In Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio l’islamizzazione avanza
L’Italia non è una moschea!
È bene chiarirlo una volta per tutte, perché il processo di islamizzazione in corso da troppo tempo rischia di farcelo dimenticare.
Tant’è vero che il presidente dell’Ucoii-Unione delle Comunità Islamiche d’Italia ha chiesto il riconoscimento pubblico della religione musulmana in Italia.
Religione, che non appartiene alla nostra storia, non appartiene alla nostra cultura e non appartiene alle nostre tradizioni!
Ma non si è fermato qui! Pretende anche che vengano riconosciute le due festività religiose annuali islamiche e la preghiera del venerdì.
Come se fossero equivalenti al Natale, alla Pasqua e alla domenica con la Messa: ma mentre questi ci appartengono, poiché sin dal suo sorgere, l’Europa è cristiana, tutto il resto no.
Il ruolo pubblico della religione cattolica, evidente nelle feste nazionali (come quella di San Francesco) ed in quelle patronali, non deriva dal folclore di usanze passate.
Esso è segno piuttosto di quanto la fede in Cristo sia viva e di quanto abbia significato ed ancora oggi significhi nella definizione collettiva di bene comune.
L’islam non ha nulla da dire in merito, non ha avuto e non ha tanto meno oggi alcuna valenza politica, storica o spirituale nel disegnare il nostro Paese. In una parola, è estraneo all’Italia!
Per questo l’assurda richiesta del presidente dell’Ucoii va subito respinta! E con forza! Va detto, anzi va urlato a voce alta! Noi possiamo farlo. Come?
È molto semplice: innanzi tutto, firmando la petizione «Basta con la sottomissione all’islam!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché tuteli e difenda i valori fondamentali della nostra identità e della nostra cultura, che è specificamente cristiana.
Perché quest’iniziativa sia davvero incisiva, è però necessario sostenerla, promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Ma ciò ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante ed urgente, poiché le Sinistre stanno cavalcando in Europa un’autentica rivoluzione ideologica, che mira a stravolgere le nostre radici cristiane.
In Germania, nel Land della Bassa Sassonia, la responsabile dell’Istruzione, Julia Willie Hamburg, del gruppo dei Verdi, ha introdotto nuovi argomenti didattici obbligatori.
Tra questi, la sharia ovvero la legge islamica, le pratiche di meditazione buddhista, l’identità gender e gli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite.
Lo hanno rivelato i quotidiani Neue Osnabrücker Zeitung e Bild, che hanno visionato la bozza dell’allucinante programma scolastico.
Programma, in cui la Croce cristiana viene ridotta a semplice «simbolo», snaturandone il reale significato, e viene significativamente marginalizzata la figura di Nostro Signore Gesù Cristo.
Questo è drammatico, perché chi determina i contenuti dell’istruzione plasma le menti delle nuove generazioni e chi plasma le menti trasforma un intero popolo!
Non solo nella Bassa Sassonia, anche nei Paesi Bassi si sta seguendo la stessa, sconvolgente parabola discendente.
Essa mira ad imporre l’islam, espellendo la religione cristiana dall’insegnamento e dalla vita pubblica, riducendola a semplice “folclore”, a meno che non sia disposta a tradire i suoi contenuti.
Ecco perché gli studenti olandesi vengono indotti ad inginocchiarsi nelle moschee, mentre l’Ispettorato dell’Istruzione prende di mira le scuole domenicali e le lezioni di catechismo.
È in atto una censura de facto, che cerca di impedire di proclamare la fede cristiana come verità, riducendola, al massimo, a semplice “opinione”, valida finché non pesta i piedi al wokismo.
Contemporaneamente all’islam viene offerto tutto lo spazio necessario per crescere, anche assicurandogli un sostegno istituzionale evidente.
È più o meno quel che si cerca di introdurre anche in Italia con le pretese chiaramente espresse dal presidente dell’Ucoii.
Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, intellettuale cattolico, ha messo in guardia dal pericolo che la Rivoluzione mini le istituzioni che sostengono la civiltà cristiana, scuole e Stato compresi.
È quanto avviene in Germania, è quanto avviene in Olanda, ma è quanto avviene anche in Belgio, dove in televisione lo scorso 3 maggio la Santa Messa è stata sostituita da un rito islamico!
Questo stravolgimento del palinsesto è stato pensato dall’emittente VRT, che ha proposto in differita la domenica la preghiera del venerdì registrata presso la moschea turca Mouattar a Gand.
Incredibile! Non possiamo stare a guardare passivamente tutto questo. Dobbiamo far sentire con forza la nostra protesta indignata!
Difendiamo tutti insieme le radici cristiane europee!