Riti satanici, chiese violate, simboli cristiani oltraggiati: il Male avanza anche in Italia!
Di fronte a ciò che sta accadendo, non possiamo più far finta di nulla.
Solo pochi giorni fa, come abbiamo già avuto modo di raccontarti, nella Basilica di San Pietro, un uomo ha profanato la Cappella del Santissimo Sacramento, ha danneggiato il crocifisso del Bernini, ha gettato a terra l’ostensorio con l’Eucaristia consacrata, calpestando ciò che per milioni di fedeli è sacro e intoccabile.
Un atto gravissimo, uno schiaffo alla fede, un segnale inquietante che non può essere derubricato a “episodio isolato” o a semplice gesto di follia.
San Pietro non è un caso limite. È un simbolo! E quando viene colpito il simbolo, significa che il male si sente libero di avanzare.
In Italia, infatti, non siamo di fronte a episodi isolati, ma a una deriva strutturata e in costante crescita.
Le indagini delle forze dell’ordine e le analisi degli esperti parlano di riti satanici organizzati, celebrati soprattutto nei boschi, nelle grotte e in luoghi isolati, con messe nere, simboli blasfemi e, nei casi più gravi, uccisioni rituali di animali, i cui resti vengono spesso abbandonati nei pressi di chiese e cimiteri come segni deliberati di profanazione.
Nel Nord Italia, e in particolare in Veneto, il fenomeno assume contorni ancora più inquietanti.
Operano numerosi gruppi satanisti ed esoterici, spesso organizzati in strutture chiuse e verticistiche, che si presentano con pratiche apparentemente innocue – conferenze, percorsi “spirituali”, cartomanzia – per poi adescare giovani e persone fragili, trascinandoli in percorsi di dipendenza psicologica ed economica.
Non si tratta di folklore, ma di una ferita profonda alla nostra identità cristiana, che avanza nel silenzio e nell’indifferenza generale.
A questo si aggiunge l’assalto sempre più frequente ai cimiteri cristiani: tombe violate, croci spezzate, statue sacre divelte, busti di santi e oggetti votivi rubati o distrutti.
A Monteparano, nel Tarantino, circa quaranta sepolture sono state devastate, trasformando un luogo di raccoglimento e preghiera in uno scenario di oltraggio e dolore per un’intera comunità.
Non si tratta solo di furti o vandalismi: qui è in gioco la dignità del sacro, la libertà di culto, il rispetto per la nostra identità cristiana.
Proprio per questo, oggi più che mai, è fondamentale reagire!
Ti invitiamo quindi, se non l’hai ancora fatto, a firmare subito la la petizione “Fermiamo il Maligno!”, promossa da Pro Italia Cristiana.
Un gesto concreto per dire “BASTA” a profanazioni, riti satanici e attacchi alla fede cristiana, e per chiedere alle istituzioni maggiore attenzione, prevenzione e tutela.
E insieme alla firma, sostieni, con una generosa donazione, la nostra grande campagna di sensibilizzazione online: condividere, informare, mostrare ciò che sta accadendo è il primo passo per spezzare il silenzio e impedire che questi oltraggi continuino nell’indifferenza generale.
Aiutaci a far arrivare questa verità al maggior numero possibile di persone, perché solo ciò che viene portato alla luce può essere davvero fermato.
Ma il quadro diventa ancora più drammatico se allarghiamo lo sguardo al resto del mondo.
In Messico, la Chiesa cattolica vive sotto assedio.
Non si tratta di singoli episodi, ma di una vera e propria strategia di intimidazione e violenza: chiese incendiate, tabernacoli profanati, statue distrutte, ostie consacrate gettate a terra.
Sacerdoti rapiti, minacciati, costretti a celebrare la Messa sotto scorta o nel silenzio della notte. Catechisti uccisi “per dare l’esempio”. Comunità intere terrorizzate.
I numeri parlano chiaro: oltre 1.400 attacchi l’anno contro strutture ecclesiali, con una media di quasi trenta episodi a settimana.
Ma dietro questi numeri ci sono volti, storie, lacrime.
Come quella del parroco che racconta di aver trovato la sua chiesa devastata, l’altare distrutto e il Santissimo profanato, mentre un messaggio minaccioso prometteva ritorsioni “se la Chiesa continuerà a parlare”.
O come le testimonianze dei fedeli costretti a nascondere immagini sacre nelle proprie case per paura di rappresaglie, pur di non rinnegare la propria fede.
Questi attacchi colpiscono la Chiesa perché dà fastidio. Perché è spesso l’unica voce che difende i poveri, denuncia la violenza dei cartelli, protegge le famiglie e annuncia una speranza che non si piega al potere della paura.
Dove la fede viene profanata, cresce il vuoto. E nel vuoto si insinua il Male!
Il silenzio favorisce il Male, la testimonianza lo smaschera, l’azione lo ferma. Ora è il momento di scegliere da che parte stare!