Terroristi islamici e stupri seriali dopo l’invasione di clandestini a Ceuta

Terroristi islamici e stupri seriali dopo l’invasione di clandestini a Ceuta

La notizia è certa. Ed ufficiale.

Ci sono anche terroristi islamici tra le folle disordinate di migranti marocchini, che hanno recentemente invaso la spiaggia di Ceuta, in Spagna.

Le forze dell’ordine iberiche hanno identificato in quella massa umana diversi individui, che erano stati precedentemente arrestati ed espulsi per reati legati alla jihad.

Anche i servizi d’intelligence italiani si sono subito attivati, facendo arrivare un dossier dettagliato sul tavolo di Palazzo Chigi, come riportato dal Corriere della Sera.

Nel documento si è segnalato il rischio che Ceuta possa diventare un centro di «radicalizzazione e reclutamento jihadista».

Intercettando le comunicazioni tra clandestini, i nostri investigatori si son detti certi che esista una precisa regia dietro l’accaduto, col coinvolgimento anche dei trafficanti di esseri umani.

Non solo: da quando Ceuta è stata invasa, la Guardia Civil ha contato almeno 23 casi di stupro, pure ai danni di bambine, come ha riferito il quotidiano El Mundo.

Eppure il governo spagnolo, solitamente iper-femminista, questa volta non ha trovato tempo e modo di spendere mezza parola di fronte a questa sciagura.

Di fronte a tutto questo, c’è solo una soluzione: bloccare lo sbarco di clandestini. Ma per riuscirci, dobbiamo muoverci noi e chiederlo con forza. Come?

Firmando subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo l’immigrazione irregolare!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché provveda con determinazione in tal senso in tutte le sedi istituzionali.

Perché quest’iniziativa abbia successo, però, è necessario sostenerla, promuovendo contemporaneamente anche una vasta campagna di sensibilizzazione.

I social ci consentono di arrivare a tanti in poco tempo, ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante. Gli Stati Uniti hanno più volte avvertito l’Europa di ciò che sarebbe potuto accadere, se avesse proseguito con politiche immigrazioniste e globaliste, flirtando con le Sinistre.

Di fronte al disastro di Ceuta, persino Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha preso paura.

«Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole – ha detto – Gli attraversamenti pericolosi devono cessare immediatamente».

Ed ha aggiunto: «Le reti di trafficanti devono essere smantellate. Ed i rimpatri devono essere rapidi, come previsto dalle nostre norme».

All’inizio di agosto, i leader di 22 Paesi membri dell’UE hanno firmato una lettera congiunta, in cui hanno accusato formalmente Madrid di minare la sicurezza del Continente.

A Ceuta i centri di accoglienza scoppiano, ci sono stranieri che dormono per strada, la popolazione è furibonda, ciò nonostante il governo iberico ha alzato le mani in segno di resa.

Non può dichiarare lo stato d’emergenza, perché i flussi migratori non sono legalmente considerati un rischio per la sicurezza nazionale. Incredibile!

Si noti che solo due anni fa era già stata registrata un’impennata dell’immigrazione clandestina in Spagna pari ad un + 500%.

L’islam si presenta con un volto particolarmente aggressivo, è addirittura convinto che prima o poi il Marocco debba riprendersi il controllo di Ceuta e Melilla, strappandole alla Spagna.

In attesa di riuscirvi, gli jihadisti hanno vomitato su queste coste i propri terroristi come propri avamposti.

Non è la prima volta che accade: nel 2015 i miliziani dell’Isis in azione nel Bataclan di Parigi erano sbarcati in Grecia fingendosi profughi per poi muoversi liberamente con documenti falsi.

Ancora: gli autori degli attentati ai mercatini di Natale di Berlino nel 2016 e nella cattedrale di Nizza nel 2020 erano stati due tunisini, sbarcati illegalmente entrambi a Lampedusa.

Non possiamo più attendere, dobbiamo intervenire. Basta immigrazione irregolare!

 

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