588, nel luogo preciso in cui la Madonna apparve a Francesco Zamboni, un contadino sordomuto residente nei pressi.
La Santa Vergine gli ridonò l’udito e la parola, dicendogli solo di chiedere al feudatario del luogo, il conte Francesco Barbò, di realizzare un luogo di culto a Lei dedicato.
Il nobile, saputo del miracolo, fece subito edificare a proprie spese l’edificio sacro, da poco profanato. E non una, ma due volte!
Già nella notte tra il 12 ed il 13 agosto scorsi, infatti, era già stato violato ed anche allora ne venne sottratto il tabernacolo.
Colpire di nuovo, a distanza di un paio di mesi, significa riaprire una ferita, che ancora non si era cicatrizzata, sconvolgere un’intera comunità di fedeli nei suoi sentimenti più profondi.
Un sacerdote del posto, profondamente indignato per l’accaduto, ci ha detto: «Certi gesti non possono e non devono passare sotto silenzio».
Per questo c ha colpito il fatto che non ne sia stata notizia né sui media locali, né sul sito ufficiale della Diocesi di Cremona.
Troviamo, invece, che sia importante parlartene oggi. Ma parlare non basta. Occorre reagire e con forza! Come è possibile farlo? Un modo c’è… Anzi due!
Firma subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo il Maligno!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata a Davide Dionisi, l’inviato speciale del governo per la promozione della libertà religiosa, affinché intervenga per por fine alle profanazioni nelle nostre chiese.
Affinché quest’iniziativa abbia successo, è necessario sostenerla anche promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha però un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ma insieme possiamo farcela! Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto.
È molto importante, poiché gli atti sacrileghi si stanno moltiplicando, non solo in Italia, ma nel mondo intero.
Anche in Spagna un tabernacolo è stato sottratto da ignoti lo scorso 21 ottobre presso una cappella del centro parrocchiale di Nostra Signora dell’Assunzione, a Parla.
All’interno vi erano contenente circa 30 Ostie consacrate ed un’Ostia Magna, utilizzata per l’Adorazione eucaristica notturna ogni terzo venerdì del mese.
Capisci? Non sono state disperse nei terreni circostanti o nelle strade vicine, né gettate nei bidoni della spazzatura. Sono state rubate! E non ve n’è più traccia…
Al momento del grave furto, peraltro, lì nei pressi erano presenti catechisti, genitori ed il vicario, don Andrés Klonowski. Eppure nessuno si è accorto di nulla.
I fedeli sono profondamente costernati per l’accaduto. L’intera comunità cattolica, anche a distanza di giorni, è letteralmente sotto choc.
Ebbene, una riflessione va fatta… Entrambe le profanazioni, tanto quella di Pumenengo quanto quella di Parla, sono avvenuto a ridosso del 31 ottobre.
Questa non è una data casuale. Nel calendario satanico corrisponde, infatti, al “capodanno di Satana”, notte di Sabba.
Il timore è, quindi, che le Ostie consacrate siano finite nelle mani di gruppi di satanisti per le loro “messe nere”.
Tutto questo non deve più ripetersi! Cosa chiediamo, in fondo? Solo di poter vivere la nostra fede in serenità, senza che il ripetersi degli atti sacrileghi ci ferisca in ciò che abbiamo di più caro.
Giù le mani dai luoghi sacri!