Nigeria: altri 28 Cristiani morti, numerosi feriti ed abitazioni in fiamme

Nigeria: altri 28 Cristiani morti, numerosi feriti ed abitazioni in fiamme

Almeno 28 cristiani uccisi. E la firma degli assassini è sempre la stessa: la jihad.

L’ultimo attacco noto è stato sferrato la notte dello scorso 22 giugno in Nigeria, a Kawel, un villaggio cristiano nello Stato del Plateau. Ma sulla grande stampa, in Italia, neanche una riga.

È sconcertante il silenzio di ghiaccio opposto dall’Occidente all’ennesimo massacro messo a segno dai miliziani fulani musulmani armati.

Hanno fatto irruzione casa per casa e poi hanno aperto il fuoco senza pietà contro la povera gente. Il bilancio? Quasi trenta morti, numerosi feriti e decine di abitazioni date alle fiamme.

Un sopravvissuto, Jesse Peter Dukut, ha raccontato all’agenzia spagnola InfoCatólica: «Hanno ucciso mio zio ed i miei fratelli. Sono sfuggito per un soffio alle pallottole».

Per evitare che qualcuno potesse chiamare i soccorsi, i terroristi islamici hanno provveduto anche ad interrompere i servizi telefonici e di telecomunicazione.

Nonostante ciò, le forze dell’ordine sono arrivate comunque in tempo per ingaggiare uno scontro a fuoco con gli jihadisti.

Solo che non ha prodotto risultati concreti, i responsabili purtroppo sono riusciti a fuggire, senza che la Polizia sia riuscita ad arrestarne neanche uno.

Già da molti anni la regione è devastata dagli attacchi sferrati contro i villaggi cristiani. Eppure è sconcertante il silenzio complice fatto calare in merito dai media di tutto il mondo.

Troviamo che sia necessario spezzare questa catena di omertà. Innanzi tutto, perché, sapendo finalmente in quali condizioni vivano i fedeli in Nigeria, la gente possa pregare per loro.

Poi perché possa cercare di aiutarli tramite i canali ufficiali della Chiesa. Infine, affinché possa fare pressioni sulle autorità di tutto il mondo, inducendole ad intervenire in favore degli oppressi.

Visto che i grandi giornali non parlano, riteniamo doveroso assumerci la responsabilità diretta di promuovere per conto nostro una vasta campagna di sensibilizzazione.

Per questo possono esserci di aiuto i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante: le tragedie in Nigeria non finiscono qui. Dallo scorso 15 maggio mancano all’appello 39 scolari delle elementari e 7 loro maestri.

Sono stati tutti sequestrati dai terroristi islamici in diverse scuole del distretto di Orije. Durante il rapimento, i piccoli hanno assistito all’uccisione di due loro insegnanti e di un motociclista.

In merito sono intervenuti anche i Vescovi della regione di Ibadan: lo scorso 25 giugno hanno rivolto un appello, affinché si giunga al rilascio immediato ed incondizionato degli ostaggi.

I prelati hanno formulato anche critiche alle autorità, accusandole di non preoccuparsi abbastanza della sicurezza della popolazione.

E non bisogna dimenticare la drammatica sorte di Leah Sharibu, l’unica ragazza cristiana delle 110 studentesse rapite da Boko Haram in un collegio femminile il 19 febbraio 2018, in Nigeria.

Le altre alunne sono state tutte rilasciate, perché musulmane, lei invece no: gli jihadisti pretendono che prima abiuri e si converta all’islam. Ma lei finora si è opposta.

I genitori, ovviamente provati dalla vicenda, sono comunque orgogliosi della forza dimostrata da questa loro figlia, l’hanno invitata a tenere duro e ad aver fiducia in Dio.

Non solo: un rapporto redatto nel 2020 da un gruppo parlamentare interpartitico britannico rivela come i fulani musulmani abbiano adottato ormai tattiche simili a quelle dell’Isis e di Boko Haram.

Secondo la World Watch List 2026 di Open Doors, la Nigeria è, tra il primo ottobre 2024 ed il 30 settembre 2025, il Paese al mondo con più cristiani uccisi a causa della loro fede.

Di fronte a tutto questo la comunità internazionale mostra un’indifferenza difficile da giustificare. Io credo che sia nostro compito spezzare questo muro di omertà e di silenzio!

Aiutaci, con la tua migliore offerta, a promuovere una vasta campagna di informazione in merito per consentire a tutti di sapere, di pregare e di aiutare tramite i canali ufficiali della Chiesa.

I cristiani in Nigeria hanno bisogno di noi.

Rispondiamo al loro grido di aiuto!

 

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