Tre feriti in Svizzera e disordini in Francia e Belgio: la jihad europea presenta il conto
Questa volta anche la grande stampa non ha potuto ignorare quanto accaduto.
Senza darvi troppa enfasi, certo. Ma ha dovuto parlare dell’individuo, che lo scorso 28 maggio ha accoltellato tre persone al grido di «Allah Akbar».
Una delle vittime è stata peraltro ricoverata in gravi condizioni. Il fatto di sangue è accadutopresso la stazione di Winterthur, nei pressi di Zurigo, all’ora di punta.
Le autorità elvetiche hanno arrestato il criminale. Il direttore della Sicurezza del Cantone di Zurigo, Mario Fehr, ha parlato espressamente di un attacco terroristico.
In manette è finito un 31enne con doppia cittadinanza, turca e svizzera. L’uomo era già stato denunciato a causa di presunti legami con l’Isis.
Il Consiglio federale, nel proprio rapporto annuale sulla sicurezza, aveva già evidenziato come la minaccia terroristica, anche in Svizzera, faccia per lo più riferimento a gruppi jihadisti.
Anche la radicalizzazione dei giovani, che ormai avviene online, preoccupa le forze dell’ordine. Rischio aggravato dalla recente evasione dai campi siriani di numerosi detenuti collegati all’Isis.
Ce ne rendiamo sempre più conto… C’è un solo modo per impedire alla criminalità di dilagare in Europa: fermare l’immigrazione clandestina!
È lì che si nasconde la maggior parte dei terroristi islamici e dei delinquenti, che poi seminano terrore e spargono sangue nelle nostre strade. Non è un mistero, è un fatto. Risaputo ormai da tutti.
Per questo non possiamo indugiare oltre. Dobbiamo agire! Come? Firma subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo l’immigrazione irregolare!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché intensifichi l’azione dell’esecutivo di cui fa parte, per fermare gli sbarchi di clandestini.
Il governo Meloni ha già fatto molto in questa direzione, ma bisogna perseverare, soprattutto in sede internazionale: l’Europa solo adesso pare aver aperto gli occhi sulla realtà…
Perché questa nostra azione sia efficace, però, dev’essere accompagnata da una vasta campagna di sensibilizzazione, che permetta di amplificare la nostra voce e dare forza alle nostre richieste.
I social rappresentano il mezzo più adatto allo scopo, poiché consentono di arrivare in modo efficace a tanti in poco tempo. Però hanno un costo, che da soli non riusciremmo a sostenere. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Sai, noi delle volte ci facciamo tanti scrupoli: non se ne sono fatti, invece, i clandestini scatenatisi in autentiche azioni di guerriglia in Francia, dopo la vittoria del Paris Saint-Germain.
E non se ne sono fatti neanche quelli, che, infiltratisi nei gruppi anarchici, nei giorni scorsi hanno messo a ferro e fuoco Bruxelles, approfittando di un corteo contro la riforma dell’istruzione.
Questi autentici criminali hanno distrutto proprietà, appiccato incendi e aggredito i passanti. Hanno distrutto tutto solo per il gusto di distruggere ovvero senza un reale motivo, senza ragioni.
L’on. Sam van Rooy del partito Vlaams Belang (Interesse Fiammingo) ha commentato: «Questa non è una “manifestazione”, è jihad di strada, proprio come in Francia». Ed è vero.
E troviamo scandaloso che la risposta delle forze dell’ordine sia stata tiepida, fin troppo contenuta. Fino a quando dovremo sopportare che i delinquenti agiscano indisturbati?
Fino a quando dovremo assistere passivamente allo sfogo della loro assurda ed incontrastata furia, devastante ed incontrollata, causa di danni a cose e persone, senza alzare un dito per fermarli?
Fino a quando? Non possiamo più attendere oltre! Restituiamo l’Occidente agli Occidentali!