Islamizzazione: dalla Gran Bretagna pessimi segnali

Islamizzazione: dalla Gran Bretagna pessimi segnali

Vogliamo davvero far diventare l’Italia come il Regno Unito? Ci auguriamo davvero di no!

Nella società britannica il processo d’islamizzazione è fortemente avanzato, in misura peraltro sproporzionata rispetto al numero effettivo di residenti musulmani.

Il Paese è ormai irriconoscibile. Nei supermercati, nelle scorse settimane è stato offerto tutto il necessario per l’Iftar ed il Suhur, così da poter celebrare il Ramadan.

Per tale festa, assolutamente islamica quindi estranea alle tradizioni dell’Occidente cristiano, sono state interrotte partite di calcio ed è stata concessa Trafalgar Square per maxi-raduni di preghiera.

Il sindaco di Londra, sir Sadiq Khan, musulmano, si è più volte permesso di lanciare accuse tanto sistematiche quanto infondate di “islamofobia”.

Perché tutto questo? Perché l’Inghilterra è tenuta in ostaggio da un’élite politica e culturale progressista, decisa ad imporre nuovi - presunti - “valori”.

Le nuove parole d’ordine devono essere “diversità”, “multiculturalismo” ed “antirazzismo”: con queste la Sinistra pretende di rimpiazzare l’identità, la Fede e la Storia britannica.

Tutto ciò è particolarmente evidente nel sistema educativo, che ha “normalizzato” ormai ricorrenze e pratiche religiose islamiche, quindi estranee alla plurisecolare fede cristiana britannica.

Addirittura le divise scolastiche sono state modificate per consentire alle alunne di indossare il velo in classe, dai cinque anni in poi!

Alle bambine viene vietato di indossare gonne per rispettare le norme sulla “modestia” nell’abbigliamento femminile, previste dall’islam.

Nelle scuole, a mensa, viene servita carne halal ovvero “lecita” secondo la sharia, la legge islamica.

Le linee guida governative prevedono che le lezioni di arte, musica e danza debbano essere impostate in modo tale da non esser ritenute “blasfeme” o “idolatre” dai musulmani.

Si badi che nel 2021 solo il 6,5% della popolazione complessiva si è dichiarato islamico, quindi un’inezia rispetto al totale.

Pur trattandosi di un dato in crescita (+40% rispetto ai dati del decennio precedente), tutte queste attenzioni per una percentuale tanto ridotta sono oggettivamente eccessive e sproporzionate.

Ma nessun politico si azzarderà mai a dirlo per timore di venire immediatamente etichettato come “razzista” ed “islamofobico”.

Evitiamo che l’Italia corra lo stesso pericolo! Oggi abbiamo due strumenti, entrambi validi e concreti, per riuscirci.

Il primo consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Basta con la sottomissione all’islam!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché, come custode dei valori costituzionali, assuma provvedimenti efficaci per tutelare la nostra identità e cultura nazionale.

Il secondo modo consiste, invece, nel diffondere e far conoscere a tutti sia la nostra iniziativa, sia notizie come questa, che la motivano.

Abbiamo controllato: solo un paio di testate tra i media nazionali hanno sollevato il problema, sia pure sottovoce. Tutti gli altri se ne sono stati zitti.

Eppure la progressiva islamizzazione del Regno Unito e, più in generale, dell’Europa è un problema che riguarda tutti, non solo gli inglesi!

Con tempi e modalità diverse è un’emergenza presente un po’ ovunque: lo abbiamo visto anche in Italia in occasione del recente Ramadan con scuole già piegate ai diktat dell’islam.

Ecco perché dobbiamo far circolare il più possibile notizie come questa, affinché la gente apra gli occhi e prenda coscienza dell’urgenza di tutelare la nostra identità, la nostra Fede e la nostra Storia.

Per poter raggiungere questo obiettivo intendiamo promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di raggiungere tanti in poco tempo.

Ma quest’operazione ha un costo di cui, da soli, non riusciremmo a farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Per farti capire quanto grave sia la situazione, vogliamo farti una semplice domanda: hai sentito il messaggio del Re d’Inghilterra, Carlo, in occasione della Santa Pasqua?

No, vero? Esatto! Perché non lo ha mai scritto. In compenso ha diffuso un messaggio di auguri ai sudditi musulmani in occasione del Ramadan.

Non dimentichiamo che lo scorso 23 ottobre papa Leone ha insignito re Carlo del titolo di «Confratello Reale».

Per l’occasione, gli ha assegnato uno scranno permanente, con tanto di stemma reale, nella basilica di San Paolo fuori le Mura.

Si è trattato di un gesto senza precedenti nei riguardi del capo dell’anglicanesimo, quindi di una confessione tecnicamente e sostanzialmente scismatica.

Eppure il sovrano non ha degnato i Cristiani di un messaggio di auguri neppure a Pasqua… è questa la risposta che intende dare al gesto di generosa apertura compiuto dal Santo Padre?

Dobbiamo assolutamente fermare il tentativo di islamizzazione dell’Europa!

 

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