“Prestata” una chiesa cattolica all’islam!

“Prestata” una chiesa cattolica all’islam!

L’islam in Chiesa.

Un assurdo, uno scandalo, una profanazione! Che la dice lunga sia sulla superficialità con la quale vengono concessi gli spazi sacri, sia sino a che punto sia giunta l’islamizzazione in Europa.

È quanto si è consumato lo scorso 10 maggio presso la chiesa di Nostra Signora degli Angeli a Courbons, in Francia.

Qui, secondo quanto riferito da Tribune Chrétienne, davanti all’altare ha avuto luogo un evento di lettura di racconti sufi, accompagnati da musica e canti.

Racconti, che non sono favolette: vengono anzi utilizzati come strumento di propaganda dell’islam.

Il sufismo è, infatti, una corrente mistica musulmana, per cui quanto accaduto può essere considerato tecnicamente una profanazione della chiesa.

Si tratta di un atto gravissimo, peraltro vietato espressamente dal can. 1210 del Codice di Diritto Canonico, che così recita:

«Nel luogo sacro sia consentito solo quanto serve all’esercizio ed alla promozione del culto, della pietà, della religione e vietata qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo».

Eppure il quotidiano La Provence ha descritto quell’evento come «un momento culturale e spirituale», un «vero e proprio viaggio interiore».

Un viaggio, dove? Sicuramente non verso la fede cattolica! È necessario denunciare l’accaduto ed alzare forte la nostra protesta, perché fatti come questo non passino inosservati e non si ripetano!

La prima cosa da fare è diffondere questa notizia. E, per farlo, intendiamo lanciare una vasta campagna d’informazione, servendoci dei social, che permettono di arrivare a tanti in poco tempo. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto.

È molto importante, poiché c’è una parola per descrivere tutto questo. E questa parola è sincretismo.

Il sincretismo è un pot-pourri, un’accozzaglia di religioni diverse, tenute assieme in qualche modo a forza. E ideologicamente. Viene respinto dalla Chiesa cattolica.

Nel decreto del Concilio Vaticano II Ad Gentes si esclude categoricamente «ogni forma di indifferentismo e di sincretismo» (n. 15).

La ragione è facilmente individuabile anche nel Catechismo: «Il primo Comandamento vieta di onorare altri dei, all’infuori dell’unico Signore, che si è rivelato al suo popolo» (n. 2110).

Viceversa il sufismo, essendo parte integrante dell’islam, nega la divinità di Gesù Cristo e quasi per intero la restante Dottrina cattolica, con cui è e resta inconciliabile.

Se ne deduce che ospitare i racconti sufi in chiesa infranga il Codice di Diritto Canonico. Si è trattato, in modo evidente, di un utilizzo illecito di un edificio sacro.

Lo stesso canone 1210 specifica, infatti: «L’Ordinario per modo d’atto può permettere altri usi, purché non contrari alla santità del luogo». E non è evidentemente questo il caso…

Non è la prima volta che situazioni analoghe vengono valutate ed affrontate con estrema superficialità.

In Spagna, a Ceuta, per anni si è ripetuto l’ingresso processionale di un’immagine indù della divinità Ganesha nel Santuario cattolico di Nostra Signora d’Africa, alla presenza del parroco!

Sono state necessarie la rivolta dei fedeli scandalizzati e le denunce sui media cattolici, perché finalmente, nel 2017, l’allora vescovo, mons. Rafael Zornoza Boy, la vietasse.

Che il nostro sia un mondo intriso di relativismo, è evidente. Ma l’ignavia con cui la Chiesa accetta tali forme di sincretismo, il silenzio indifferente di clero e fedeli sono gravissimi.

Sono un segno più che eloquente dell’ormai preoccupante carenza di fede, che affligge il Cattolicesimo nel nostro Occidente.

Aiutaci, con la tua migliore offerta, a far sapere a tanti quel che è accaduto, dando così forza e vigore alla protesta di tutti, affinché non si ripetano fatti simili!

I nostri spazi sacri non possono e non devono essere utilizzati per assecondare il devastante processo di islamizzazione in atto.

Solo Cristo è «la via, la verità e la vita»!

Fuori i falsi idoli dalle nostre chiese!

 

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