Criminalità: pochi clandestini provocano percentuali di reati da paura
Sono i numeri a parlare e, su quelli, non si può far finta di niente.
Nel 2024, il 34,7% dei soggetti perseguiti penalmente, quindi oltre un terzo delle persone denunciate, è straniero. Ma non basta!
Tale dato schizza ad oltre il 60%, qualora si considerino solo i reati predatori. Rispetto al 2019 si registra un +8,1% nelle segnalazioni.
Devi tener presente che tutti questi crimini vengono commessi da una frangia della popolazione assolutamente insignificante. Sono in pochi, ma riescono comunque a fare tanti danni.
In Italia, infatti, vi sono in tutto 5,7 milioni di stranieri pari al 9% del totale della popolazione ed i clandestini sarebbero circa 321 mila.
Eppure proprio i clandestini avrebbero “firmato” il 70% di tutti i reati perpetrati nel periodo 1988-2009, come ha rivelato un’autorevole analisi commissionata dal Ministero dell’Interno.
Nulla è stato fatto. La dinamica attuale svela in modo chiaro e drammatico come nulla sia cambiato. L’Italia non si può permettere di importare delinquenti!
Perché? Perché ciò comporta un danno patrimoniale, ma soprattutto sociale ed espone la popolazione ai pericoli derivanti dalla perdurante emergenza-criminalità.
Tutto questo va assolutamente fermato! Noi possiamo farlo. Come? Abbiamo due strumenti, entrambi concreti ed efficaci, a disposizione.
Il primo consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo l’immigrazione irregolare!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché il governo, di cui fa parte, si attivi per bloccare immediatamente ulteriori sbarchi di clandestini nel nostro Paese.
Tale iniziativa, perché abbia successo, deve però essere sostenuta allo stesso tempo da una vasta campagna di sensibilizzazione, che intendiamo promuovere.
I social ci consentono di arrivare a tanti in poco tempo, ma hanno un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È urgente, perché i numeri sono da paura: stranieri sono gli autori del 69% dei furti con destrezza, del 61% degli scippi, del 60,1% delle rapine in strada, del 43% delle violenze sessuali.
Ma non è finita: è da attribuirsi a clandestini anche il 39% dello spaccio di stupefacenti, il 24,5% dei furti d’auto, il 29% del contrabbando ed il 23,7% degli omicidi volontari.
Si tratta di cifre davvero preoccupanti, specie quando si consideri che dipendono da una percentuale insignificante di persone residente illegalmente sul nostro territorio.
La geografia del crimine vede Prato in testa: qui il 62% degli arrestati è straniero. A Milano lo è il 55,8%, a Firenze il 56%.
Nelle province di frontiera come Imperia, Bolzano e Trieste l’incidenza di clandestini finiti dietro le sbarre supera il 50%.
Ciò è il chiaro sintomo di come siano proprio le realtà di confine a fungere da varco per l’ingresso illegale di immigrati pronti a delinquere.
In giro per le nostre strade ci sono 140 mila individui condannati, eppure liberi a causa della riforma Cartabia, che impedisce la detenzione per condanne inferiori ai quattro anni.
Di questi 140 mila criminali, oltre 30.000 sono stranieri, per lo più marocchini, albanesi, tunisini, nigeriani, egiziani, peruviani, ucraini e via elencando.
Le cronache rivelano come in tutta Italia si stiano moltiplicando anche gli episodi di semidetenuti, che, approfittando della libertà vigilata o dei Servizi Sociali, tornano a colpire.
Recentemente il quadro si è complicato anche per l’impennata nel numero dei baby-delinquenti: in gran parte si tratta di minori non accompagnati.
A marzo 2025 risulta essere straniero il 49,9% dei detenuti nei penitenziari per minori. Proviene per lo più dal Maghreb.
È immigrato il 59,4% degli under-17 fermati per furto, il 59,8% per rapina, il 41,7% per estorsione, ben il 47,3% per tentati omicidi.
Ricorderai probabilmente il caso del 18enne Abanoub Youssef ucciso a coltellate dal coetaneo Zouhair Atif presso l’Istituto “Einaudi Chiodi” di La Spezia nel gennaio di quest’anno.
O il funzionario ministeriale vittima pochi giorni prima di un feroce pestaggio ad opera di una baby-gang di stranieri, avvenuto presso la stazione Termini a Roma.
Per non parlare dell’incremento di aggressioni sessuali collettive, fenomeno divenuto davvero inquietante. Non possiamo continuare in questo modo!
Si tratta di dinamiche sociali appartenenti a subculture della violenza totalmente estranee al nostro contesto: vanno assolutamente fermate ed ora!
Fermiamo insieme gli sbarchi di clandestini!