Numerosi casi di profanazione in Francia, Camerun e Nigeria
Questa notizia ci ha sconvolto.
Ovviamente non l’abbiamo trovata sui nostri giornali nazionali, ma sul New York Times. Alcuni mesi fa, in Francia, sono state rubate le Ostie consacrate da ben 29 chiese cattoliche!
Chi ha messo a segno questi colpi? Una “coppia” omosessuale, che in parte ha usato i vasi sacri, che le contenevano, come decorazioni per la casa, in parte li ha venduti!
I colpevoli della grave profanazione “seriale” sono stati un 35enne ed il suo “compagno” trentenne.
Non si sono fatti alcun riguardo: hanno distrutto tabernacoli, sfondato le porte delle sagrestie, vandalizzato le cassette delle offerte.
E poi hanno razziato anche un Ostensorio, i piattini per la Comunione, le fiale per il Battesimo e diversi calici.
È successo a Burelles, Vervins, Marle ed in altre 26 parrocchie. Le forze dell’ordine, alla fine, sono riuscite ad arrestarli, utilizzando la geolocalizzazione dei loro cellulari.
Nei giorni scorsi il processo si è concluso. Deludente il verdetto: solo tre anni di reclusione a testa, di cui due oltre tutto con la pena sospesa.
E l’unico anno di detenzione realmente inflitto potranno scontarlo a casa propria, con un semplice monitoraggio elettronico. Troppo poco.
Il giudice non si è reso conto della gravità dell’accaduto: ha guardato solo al danno materiale, per il quale verrà stabilito un risarcimento, ma non ha tenuto conto della profanazione commessa.
In quelle 29 chiese l’Ostia consacrata ovvero il Corpo di Cristo è stato messo di nuovo in Croce da quei due delinquenti senza fede e senza alcun rispetto verso ciò che è sacro.
Intere comunità di fedeli sono state ferite nei loro sentimenti religiosi più profondi, ma di questo nessuno si è preoccupato.
La nostra è una società talmente malata spiritualmente da non accorgersi nemmeno delle conseguenze dei sacrilegi commessi.
Dove sono finite quelle Ostie consacrate? Gettate nella spazzatura? Vendute a qualche gruppo satanico per organizzare “messe” nere? Impossibile saperlo.
È certo, però, che non si può proseguire in questo modo! È urgente che l’inviato speciale del governo italiano per la promozione della libertà religiosa, Davide Dionisi, intervenga.
Deve in tutte le sedi di propria competenza, europee ed internazionali, arginare questi fenomeni, causati da menti depravate e da cuori corrotti.
A lui è, per questo, rivolta la petizione «Fermiamo il Maligno!», promossa da Pro Italia Cristiana. Petizione, che ti chiediamo di sottoscrivere subito, nel caso tu non lo abbia ancora fatto.
Quest’iniziativa va sostenuta anche lanciando contemporaneamente una vasta campagna di sensibilizzazione, perché la gente non è informata in merito.
Ti pare normale che noi veniamo a sapere notizie di fatti accaduti in Francia da un quotidiano statunitense? Noi diciamo di no!
Per questo intendiamo servirci dei social, che rappresentano il mezzo più veloce ed efficace per arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante, poiché tali profanazioni sono più frequenti di quanto tu possa immaginare. Sempre in Francia, ad esempio, nella notte tra il 19 ed il 20 aprile se ne è verificata un’altra.
Ignoti hanno fatto irruzione nella chiesa di Dampierre-les-Bois, saccheggiandola e sventrando il tabernacolo, da cui hanno sottratto la pisside contenente le Ostie consacrate. Poi sono fuggiti.
Non è difficile immaginare dove siano finite le particole in un colpo così mirato… Ma la Francia non è l’unico Paese in cui avvengono tali scempi. Purtroppo ne accadono in tutto il mondo.
Un mese fa molte chiese di Yaoundé, in Camerun, sono state depredate, secondo quanto riportato dal quotidiano Cameroon Tribune.
Da tutte sono sparite le Ostie consacrate, finite chissà come e chissà dove. Un copione analogo è quello visto anche presso la cappella cattolica di Owerri, in Nigeria, lo scorso 29 aprile.
L’arcivescovo della Diocesi locale, mons. Lucius Iwejuru Ugorji, ha disposto che i fedeli organizzassero una settimana di preghiere di riparazione.
Notizie di questo tipo non interessano, purtroppo, alla grande stampa. Invece è giusto che si sappiano ed è giusto reagire. Dobbiamo difendere le nostre chiese!
Occorre far sentire la nostra voce, levare alta la nostra protesta e la nostra indignazione contro il dilagare impunito dei casi di profanazione.
Non lasciamo che il Corpo di Cristo venga di nuovo messo in Croce!