Islamizzazione in corso: a rischio le nostre radici cristiane

Islamizzazione in corso: a rischio le nostre radici cristiane

Eversione fa rima con rivoluzione? A volte sì, a vari livelli.

Lo dimostrano, ad esempio, quei gruppi organizzati dediti ad islamizzare l’Occidente, sfruttando gli spiragli legislativi, burocratici, finanziari e culturali offerti dal nostro sistema.

Il loro obiettivo è quello di promuovere agende ideologiche, di fatto inconciliabili col modello di società vigente in Occidente.

Ma lo fanno strumentalizzando in modo estremamente disinvolto anche le nostre garanzie istituzionali, adattandole in modo spesso spregiudicato alle loro esigenze.

Lo dimostrano le analisi condotte dal «Focus on Western Islamism», un Centro di ricerca sorto all’interno del Middle East Forum.

Si è preoccupato di sfogliare e consultare oltre 2.000 pagine di atti amministrativi. Una lettura interessante, da cui sono emersi episodi a dir poco sintomatici.

A San Diego, negli Stati Uniti, dopo un caso di odio contro la comunità musulmana, il consiglio comunale ha voluto chiarire bene cosa debba intendersi, parlando di «islamofobia».

Alla fine, ha adottato una definizione formale, che però si è scoperto poi esser stata redatta, in realtà, dagli attivisti del «Council on American-Islamic Relations».

Tale sigla viene indicata nei processi federali come corresponsabile del finanziamento al terrorismo e per questo è stata colpita da sanzioni in diversi Stati americani.

Non solo. Il Dipartimento del Tesoro Usa ha già catalogato i rami egiziano, giordano e libanese della Fratellanza Musulmana tra gli enti colpiti dalle misure anti-eversione.

È una tendenza, questa, che si registra anche nel nostro Continente. Qualcuno nell’Europarlamento se n’è accorto, per cui si è cercato di adottare adeguate misure di tutela.

Nello specifico, è stata approvata una risoluzione volta a contrastare le infiltrazioni ideologiche all’interno delle istituzioni comunitarie.

Sono previste, ad esempio, verifiche rigorose circa la destinazione delle risorse pubbliche, per impedire che fondi comunitari finiscano per alimentare le reti fondamentaliste di matrice islamica.

Non è possibile continuare a vivere in casa nostra come se ci trovassimo in continuo stato d’assedio. È ora di finirla! Dobbiamo reagire!

Firma subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Basta con la sottomissione all’islam!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché, nel suo ruolo istituzionale, tuteli i valori fondamentali dell’identità e cultura nazionale, che è cristiana.

Affinché quest’iniziativa abbia successo, è necessario sostenerla con una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante. Recentemente, il Consiglio europeo è stato chiamato a decidere se includere o meno i Fratelli Musulmani - con tutti i loro addentellati - nella lista delle organizzazioni eversive.

I rapporti predisposti dall’intelligence giustificano un clima di allarme, documentando la progressiva radicalizzazione registrata in Germania ed in Francia, specie nelle scuole.

In Italia si sta attenzionando soprattutto il jihadismo digitale, con cui vengono spesso diffusi messaggi per organizzare azioni violente, specie tra i minorenni.

L’azione della Procura di Padova nei confronti della cosiddetta “camera arbitrale islamica” ha riaperto poi un acceso dibattuto sui tristi sistemi di “giustizia ombra”.

Si vuole evitare che anche qui da noi avvengano distorsioni come quelle provocate nel Regno Unito dalla presenza dei «Sharia Councils».

Sono, questi, luoghi in cui alla giustizia ordinaria si cerca di sostituire nuovi criteri, modulati sulla legge islamica, totalmente estranei alla nostra giurisprudenza e quasi sempre ad essa opposti.

Non possiamo andare avanti in questo modo! Non possiamo permettere a nessuno di sfruttare le falle delle società occidentali per costituirsi come sorta di Stato nello Stato, con regole proprie.

Fermiamo l’islamizzazione in corso nel nostro Paese ed in Europa! Difendiamo le nostre radici cristiane!

 

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