
Torino abbraccia l’islam: a rischio la nostra identità cristiana!
Torino diventa il primo laboratorio italiano per un pericoloso esperimento: la creazione di uno sportello anti-islamofobia che segna un altro passo verso l'islamizzazione del nostro Paese.
Mentre i cittadini italiani affrontano problemi sempre più gravi di sicurezza, degrado e marginalizzazione nei loro stessi quartieri, il Comune sceglie di concentrarsi sulla tutela di una sola comunità, alimentando un clima di favoritismi e ingiustizie.
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, noto per le sue politiche di apertura verso gruppi radicali come Askatasuna, ora si rivolge alle comunità islamiche per garantire loro un canale privilegiato di denuncia.
Ma quale sarà l'impatto reale di questa iniziativa? Non ci sono risposte, solo slogan e buonismo di facciata.
L’università di Torino e l’islam radicale: un’alleanza pericolosa!
Non è una novità che l'Università di Torino abbia da anni adottato una linea accondiscendente nei confronti dell’islam radicale.
Con conferenze, corsi e iniziative che sembrano più un'operazione di propaganda che un’attività accademica neutrale, l’ateneo torinese ha contribuito ad alimentare un clima culturale in cui ogni critica all'espansione islamica è demonizzata.
Gli studenti vengono educati ad accettare senza discutere, in nome di un multiculturalismo che nasconde la realtà dei fatti: l’islamizzazione strisciante della nostra società.
Il rischio di una società a due velocità
La proposta del Comune di Torino include momenti di formazione, raccolta dati e segnalazioni, ma non chiarisce come si intenda gestire le denunce infondate o le accuse strumentali.
Un cittadino italiano che esprime legittime preoccupazioni sulla crescita incontrollata dell'influenza islamica rischia di essere etichettato come islamofobo? Se un funzionario pubblico chiede l'identificazione a una donna con il velo integrale, sarà accusato di discriminazione?
Nei Paesi islamici esistono già meccanismi simili: la cosiddetta "polizia morale" che reprime chiunque non segua la Sharia. Questo è il modello che vogliamo importare in Italia?
Il fallimento del multiculturalismo
Torino è sempre più ostaggio di una immigrazione senza controllo, con interi quartieri trasformati in ghetti dove la criminalità prolifera e gli italiani sono una minoranza in casa propria.
Le baby-gang di stranieri imperversano, la sicurezza è un ricordo lontano, e invece di affrontare questi problemi si pensa a proteggere chi si lamenta di presunti pregiudizi.
La verità è che questa politica non mira all’integrazione, ma alla sottomissione culturale!
Si chiede agli italiani di accettare senza fiatare una trasformazione sociale che nessuno ha mai votato né richiesto.
Difendiamo la nostra identità cristiana!
Dire no all’islamizzazione dell’Italia non è odio, ma difesa della nostra cultura, delle nostre tradizioni e dei nostri valori.
La vera discriminazione è quella contro gli italiani, sempre più relegati a spettatori impotenti di un cambiamento imposto dall’alto.
Non restiamo in silenzio! È il momento di agire per difendere il nostro Paese dalle derive islamizzanti.
Per questo, se non l’hai ancora fatto, ti invitiamo a firmare subito la petizione indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché, come custode dei valori costituzionali, intervenga per preservare l’identità cattolica e culturale dell’Italia.
Fai sentire la tua voce! L’Italia ha bisogno di cittadini coraggiosi, pronti a difendere la propria terra e le proprie radici.
Unisciti alla nostra battaglia!
È il momento di agire! Per contrastare questa pericolosa deriva, ho lanciato una vasta campagna di sensibilizzazione tramite Facebook per informare i cittadini e mobilitare l’opinione pubblica. Ma abbiamo URGENTE bisogno del tuo aiuto!
Ogni contributo è fondamentale per diffondere il nostro messaggio e impedire che il radicalismo islamico si insinui sempre più nella nostra società. Non restare a guardare!
L'Italia è terra di libertà, non di sottomissione! Difendiamo la nostra patria con orgoglio e determinazione.